Roma, andata e ritorno

Il vento è freddino, il cielo pieno di globuli di tempesta. Gabbiani veleggiano immobili sopra il cupolone. Non mi aspettavo tanti bambini. Ho il collo un poco incriccato: le cuccette dei treni non sono così comode, e gli spifferi sono micidiali, specie alle sei del mattino.
Normalmente le chiese sono fatte in maniera di apparire più imponenti di quello che sono. San Pietro no: non ti accorgi delle sue proporzioni gigantesche a meno che tu non faccia caso alle dimensioni degli omini laggiù, davanti alle sue porte. E’ come un abbraccio che ti fa sentire più grande di quello che sei.
E il vento si muta in pioggia, arriva il Papa, e lo intravedi appena tra gli ombrelli, ed alla fine quando tutto è finito tu ti domandi: valeva la pena di viaggiare dieci ore per venire sino qui, per vedere molto meno di quanto avrei potuto a casa mia? Ma questa è una domanda che esige un’altra domanda: e la domanda è "perchè sei venuto?"
Se quel venire non è stato un mendicare, il mendicare del pellegrino che si scopre bisognoso di ogni cosa, allora sì, sarebbe stato inutile.
Sì, valeva la pena anche solo per ricapire questo.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 marzo 2007 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. anch’io ho viaggiato in questi giorni per sostare in una città mai esplorata prima: Bacellona…è stata una gran faticata e non siamo nemmeno riusciti a raggiungere alcuni punti forti di questa città a causa della mancanza di tempo e di altri impedimenti….lungo il cammino però c’erano con noi coetanei, giovani e altre persone incontrate piacevolmente lungo le faticose camminate e la notte in bianco…quindi anche in condizioni difficili ci è data la possibilità di cambiare il nostro cuore di fare l’incontro propizio con la provvidenza e di sollevare polvere e polline….
    buona settimana

  2. utente anonimo

    pensa che io ho portato tutte e 3 le figliolette (8mesi, 2 anni, e quasi 6 anni). ci siamo piazzati sotto il colonnato dove c’era più spazio per i passeggini, hanno fatto casino tutta la mattina fino a quando non è arrivato l’uomo vestito di bianco.
    a quel punto si sono addormentate,
    cavoletti di bruxells!

    però capisco di più che un pellegrinaggio non sono le parole che si rifrangono tra le colonne, ma il tempo e lo spazio della nostra vita che si “impastano” sempre di più con ciò che accade.

    oggi siamo più impastati con Pietro.

    ciao,
    diavoletto di Maxwell

  3. anche Emilio fede ha dedicato un lungo spazio nel suo telegiornale di sabato mattina a Giusanni, a Comunione e Liberazione, al Papa, alla Chiesa Cattolica….

  4. Ho assistito con piacere, alla tv, ai discorsi di Mons.Carròn e di Sua Santità. Una bella cosa. La Chiesa è grande. E’ lei, tutta intera, addirittura con i suoi incerti confini, che spesso attraversano il cuore stesso dell’uomo, il popolo di Dio, un popolo vario e ricco di doni, capace di unità “cattolica”, nel vincolo supremo, che è quello della carità.

  5. Noi eravamo nei settori avanti: la fortuna di essere stranieri, pur essendo nati e vissuti a Roma.
    Mendicanti certo, e anche consapevoli che si può pensare di aver capito tutto, ma abbiamo sempre bisogno della carne presente che ci conforti: la certezza testimoniata dal Successore di Pietro e la commozione per la presenza e la compagnia del nostro popolo.
    Peccato non esserci incrociati…:)

  6. Caro tokalon, magari ci siamo incrociati! Anch’io ero piuttosto avanti – potenza del viaggio notturno e di aver capito dove erano i cancelli – nel primo settore “popolare” a dx guardando S.Pietro. Peccato che, essendo in centrosettore, tra ombrelli e schermi angolati di fatto si vedeva una cippa…
    Comunque, eravamo proprio uno spettacolo.

  7. Una delle cose che mi hanno commosso è che avevo vicino un gruppetto di persone con un piccolo cartello con scritto “IRAQ” altri per cui pregare…

  8. Eggià.. hai perfettamente ragione!

  9. Tra parentesi fate riferimento al sito del qui sopra BcS per alcune foto dell’evento…le mie come al solito sono troppo incasinato per metterle.

  10. …BcS E Factum, ovviamente.

  11. … aspettando quelle promesse da Pietro sul nostro blog! (Era lui al #5)

  12. …stamattina mi hanno chiesto di preparare l’ora di adorazione per il giovedì Santo… leggo un po’ della vostra esperienza… e si accende la Luce :)

    Ok, ottimo tema: L’Unità Cattolica.

    “Come tu, Padre, sei in me e Io in Te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che Tu mi hai mandato. E la gloria che Tu hai dato a Me, Io l’ho data a loro, perché siano come Noi una cosa sola. Io in loro e tu in Me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che Tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato Me”.

    Caro Berlic, penso proprio che farò un po’ di taglia e incolla dal tuo sito… Grazie!

