Teologia solubile XXXIII – Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

Premessa
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo signore, Gesu` Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori` e fu sepolto. Il terzo giorno e` risuscitato, secondo le Scritture, e` salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verra`, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati, Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen

E già, resurrezione dei morti. Perchè non saremo mica degli angioletti su nuvolette rosa. Avremo un corpo, il nostro corpo. Le nostre dita, i nostri capelli. Rifatti, nuovi. Avremo un mondo nel quale abitare. In cui la gloria, il nascosto, il senso di tutto sarà finalmente visibile. Non ci sarà più bisogno di prova, perchè in esso ci saranno quelli che si sono abbandonati, si sono lasciati andare, si sono fidati.

Il cristianesimo è vivere cento volte meglio la propria vita qui, adesso, su questa terra funestata dalla morte e dal dolore. E’ godere cento volte di più di quello che ci è posto davanti, è amare cento volte di più chi ci è caro, gustare cento volte di più ogni musica, ogni fiore, ogni colore. Questo da solo basterebbe.
E invece no, c’è ancora di più. La morte è sconfitta. Non è la tomba l’ultima parola sulla vita. E quello che ci aspetta è l’eternità.
Io non so come sarà. Ma so che sarà.
Ogni lacrima asciugata, ogni cosa spezzata riparata, ogni dubbio risolto; quante risate ci faremo, quando tutto sarà chiaro, sulle nostre paure e sulle nostre incertezze.
Guarderemo ai nostri peccati e li vedremo per quelli che sono. E saremo quelli che siamo veramente.

Salvaci, fonte della pietà. Salvaci in questo mondo, e nel prossimo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 giugno 2007 su Teologia solubile, tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. La resurrezione dai morti fa capire che la materia non è separata manicheisticamente dallo spirito, e che Dio alla fine redimerà la stessa materia, che così tornerà a Lui. Questa unione tra mondo e Dio è una prerogativa giudeo cristiana.

  2. utente anonimo

    Se è veramente così allora corro ad uccidermi x avere tutto quello che tu dici.

    Su Berlic fai il serio….E’ proprio la necessità di trovare una spiegazione alla morte e al dolore ad aver creato il mito di una vita perfetta oltre la tomba.

  3. Non hai capito: il cristianesimo non dice che la vita è brutta, ma anzi da il senso alla vita e precetti per viverla al meglio. Il cristianesimo ama così tanto la vita da credere nella resurrezione dei corpi, ossia in una nuova vita terrena. L’aldilà è solo temporaneo.

  4. utente anonimo

    1)Gli atei dicono: tutto finisce con la morte, non ci sarà altro, e il mondo continuerà a girare.

    2)I sostenitori della reincarnazione affermano: ci sono più vite successive, finché non si diventa il Grande Tutto e non si respira più la vita (nirvana).

    3)Gli ebrei, i musulmani ed i cristiani credono ad una vita eterna di felicità con Dio, successiva a questa vita. Per i cristiani in particolare, resusciteremo con il nostro corpo, come Gesù.

    3 scelte quale accendiamo?

  5. Guarda che la pluralità delle opinioni non inficial a validità di ognuna di esse, sai?

  6. No, Ago, la domanda è seria, anzi, è la domanda…perchè tutta la vita dipende da quella domanda.

    Allora: al punto 1, visto che il mondo continua a girare qualsiasi cosa io faccia, il meglio è massimizzare il piacere, tanto dopo non c’è niente. Quindi posso mentire per andare a letto con quella donna, anzi, ne metto incinte il più possibile così magari il mio DNA prosegue, e non c’è limite a ciò che posso fare…perchè, chemmefrega? domani non ci sarò più.

    2 e 3: e invece no, qualcosa prosegue. Ma come fare a capire se è giusta 2, 3a 3b o 3c? Occorre confrontarsi seriamente con quanto le suddette parti ci propongono…
    ..che è quello che sto cercando di fare da un paio d’anni in questo blog.

    Benvenuti a “qui si ragiona”. Se cercate uno stupido quiz, andate ad accendervi il televisore.

