Teologia solubile XXIII – E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti

Premessa
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo signore, Gesu` Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori` e fu sepolto. Il terzo giorno e` risuscitato, secondo le Scritture, e` salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verra`, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati, Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Essere giudicati non fa mai piacere, neanche nella certezza di essere innocenti. Noi vorremmo essere i soli a decidere del nostro destino, non vorremmo che un giudice per quanto giusto potesse immischiarsi con le nostre scelte, tanto siamo orgogliosi che siano giuste, tanto siamo consci che sono sbagliate.

Ma il Giudice che ci giudicherà in questo caso è il più Giusto immaginabile, anzi, la Giustizia personificata. E in ballo ci sarà ogni singolo istante della nostra vita, ogni decisione anche minima, ogni sguardo, ogni pensiero.
Il Giudizio sarà deciso da noi stessi con ogni atto che stiamo compiendo o non compiendo.

Quantus tremor est futurus,
quando judex est venturus,
cuncta stricte discussurus.
"Quanto si tremerà
quando arriverà il giudice
che discuterà ogni cosa nei particolari!"

dice la sequenza del Dies Irae. Quel giorno saremo tutti colpevoli. Non c’è uomo che possa dirsi esente da colpa senza mentire.
Quel giorno ogni persona a cui abbiamo fatto male ce ne chiederà conto. Di ogni volta in cui abbiamo usato male il nostro tempo, ci sarà chiesto conto. Di ogni cattiveria pensata o detta, ci verrà chiesto conto.
Ogni minuscola cazzata, ogni "vabbè fa lo stesso", ogni furbizia, ogni sotterfugio, ogni menzogna agli altri e a noi stessi sarà visibile. E non ci saranno giustificazioni. Si vedrà chi, o cosa, abbiamo realmente amato.

Una sola cosa ci conforta: sapere che il giudice non è solo giusto, ma misericordioso:

Ricordati, o Gesù pietoso,
che sono il motivo della tua venuta,
non perdermi, quel giorno.
Ti sedesti stanco di cercarmi,
mi hai salvato morendo in croce;
fa’ che tanta fatica non sia inutile.  (dal Dies Irae)

Sì, quel giudice è un Dio che si è fatto uomo, immischiandosi, patendo, soffrendo ed alla fine morendo in modo atroce. Sarà Lui stesso che tornerà, non sappiamo quando: e tutto sarà reso evidente.
Il Giudice che avremo, il solo giudice che ha il diritto di giudicarci, è colui che è sceso dallo scranno ed ha preso su di sè i nostri peccati. Perchè fossimo salvati.

Poi finirà la gran scena del mondo: ogni vita mortale avrà fine, e Dio metterà le sedie sui tavoli e spegnerà le luci. Per poi accenderne di nuove. E  avremo una nuova vita, per sempre.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 marzo 2007 su Teologia solubile, tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 18 commenti.

  1. Omnia nuda et aperta sunt ante oculos Eius…

  2. utente anonimo

    Caro Berlicche,

    complimenti per il tuo bellissimo blog e magari ci si vede (chissa’!?!) domani a piazza san Pietro (la più bella piazza del mondo!) anche se non ci conosciamo!

    Un salutone e buon viaggio!
    R.

    P.S.
    Io sono del posto quindi me la prendero’ comoda!

  3. Mi ha sempre fatto uno strano effetto questa frase:
    “Per giudicare i vivi e i morti”.
    Già! Perchè pensiamo sempre (superficialmente) che uno venga giudicato al momento della sua morte fisica…
    Nè tantomeno mi vien da pensare che un’anima pia di secoli addietro possa essere ancora in attesa di un giudizio.
    E allora cosa significa essere ‘vivi’ e essere ‘morti’ ?
    Potrebbe essere riconducibile all’essere dentro come sepolcri imbiancati?
    Potrebbe essere riconducibile all’essere caldi o freddi ?
    Potrebbe essere riconducibile all’essere Suoi o meno?
    Non lo so, ma il pensiero mi turba.
    Spero di non esser tiepido quel giorno…
    spero di poterGli correre incontro sentendomi dire “Venite, benedetti dal Padre mio”, piuttosto che dover tentare di fuggire invano dalla Sua presenza.