  13. utente anonimo

    Sono molto contento per voi…è sempre bello dalle mille esperienze dello Spirito ritrovarsi intorno a Pietro che conferma che non si sta vivendo in un sogno, in una alienazione della mente,…ho seguito un pò le cronache e il discorso del Papa, vale la pena, sì che vale la pena, cosa darebbero molte pesone che conosciamo per avere anche solo un centesimo di quella comunione.
    Gianni

  14. Gianni, eppure è così semplice! Basta venire, così come siamo, cazzoni e confusi, e dare tutto.

  15. utente anonimo

    niente miserabili diavoletti da queste parti…
    quando i piccoli poveri uomini peccatori esprimono la loro scintilla di fede, i demoni scappano.
    quel piccolo bagliore è troppo , per loro.
    caposkaw

  16. Caspita Berlic, mi sa che eravamo vicini…
    Io ero sotto l’obelisco, parte destra…il mio primo raduno con la compagnia…bello! Ed anch’io mi pongo la domanda: “Perchè sono venuta” (In pullman)?

  17. Come quasi ogni volta volta che vado dal papa in mezzo alla piazza gremita di gente mi sento veramente abbracciato da qualcosa di più grande. La fatica c’è stata ma per fortuna anche in pullman c’era chi mi spingeva a chiedermi per che cosa fossi venuto. Tutt’ora forse non so dare una risposta precisa ma sento che ne è valsa la pena.

  18. io c’ero, in fondo a destra dietro l’obelisko.

    E’ stato faticoso eppure bellissimo.

    Un gesto del moviemento in quasi ogni dettaglio.

    “quasi” perché mancava il servizio d’ordine che ti faceva accomodare…

  19. La grazia più grande è stata per me la pioggia. rannicchiato sotto un ombrello, costretto a guardare sempre dritto davanti a me, al cuore della cristianità.

  20. Sotto l’acqua ad un passo dal palco con mio marito ed i miei amici, quelli che più stretti che condividono la vita, le gioie e i dolori, quelli che mi temgono alto lo sguardo quando lo abbasso e tendo a guardare il mio ombellico…Ne valeva la pena, valeva la pena di prendersi l’influenza per poter vivere quel momento.
    Le lodi recitate a una sola voce, come un popolo fatto di strumenti differenti ma che suonano la stessa nota, che tendono tutti a Cristo, con i propri limiti ma anche con la propria originalità…
    anerella

  21. utente anonimo

    ah, visto che me lo hai chiesto, ero davanti, prime file secondo settore…
    ciao
    Anerella

  22. xcaposkaw: un piccolo diavoletto c’era, io… ;-)
    xquidestveritas: eravamo a sole diecimila persone di distanza…ti sei risposta?

    xFabbri: Posso dire un’eresia? Le facce, i volti di quelli che ti stanno attorno sono importanti come la faccia di Pietro-Joseph che passava. E te ne rendi conto con il tempo.

    xLampisterio: è vero! Anche se quando ha attaccato la classica sembrava quasi di essere “in salone”…

    xZegio: …anche se avrei preferito una grazia un poco più “solare”…comunque sempre meglio che al “giubileo delle famiglie” :-(

    xAnerella: impressionanti le lodi, vero? centomila persone ad una voce…
    è un peccato che non ci siano (ancora) icone o link da cliccare per identificare i “siti personali” in mezzo alla folla. Credo fossimo assai vicini.

  23. Pian piano me ne sto accorgendo, perchè è attraverso loro che passa la Grazia che ho incontrato e mi aiutano a rimanere nella strada e ad andare avanti.

  24. Le foto di Pietro sono finalmente arrivate…

    Io invece ero molto lontano, all’inizio di via della Conciliazione… ma l’importante era esserci.

  25. Grazie Berlic! Grazie!!!
    Perchè io quella domanda (ne è valsa la pena?) me la sono posta dal momento in cui è finita, e la risposta all’inizio era NO! Io ho saputo di poter andare a Roma mezz’ora prima della partenza perchè a gennaio a causa di un incidente mi sono fratturato la rotula e sto ancora facendo la riabilitazione e quindi ho dovuto valutare parecchie cose (viaggio, posto a sedere, distanze da percorrere…) prima di decidere. Ma alla fine c’ero con la mia compagna di viaggio: la stampella!! :) Quando il Papa ha smesso di parlare ho pensato “Bè…tutto qui? Da casa lo vedevo meglio!” Ma poi sia alcuni amici che adesso tu mi avete fatto capire! SI vedere tutta quella gente lì unita per una sola cosa e chiedersi “perchè sono qui?” mi ha fatto capire. Ero lì perchè ho riconosciuto qualcosa in quelle persone, qualcosa che mi accorgo sempre di più essere vero! Ed era fantastico sentirsi amici anche dei perfetti sconosciuti accanto a te!!

    Per la cronaca io ero molto avanti (anche io grazie al viaggio notturno!!), ero parecchio avanti all’obelisco sulla destra. Incredibile: tra 80mila persone sono riuscito ad incontrare alcuni amici di Torino con cui andiamo in vacanza da 2 anni e un amico della mia città che studia a Milano!! :)

    Ciaoooo

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