  7. utente anonimo

    Il 12 maggio al family day, un milione di persone, con alle spalle, politici,mass-media,giornalisti,vaticano,soldi,etc.
    Il 16 giugno al gay pride, un milione
    di persone, con alle spalle,discriminazione,zero dignità, zero sociale,zero pubblicità,zero soldi.
    Tira un pò le somme, un’altra confitta, un altro schiaffo morale, un’altra delusione per la tua santa madre chiesa.
    Si profila una Waterloo di misure “apocalittiche”!!!!

  8. utente anonimo

    una waterloo per chi?
    quella del family day era una manifestazione “per” qualcosa.
    il gay pride (io lo chiamerei in altro modo, ma mi astengo) era contro tutto quello che non fosse gahio…
    alfine un guardarsi l’ombelico…
    e poi quale manifestazione ha avuto più effetto sull’attuale governo?
    i dico si fanno dopo la manifestazione gaiha?
    non confondere l’apparenza con la sostanza…
    caposkaw

  9. “Avremo un corpo, il nostro corpo. Le nostre dita, i nostri capelli. Rifatti, nuovi.”

    Nel senso che un ottantenne riceverà il corpo che aveva da giovane? E se sì, a quale età? Io avrei qualche dubbio su quella che mi piacerebbe avere (15 anni, 18, o 25): comunque, sarebbe possibile scegliere?

    Saluti
    Marcoz

  10. x MarcoZ: buona domanda. Alla quale non so certo rispondere. Però, dato che si parla di felicità, credo che le cose saranno fatte al meglio…
    Non penso che chi riesce a fare l’Universo in ogni istante avrà problemi a fornirci il corpo desiderato.

  11. Speriamo…

    Buona giornata
    Marcoz

  12. Pardon, ho visto questo brano solo adesso…
    “Allora: al punto 1, visto che il mondo continua a girare qualsiasi cosa io faccia, il meglio è massimizzare il piacere, tanto dopo non c’è niente. Quindi posso mentire per andare a letto con quella donna, anzi, ne metto incinte il più possibile così magari il mio DNA prosegue, e non c’è limite a ciò che posso fare…perchè, chemmefrega? domani non ci sarò più.”

    È decisamente molto semplicistico (per non dire scorretto) accostare al non credente uno standard del genere.
    Personalmente – e lo so, mi si deve credere sulla parola -, in qualità di agnostico (in teoria) e ateo (in pratica), posso affermare che il ritratto citato è lontano anni luci dal mio comportamento, così come lo è quello della gran parte degli atei/agnostici che conosco.
    La mancanza di un riferimento soprannaturale non comporta necessariamente la “massimalizzazione del piacere” ignorando il giusto rispetto che si deve portare al prossimo; e neppure, per quanto mi è dato constatare, sembra essere la tendenza che va per la maggiore.

    Saluti
    Marcoz

  13. Per quanto riguarda la forma del corpo risorto, nella somma teologica si spiega che si risorgerà col corpo “nel miglior stato possibile”, e lo identifica più o meno nella maturità degli anni. Ciò vale sia per chi è morto vecchio sia per chi è morto neonato. Mi pare poi che altrove (ma non ne sono sicuro) si dica che eventuali deformità scompaiano.

  14. Marcoz, però l’ateo/agnostico come fa a giustificare questo suo rispetto?
    Qual’è la forza che può invocare, se domani non ci sarà più, e tutto finisce nella tomba, per la giustizia?
    Come dice Dostoevskij, senza Dio tutto è permesso.

  15. Bellissima serie, questa Teologia solubile. E molto belli anche i commenti, sia i tuoi che gli altrui. È la razionalità, quella che però non mi convince. Sarà che, per girare a me stesso una frase di Accalarenzia (non lusinghiera solo nei suoi intenti), “la mia logica è ferma al medioevo”, ma a me pare che nel nostro Credo sia ben pochi i passi ragionevoli. Credo quia absurdum mi pare più azzeccato. Se un mistero non è assurdo, che mistero è?
    Non so se hai avuto modo di sfogliare Denaro e paradiso. L’economia globale e il mondo cattolico, di Rino Cammilleri. È buono per i travasi di bile. Tra le varie atrocità, vi si legge (cito a memoria, ma giurerei che è letterale) che “il Dio cristiano è un Dio razionale che ha creato un mondo razionale”.
    Ciao. Ipo

    P.S. Non so se ricordi quel nostro scambio di battute sulla bastardaggine e l’incoscienza. Per quest’ultima, te la dò vinta. Ma per la bastardaggine mi sa che la vinco io.