    “Abbà, misericordia, Abbà!”

  4. Penso che “giudicare” “vivi” e “morti” sia da intendere così:
    Giudicare: sancire per l’eternità la condizione di salvati come benedetti del Padre e di reietti.

    Da quel che so, il giudizio sulla salvezza o dannazione eterna avviene al momento della morte, il cosiddetto “giudizio particolare”.
    Alla fine del mondo la cosa sarà universale, davanti a tutti.
    I vivi saranno i salvati, i morti invece saranno i dannati.

    Effettivamente, se ci si pensa c’è da tremare. La sola possibilità dell’infelicità eterna è insopportabile.

    Ma c’è una promessa consolante: Tu sei Pietro e su te Pietro fonderò la mia Chiesa e “le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”.
    Vale quindi la pena di stare dentro la compagnia ecclesiale, comunque essa sia, perché Dio mantiene sempre le sue promesse!

  5. Continuo a leggerti con interesse, ammiro la tua costanza, le tue certezze, la tua capacità di esporre e di esporti. Non mi addentro nelle discussioni perchè in realtà sono in “fuga”.
    Ti lascio un cordiale saluto

  6. Sì, c’è da tremare..e da sperare di aver conosciuto quella misericordia, senza aver cercato continuamente solo di approfittarsene.

    Una volta feci un sogno stranissimo ero già “di là” e vedevo ogni istante della mia vita nel suo compiersi e pregavo, supplicavo me stessa in quel momento, proprio lì, di non sprecare le occasioni che mi erano state date di fare il bene..di scegliere di amare invece che pensare a me..ora che le riconoscevo e sapevo quanto fossero le uniche degne di nota, le sole che sarebbero rimaste e che avrei desiderato non aver sprecato.
    Che tormento era vedermi distratta, tiepida, stanca, indifferente e concentrata tutta sul difendere la mia vita, mentre me la giocavo..assai male, cercando di trovarla, di conservala..vedere come me la stavo perdendo.
    Mi svegliai stordita.
    Con la voglia di stare attenta, ora che avevo la grazia di essere ancora in tempo..
    Poi purtroppo la memoria di certi sogni proficui svanisce, la routine quotidiana ti anestetizza sul modo di vedere le cose dalla prospettiva giusta, quella di là e ricominci ad essere come sei..
    Quello che mi consola è sapere che ora lo vedo come sono e che c’è un Dio che, sì, mi ama così, ma che ha la possibilità e l’intenzione di darmi un cuore che sappia aprirsi come, adesso, almeno desidero..anche e soprattutto mentre si difende.

  7. x R: riuscito ad entrare in piazza o te la sei presa “troppo” comoda? Alle 8.30 avevano già chiuso la piazza…;-)
    xUpi:sono convinto che una vita di bene sia, oltre a un vivere meglio, l’allenamento necessario per potere dire quell’ultimo sì. E che di tanto in tanto qualcun ci manda un avvertimento che non è il caso di smettere d allenarsi…
    xMrsjimmy: conosci la canzone dei Baustelle “il corvo Joe”? Magari ci faccio un post questa settimana.
    xAnnaV: mi son fatto venti ore di viaggio, per quelle porte…;-)
    xSimphony: Grazie! E spero tanto che una volta o l’altra tu ti fermi.

  8. Beh in effetti sono d’accordo con voi c’è da tremare.
    Ma c’è da tremare nel notare come la vera molla di tutto sia la minaccia.

    C’è da tremare nel notare come una persona può essere controllata pesantemente, semplicemente minacciandola di graticola eterna.

    C’è da tremare..di come sia semplice convincere una persona a farsi saltare in aria uccidendosi e uccidendo con la promessa del paradiso.

    C’è da tremare come gli uomini approfittino del nome di una presunta divinità per creare centri di potere.

    C’è da tremare di fronte alla stupidità della gente, che cede ai ricatti e alle minacce senza ragionare con la propria testa.

    Di tutto questo veramente c’è da tremare.

  9. E dai Berlic, non dirmi che non è stato bello!
    Quando potevo lo facevo anch’io! Era faticosissimo ma ampiamnete ricompensato dalla bellezza!
    E poi chi l’ha detto che una cosa bella e che ci piace veramente non si conquista con un po’ di sacrificio?!

