Il buio

Paolino ristette sulla soglia. La luce filtrava appena dalla porta socchiusa, insufficiente ad illuminare il nero corridoio davanti a lui. Il buio sembrava ingoiarne il chiarore, e il pavimento pareva sparire appena un passo avanti ai suoi piedi.
Non avere paura, gli diceva sempre la mamma. Non avere paura: non ci sono mostri nel buio, semplicemente non c’è luce, ma tutto è esattamente uguale. Non avere paura.
Ma la tenebra gli stava davanti, impalpabile, e Paolino non riusciva a muovere un passo. Poteva essere vero, certo. Niente mostri.
Ma come faceva a saperlo?
Nel buio ci potrebbe essere qualsiasi cosa. Un trabocchetto. Un assassino.  Un vampiro. E altre cose peggiori, altre cose più innominabili, quelle cose che strisciano e saltano in ogni notte dal principio del mondo.
I bambini lo sanno. I bambini non sono come i ragazzi, pronti a gettarsi nell’incompreso e nell’incerto. I bambini sono fragili, e sanno molto bene di esserlo. I bambini hanno paura.
E Paolino esitava sulla soglia, e solo la consapevolezza che doveva andare avanti e raggiungere la fine del corridoio, che ci si aspettava ciò da lui, lo tratteneva dal fuggire.
Si immobilizzò, e trattenne il fiato. Era un rumore quello che aveva sentito? Qualcosa, nel buio, davanti?
Sono stato cattivo, pensò. Se fossi stato bravo ora non avrei così paura.
Il rumore, o la senzazione, si ripetè.
Aguzzò gli occhi, ma il lungo corridoio non era che un pozzo oscuro. Niente si distingueva, e orrori innominabili strisciavano in esso.
Avrebbe voluto andar via. Avrebbe voluto fuggire. Avrebbe voluto essere stato buono, o essere uno di quei supereroi delle storie.
Ma non lo era, e le gambe non rispondevano più, pesanti come immerse nel cemento, come se stesse sprofondando nel pavimento diventata una liquida e vischiosa palude.
Di nuovo un rumore.
Non c’era da sbagliarsi.
Qualcosa stava arrivando.
Ancora. Più forte.
Grosso. Qualcosa di grosso.
Passi.
Passi, che si avvicinavano.
Pesanti, eppure felpati, come carichi di impeto trattenuto.
E si avvicinavano.
Ed erano vicini.
Molto vicini.
Troppo vicini.
Avrebbe voluto urlare.
Avrebbe voluto dire “sono stato buono” anche se era una bugia.
Avrebbe voluto chiedere pietà.
Avrebbe voluto chiedere perdono.
Ma la bocca era secca, arida.
Le gambe come morte.
E d’improvviso qualcosa di alto, di immenso, di enorme, comparve dalla tenebra e si arrestò davanti a lui.
Il cuore gli si fermò.
Poi alzò la testa e distinse, nella penombra appena oltre la soglia, il volto di suo padre.
Che gli sorrise.
E tese la sua mano forte, immensa, verso di lui.
Paolino sentì sciogliersi il nodo che aveva dentro. Non importava più se non era stato buono. Non importava più se nel buio stavano in agguato orrori. Era insieme a suo padre, e con lui sarebbe andato ovunque.
Prese la mano che gli era porta, e si avviò aggrappato a lui in quel corridoio che ora non pareva più così oscuro.

Il dottore sospirò. La penna scriveva male. “Allora, Vediamo. Ora del decesso…20.35. Come faceva di nome?”
“Paolo”, disse l’infermiera guardando il volto del vecchio biancastro e tirato in quello che poteva essere un ultimo spasimo, o forse un sorriso.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 giugno 2007 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Non bisogna dare troppa importanza
    alle emozioni, ma quando il cuore
    viene toccato in un certo modo si
    riconosce che si tratta di un dono
    del Signore.
    Oggi il Signore si è servito di te…
    grazie.

  2. Oggi sarebbe, anzi è, il compleanno di mio nonno. Mio nonno si chiama… Paolo. Come me.
    E io… ho già meno paura. Grazie.

  3. dici che è tardi per passare a lasciarti un po’ di auguri per oggi?

    e solo perchè qualcuno è arrivato alla santità prima di te, mica per farti montare la testa neh?!!!!
    ;-)

  4. Grazie di cuore!
    E chi si monta la testa…è un memento di quanta strada rimane da fare!

  5. non credo te ne manchi tanta, ma non so se poi quando ci arrivi anche tu spostano la data!!!

    ti risulta che per altri sia successo??

    ;-))p

  6. utente anonimo

    Bellissimo…
    Grazie!

    Niky

  7. utente anonimo

    “E’ attraverso un punto che il Signore ci introduce in tutto il reale, tanto è vero che senza questo punto positivo non ci entriamo. Come un bambino: davanti al buio della stanza, indietreggia, ma con la mano nella mano della della mamma, entra. Noi entriamo in quello che non ci piace, in quello che ci fa paura, soltanto attraverso la compagnia di un altro.
    Dio ci dà questa compagnia, Dio si è fatto carne per farci compagnia…”

    Juliàn Carròn

    Ciao Paolo

  8. Non è un caso che lunedì sia andato a sentire Carron…

  9. Claro che si!
    Grazie.

  10. Magari non c’entra nulla, però questo racconto mi ha fatto venire in mente (tra le altre cose) la morte di Papa Luciani… la nipote, che lo vide poco dopo il ritrovamento, disse che il suo volto era sorridente, come se “qualcuno” fosse venuto a prenderlo…

  11. nel mio lavoro mi è capitato spesso di assistere agli ultimi momenti di vita di molte persone.
    Ho notato la ‘strana combinazione’ della presenza di quel sorriso sul volto di quelli di cui poi mi hanno detto: “era una brava persona” oppure “nella vita ha sofferto molto”.

    Approfitto anche io per fare gli auguri di ‘santità’ al nostro Antonio… c’è un augurio migliore che si possa fare ad un povero diavolo? ;)

  12. Into the darkness[..] Tommy stopped on the threshold. A dim light poured out from the half-closed door. It was not enough to illuminate the black corridor ahead. The darkness seemed to eat it all, and the floor disappeared in an obscure nothingness just inches beyond his fe [..]

  13. Molto bello. Grazie per averlo scritto, in questo momento ho in casa mio zio che sta molto male, e questo racconto mi ha fatto capire che se anche lo perderò lui arrivrà tra le braccia del Padre.

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