  16. utente anonimo

    # Berlicche:
    Che tu creda in Dio o meno se ammazzi tua madre hai sempre ammazzato tua madre, se meni tuo figlio hai sempre menato tuo figlio, se ammazzi tuo fratello hai sempre ammazzato tuo fratello, non c’è nessun prete a dirti che hai fatto bene che tanto non si era convertito al Cristianesimo! (E ti assolve pure!!!)

    Mara nada

  17. utente anonimo

    Il MIO corpo non SONO io.

    Mara nada.

  18. Beh, ammazzare le vecchiette per fregarle i soldi non è proprio il massimo; al limite, se proprio ci credessi a ciò che dice Dostoevskij, proverei a farlo con uno che sa difendersi bene, tanto per vedere se c’ho le palle… Sarebbe almeno una questione di “valore”. (Dostoevskij non lo reggo, s’è capito?)

    Scherzi a parte, l’esperienza e l’insegnamento della storia umana offrono molti spunti da cui trarre motivazione.
    Sulla mia homepage riporto una frase di Norberto Bobbio:”Religiosità significa per me, semplicemente, avere il senso dei propri limiti, sapere che la ragione dell’uomo è un piccolo lumicino, che illumina uno spazio infimo rispetto alla grandiosità, all’immensità dell’universo.”
    Penso che cercare di illuminare il più possibile sia il “compito” dell’uomo; aumentare, generazione dopo generazione, la consapevolezza umana e la capacità di andare oltre (in che misura non ci è dato di sapere) i propri limiti. Nel mio piccolo, cerco di fare quello che posso e così credo molti altri, credenti e non. E non importa se non ne vedrò i risultati: l’importante è che la mia eredità sia una maglia della catena che costituiamo con le nostre vite (catena di cui non vediamo la fine) o almeno non sia un evento che tenda a spezzarla.

    Marcoz

  19. xIperh:
    Un Mistero non deve essere per forza assurdo, è semplicemente oltre le nostre attuali capacità di comprendonio. Per esempio, le donne sono un mistero, e solo dopo sposato ti accorgi che sono anche assurde…forse non era l’esempio giusto ;-)

    Sul “razionale” mi sembra di avere scritto un’infinità di volte la stessa spiegazione…forse perchè ho scritto infinite volte la stessa spiegazione! :-P Ma temo sia inevitabile. Allora, giusto per intenderci così poi possiamo continuare: qual’è la tua definizione di ragione, ovvero razionale?

    xNada: se c’è un prete che dice che ha fatto bene non è un prete cristiano, poco ma sicuro. Non è che ti confondi con i tuoi amichetti?

    xMarcoz: illuminare, perchè? Se tu domani sarai in una tomba, perchè? Chi è che ha dato quel compito?

  20. utente anonimo

    Vuoi dire che non c’erano cappellani cattolici ad assistere moralmente le nostre truppe in Iraq?
    Che non ce ne sono in Afganistan?

    Mara nada.

  21. “Se tu domani sarai in una tomba, perchè?”
    Penso che sia il risultato di diversi fattori: perché è un modo di sentirsi utile, per esempio; perché è un modo di sdebitarsi nei confronti di chi ha saputo dare prima di me; oppure, semplicemente, perchè provo piacere all’idea di conoscere e non vedo perché dovrei mettere i bastoni tra le ruote a chi desidera lo stesso, ora e in futuro.
    Non certo perché mi aspetto un premio per il mio operato.
    (Eppoi non si può mica passare tutto il giorno a giocare con la PlayStation, che diamine!)

    “Chi è che ha dato quel compito?”
    La curiosità dell’uomo, penso.