  10. Sì, è una vita decisamente migliore.

  11. xAsmodeo: la minaccia? Piuttosto L’incontro con una vita più vera! L’inferno lo stai sperimentando tu, con il tuo odio.
    xAnnaV: ti rispondo con il post di oggi

  12. utente anonimo

    Ciao Berlicche,

    alle 8 ero gia’ in Piazza: almeno quello! Quello a cui mi riferivo era che, vivendo a Roma, mi risparmiavo il viaggio notturno (come tanti amici miei hanno fatto e che ammiro particolarmente). Vorra’ dire che faro’ il pellegrinaggio notturno Macerata-Loreto di giugno per pareggiare il conto!

    Mi fa piacere comunque che sei riuscito a venire (mi sembrava di capire che ci fossero incertezze).

    Un salutone, a presto.
    R.

  13. Caro R, le incertezze c’erano eccome! Il fatto di essere andato e il modo in cui è andata costituisce per me uno di quei miracoli personali di cui parla il Gius.

  14. @Berlic: Io non voglio credere sotto minaccia. Io voglio credere perchè vorrei constatare che veramente è così.

    Io non voglio credere perchè il Papa minaccia scomuniche o graticola eterna.
    Io voglio credere..sperimentando che quello che voi cattolici dite è la verità.

    E’ impossibile sperimentare in questa vita dove sia veramente la verità?

  15. Vieni e vedi, Asmodeo.

  16. “Per giudicare i vivi e i morti”
    Cavolo, Dio non lascia in pace manco i morti! :-)
    Che razza di sadico: prima ti manda all’inferno – anche per sciocchezzuole – subito dopo la morte (il giudizio particolare, appunto), morte che peraltro può arrivare come Diabolik nella notte, senza quindi che tu sia preparato; poi, non soddisfatto di ciò, ti giudica una seconda volta (Giudizio universale), esponendoti al ludibrio più pubblico e più terribile che ci possa essere.
    E mi vorreste far credere che Dio ama anche i dannati? Beh, se questo è amore…

  17. Allora suppongo, caro Max, che la mamma che ti chiedeva ti mettere in ordine, i maestri che ti chiedevano di studiare, il capoufficio o chi per esso di lavorare facessero tutti parte di questo club sadico che ti impedisce di essere in pace un egoista bastardo. Condannato per sciocchezzuole come l’odio! Vabbé, c’è da dire che se non sei pronto dopo tutta una vita, quando sarai mai pronto?
    Dopo che non hai fatto altro che rifiutarlo per anni e anni, sarebbe irrispettoso della tua volontà se decidesse di farti andare da Lui per forza.

  18. Sarò tonto, ma non capisco cosa c’azzecchi la tua riposta con quanto ho scritto sopra.
    A parte che le sciocchezzuole a cui mi riferivo sono altre (vedi, per esempio, il cosiddetto peccato impuro solitario), quello che intendevo dire è semplicemente questo: dato che, come dice la Chiesa, Dio ama pure i dannati, che bisogno c’è di sottoporre costoro a un duplice giudizio, quindi a una duplice condanna? Che bisogno c’è di restituire anche a loro il corpo, visto che questo li farà soffrire ancora di più?
    E, aggiungo qui, perché Dio non distrugge, non estingue i dannati, ponendo in tal mondo fine alle loro sofferenze? A chi giova il loro eterno tormento?

    “Dopo che non hai fatto altro che rifiutarlo per anni e anni, sarebbe irrispettoso della tua volontà se decidesse di farti andare da Lui per forza.”
    Nessuno vuole soffrire eternamente, ergo nessuno vuole davvero andare all’Inferno. Io penso che i dannati vogliano una cosa sola: cessare di esistere, quindi cessare di soffrire. Non venirmi a dire che ciò non è possibile perché dopo la morte si entra in una dimensione atemporale, dove non esiste un prima nè un dopo. Se Dio volesse terminare i dannati, lo potrebbe fare, atemporalità o meno. Se non lo fa, è evidente che la sua misericordia e il suo amore sono tutt’altro che infiniti.

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