    Marcoz

  22. Nada, quando ho detto che mi chiedevo dove eri finito non intendevo dire che mi sei mancato. Era più come “è aprile e non ci sono ancora zanzare”. Con il commento #16 volevi dire che: 1-le truppe nostre in quei due posti hanno l’incarico di ammazzare tutti i non cristiani 2-i cappellani cattolici hanno l’incarico di esortare all’uccisione dei non cristiani 3-siccome non riesci a concepire che un cattolico, anche se è un soldato, potrebbe volere l’eucarestia e l’assistenza di un prete anche quando sta in mezzo agli islamici allora ti senti in dovere di sparare sciocchezze a raffica?

    xMarcoz: “Sentirsi utile”: ma perchè, se tutto è destinato comunque a morire? E che frega degli altri, perchè sdebitarsi se tanto ogni debito sarà cancellato da monna morte? Forse che se ripaghi un debito non morirai? Perchè perdere tempo che potrebbe essere speso meglio godendo in qualche maniera? E le cose che apprendi con la tua curiosità, forse ti serviranno ad evitare la morte, o a essere ricordato?
    Ma su tutto, su tutto una evidenza: non sei tu che ti fai da te. Prima non c’eri e adesso ci sei, e non sei in grado di allungare la tua vita neanche di un minuto.
    Il punto è che il criterio della vita non può essere dentro all’uomo, se l’uomo non è nient’altro che sangue e ossa; e se è esterno allora non sei un agnostico, e probabilmente neanche un ateo.

  23. “allora non sei un agnostico, e probabilmente neanche un ateo”
    Tu quoque, Berlic… e lo sapevo che si sarebbe arrivati qui! :-)

    Vedi, evidentemente trovi inconcepibile che io possa provare un senso di solidarietà umana (per i miei simili di oggi e, per proiezione, per quelli che saranno) svincolata da un credo; allo stesso modo io trovo inconcepibile credere in un dio. Eppure è così, rispettivamente, per entrambe.
    Sono certo che quando giungerà la mia ora (sempre che me ne accorga) passerò i miei ultimi istanti a farmela nei pantaloni, però, posso assicurare, l’unico reale rammarico che ho e di non poter andare dal credente, tirargli le orecchie e dirgli “vedi, che c’avevo ragione io”, qualore fosse proprio così!

    Un saluto
    Marcoz

  24. utente anonimo

    Beh visto il rientro di Nada mi ributto anche io nella mischia.

    Marcoz in un certo senso hai ragione.

    Il tuo pensiero è il mio. Dopo la morte se abbiamo ragione noi atei/agnostici non possiamo tornare in vita e fare una bella tirata d’orecchi ai credenti.

    Se invece hanno ragione loro mi sa che sarà il loro Dio a tirarci le orecchie x tutta l’eternità.

    Quando arriverà il momento del mio trapasso, quando chiuderò gli occhi definitivamente spero di non svegliarmi in qualche altra dimensione perchè altrimenti son cavoli amari…

    PS: Richiesta a Berlic: Per favore vuoi sbloccare il mio nick?

    ASMODEO80

  25. xMarcoz: No, non lo trovo inconcepibile…dico solo che alla fine non regge. Esperienzialmente. Alla fine, se non credi in un Dio, credi in un sistema di regole che, per necessità, ti fai da te; e facendotele da te o sei così retto da rispettarle sempre e comunque (e nessuno lo è) o ben presto ti troverai a fare eccezioni.
    Io non so come saranno i miei ultimi istanti, ma ti assicuro che la morte di un ateo e di un credente – e ne ho viste di entrambi i tipi – sono ben diverse. E sono cosa che ti danno da pensare.
    Certo che è ben triste sperare che non ci sia un’altra vita…

    Asmodeo, ti ricordi l’ultima volta che l’ho sbloccato? E poi non credere che non capisca quando commenti…

  26. utente anonimo

    Off Topic: Berlic devo risolvere un inghippo informatico. Posso scriverti in pvt, in pubblico o devo andare a quel paese?

    ASMODEO80

  27. Complimenti per la tua catena di post sul credo, Berlic, li ho trovati molto utili.
    Ora però si avvicina il post più difficile di tutti: “Amen”. La parola che dovrebbe trasformare l’orazione in azione. La parte che attira meno attenzione, che magari neanche ci facciamo caso.
    Mi aspetto un bel post.

  28. Non sono certo perfetto, Berlic, ci mancherebbe!
    Credo, però, che nel rispettare le regole “che mi sarei fatto da me” (perché le cose non stanno esattamente così) io sia né più né meno virtuoso di un onesto fedele, indipendentemente dal fatto che alla fine del “viaggio” ci sia qualcuno che mi presenterà il conto. E non credo di avere neppure un gran merito in ciò: mi viene abbastanza naturale, come il fatto di avere gli occhi e i capelli scuri (beh i capelli una volta, forse…).

    “Certo che è ben triste sperare che non ci sia un’altra vita…”
    Essì, ha proprio l’aria di una fregatura. Eppure, a questa tristezza ci arrivo solo razionalmente, non la sento. Sotto questo profilo mi potrei definire, più che un incosciente, un folle.

    ‘Notte
    Marcoz

  29. utente anonimo

    Si parla di regole?
    In sedici anni di vita ho scoperto che sono ben poche le regole che ci facciamo da soli. Ci viene dato tutto, anche le regole. Ci è dato anche di giudicare le regole, verificare che siano vere, cioè che le abbia scritte qualcuno che sia stato abbastanza esperto per fissarle. Tant’è vero che le regole della Natura le può dettare solo Dio, al più le possiamo conoscere. E che, ancora, se alla partenza c’era Dio inevitabilmente, dopo la Morte corporale le detterà ancora lui.

    Di tutto questo, quello che ancora non capisco è una questione: a volte trasgrediamo a delle regole accettate e verificate, e questa sembra essere una cosa buona.
    Io però non credo che sia così. E’ necessaria un pò di chiarezza.

    Rivolgo la domanda a chi abbia visto “Le regole della casa del sidro” che io non ho capito bene. Ma per rispondere non c’è bisogno di averlo visto.

    Grazie
    Eugenio

  30. Vedi Marcoz, il punto è esattamente questo: non è questione di essere virtuosi. Sarebbe un puro moralismo, se fossimo da soli o pensassimo di potere fare tutto sa soli sarebbe u tristissimo moralismo. La salvezza arriva anche se non la meritiamo, anche perchè da soli , comunque, non ce la faremmo. Perchè non possiamo farcela.

    Grazie, Claudio…è difficile!

    Asmodeo, sai che non mi tiro mai indietro…

  31. Eugenio, non ho capito la domanda…

  32. utente anonimo

    Scusa, rileggendo, anche io ci capisco poco…

    Comunque sono andato a rileggere il post “Regole” e ho avuto un netto chiarimento della situazione: “Le regole della casa del sidro” è anarchico.

    Scusa, ma a volte sono criptico…

    Eugenio

  33. “Sul “razionale” mi sembra di avere scritto un’infinità di volte la stessa spiegazione…forse perchè ho scritto infinite volte la stessa spiegazione!”.

    Hai ragione. Scusami il non aver indagato circa le tue precedenti osservazioni in merito. Ad esempio, le sottostanti.

    La regola dell’adulto
    “Considerare tutto”. E’ esattamente la definizione di ragione che ho appreso dal “Senso Religioso” di Luigi Giussani, il considerare la realtà secondo la totalità dei suoi fattori. Il grande, l’adulto, usa la ragione. Lo fa tramite l’esperienza, usando quello che impara dalla vita per giudicare, confrontando ogni cosa con il proprio cuore. E amando la verità che trova più del suo preconcetto e della sua convenienza del momento.

    Ragionevole
    Stasera dovrò parlare di fronte ad una platea di ragazzi. Quanto segue è, con una certa approssimazione, quello che tenterò di dire.
    La fede è ragionevole. L’ha ribadito il Papa la settimana scorsa, in quel discorso a Ratisbona tanto bello quanto frainteso e strumentalizzato.
    Ma cosa vuol dire per noi che la fede è ragionevole?
    Vuol dire che possiamo verificarla usando la ragione cioè capire se ci corrisponde, se corrisponde con la nostra esperienza, con i nostri desideri.
    Tutti noi abbiamo desiderio del bello, del giusto, del vero. Quando incontriamo il bello, il giusto, il vero, lo riconosciamo, perchè ce l’abbiamo nella nostra stessa natura: è l’esperienza più comune immaginabile.

    Sete del tutto
    Perchè nascesse nello spirito degli uomini l’idea di fondare un’università occorreva che essi nutrissero una fede radicale nella ragione e nel sapere – “Natura est ratio”, afferma Alberto Magno (1193-1280) – e percepissero il mondo come un tutto strutturato, una “collezione ordinata di creature”, come scrive Guglielmo di Conches nel XII secolo, e perciò conoscibile.
    In un certo modo, il medioevo è caratterizzato da una vera e propria ebbrezza di razionalismo (…) E’ l’umanesimo dei secoli XVI e XVII che crederà fermamente alle streghe. E’ Newton che scriverà un trattato di demonologia. I teologi del medioevo credono si tratti di superstizioni, tipiche del popolo ignorante. Il Papa Alessandro III (1159-1181) scrive che egli non ascolta le vaghe fantasticherie degli astrologi.

    Hai ragione, sicché. Né oserò contraddire la voce pontificia, sia quella di Ratisbona che quella della ‘Fides et ratio’. Volevo solo dire che, ad esempio, un’assurdità [per la ragione] quale l’attribuzione della natura divina ed insieme della natura umana alla stessa Persona, essendo affermata dalla Chiesa, si fa vera. Vera per fede, però, non per ragione (facoltà che, come la filosofia, è pur sempre ancilla fidei).
    Infine, Alberto Magno va benissimo. Anche san Tommaso ripete spesso che ‘natura est ratio ordinis’, ma credo che non sia da intendere nel senso di ‘razionale’ o ‘ragionevole’, bensì di ‘intelligibile’ (come ogni mistero, inesprimibile, ma non inintelligibile).
    In ogni caso, diciamo la stessa cosa. E perdonami la prolissità.
    Ciao. Ipo

  34. utente anonimo

    “Nada, quando ho detto che mi chiedevo dove eri finito non intendevo dire che mi sei mancato. Era più come “è aprile e non ci sono ancora zanzare”.

    -Come potevi fare a meno dei miei spunti di meditazione? Il mondo non è interamente come lo immagini.

    “Con il commento #16 volevi dire che: 1-le truppe nostre in quei due posti hanno l’incarico di ammazzare tutti i non cristiani”

    – No solo i più cattivi, quelli che non vogliono eserciti stranieri in casa loro

    “2-i cappellani cattolici hanno l’incarico di esortare all’uccisione dei non cristiani ”

    -No solo di consolare confessare ed assolvere i cristiani che hanno ucciso qualche autoctono.

    “3-siccome non riesci a concepire che un cattolico, anche se è un soldato, potrebbe volere l’eucarestia e l’assistenza di un prete anche quando sta in mezzo agli islamici allora ti senti in dovere di sparare sciocchezze a raffica?”

    – Anzi l’assistenza di un prete è utile per aiutare ed assolvere il soldato di cui sopra, che risulta così ancora utilizzabile.
    Per secoli i popoli europei si sono scannati allegramente fra di loro in nome di Dio, è storia. Ognuno era convinto che Dio fosse con loro, tutti avevano i loro preti cattolici al seguito, nessuno ha mai smentito che Dio fosse con tutte le parti in lotta.
    Ultimamente dalle mie parti compaiono sui muri scritte che recitano :”W DIO E LA LEGA” c’è qualcuno che segnali che forse non è il caso……
    Mara Nada.

  35. utente anonimo

    .

  36. Nada, mi pare che la tua idea della storia e dell’uomo sia, come dire…semplificata? Infantile? Ideologica?
    Prova a sostituire nomi e volti veri ai fumettoni del tuo commento, inutilmente cattivo, fatto solo per scandalizzare, colpire e autoesaltarti. Non certo per fornire spunti di meditazione. Per meditare occorre ragionare.

    Visto la qualità dei tuoi commenti, invero peggiorata, e la loro assoluta mancanza di costruttività, temo proprio che smetterò di perdere tempo a risponderti.

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