Teologia Solubile XVII – …per noi…

Premessa
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo signore, Gesu` Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori` e fu sepolto. Il terzo giorno e` risuscitato, secondo le Scritture, e` salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verra`, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati, Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Abbiamo parlato della crocefissione, e di come Dio abbia scelto liberamente di finire lassù.

E’ la libertà di Dio e specularmente la libertà dell’Uomo.
Perchè avrebbero potuto credergli, quelli del Sinedrio. Avevano assistito anche loro, come gli altri. I ciechi vedevano, gli zoppi camminavano. I morti, addirittura, resuscitavano. Non potevano non sapere, o non intuire quantomeno che una presenza eccezionale stava loro davanti.
Eppure scelgono di non vedere e non udire. Scelgono la loro visione parziale, e decidono di eliminare quella persona che sconvolge il loro potere e il loro mondo.
Alcuni nel Sinedrio magari ne erano anche convinti: bestemmia, vuole farsi Dio, va ucciso.
Questa è l’accusa ufficiale: vuole farsi come Dio. E un uomo che vuole farsi come Dio è la cosa più pericolosa immaginabile, perchè chi può controllare, ostacolare, limitare qualcuno che dice di essere come Dio? Una persona del genere sarebbe un supercattivo da film, un flagello per ogni essere umano.
A meno che non sia veramente Dio.

E così quelli del Sinedrio scelgono per il cadreghino, o perchè nella loro visione del mondo non c’è posto per un Dio che si incarna, e se i fatti dicono il contrario i fatti mentono.

Pilato sceglie di non scegliere. In quel 7 aprile dell’anno 30 il procuratore romano che aveva il potere, lui solo, di mettere a morte Gesù, pur volendolo salvare sceglie di ucciderlo. Sceglie di uccidere un uomo che sa innocente per evitare una sollevazione. Il Giudice sceglie l’ingiustizia di fronte alla necessità.

I soldati fanno il loro dovere. Anche troppo, e così il prigioniero viene sfottuto e picchiato e torturato di quella tortura che il prepotente sempre impone sull’indifeso..

La folla assiste. Se interviene, è per far liberare Barabba, un pluripregiudicato. Altrimenti, si gusta lo spettacolo. In fondo, gliene frega poco.

Gli amici? Gli amici lo hanno tradito. Non solo Giuda, che lo ha venduto per denaro e non solo per quello. Anche Pietro, che gioca a fare il James Bond. E gli altri che scappano e non si fanno neppure vedere, ma sono nascosti a tremare in un buco mentre le sue mani vengono bucate.
Capite, lo avevano visto calmare le tempeste con una parola, camminare sopra le acque; lo avevano veduto passare in mezzo alla folla che lo voleva linciare, resuscitare i morti. Mai avrebbero potuto credere che si sarebbe lasciato prendere, mettere le mani addosso. Ma adesso è lì che muore, e non sanno più cosa credere. E fuggono, scelgono di fuggire.

Maria è sotto la croce, e piange.

Gli ebrei addossavano simbolicamente ad un caprone tutti i loro peccati, e poi uccidevano l’animale: il capro espiatorio. Gesù ha fatto lo stesso.
Perchè dunque è morto Gesù?
O meglio, per chi?
Per Maria. Per gli amici. Per Barabba. Per la folla. Per i soldati, e Pilato, e quelli del Sinedrio. Per tutti loro ha scelto di morire, per la loro codardia, per la loro indifferenza, per la loro rabbia, per il loro odio, per assumere su di sè tutti i loro peccati; per la nostra libertà.
Alcuni lo hanno rifiutato, e lo rifiutano. Per loro è morto inutilmente.
Per gli altri (possiamo dire "per noi"?) quella croce è il seme della salvezza eterna.
E il primo santo, il primo che ne ha beneficiato è stato un tagliagole, un delinquente, un brigante da strada che neanche gli ha chiesto misericordia, ma solamente di ricordarsi di lui, di lui che gli era crocefisso di fianco.
Morendo Lui, sono morti anche i nostri peccati. E’ morto per noi. Siamone degni.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 6 febbraio 2007 su Teologia solubile, tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Salgo le scale di casa, ho poco tempo per riposarmi e ritornare per altre 4 ore al lavoro….
    Mi cambio, in cucina la pasta non è ancora pronta….che fare? Mi giro ed ecco qua…un bel divano che mi sta aspettando e perché no? Guardiamo cosa c’è di bello in TV!
    Così prendo il telecomando e, dopo un po’ di zapping la mia attenzione viene attirata da un giornalista che interpella noi telespettatori.
    Ma che potere ho io in questo momento?
    La risposta arriva dopo pochi secondi….
    La figura del giornalista viene sostituita da un uomo in arresto….accusa: “infamia, calunnia”…ma di cosa? Eppure, ha uno sguardo così penetrante, un volto strano…non so se è pazzo o….boh!
    Io telespettatrice vengo improvvisamente investita dal potere di giudicare quest’uomo, che ha diviso l’opinione pubblica sulla sua innocenza o colpevolezza….
    Così, dopo che hanno raccontato la storia di quest’uomo e tutte le accuse, toccava a me colpevolizzarlo o no?
    Il suo sguardo al di là del vetro della TV non mi lasciava indifferente, ma realmente quest’uomo è così pericolo?
    Non me la sento di dare un giudizio ma il sondaggio mi obbliga a rispondere, ad essere concreta….
    Ma no….non ho voglia di preoccuparmi anche di quest’uomo, che ci pensino gli altri a giudicarlo!
    Così mi rimetto a fare zapping……OGNI TANTO IL PENSIERO VA A QUELL’UOMO….
    L.

  2. Quel “per” è denso di significato.
    Complemento di vantaggio?
    Complemento di causa?
    Complemento di fine?
    Complemento di sostituzione o scambio?

    E’ morto a nostro vantaggio.
    E’ morto a causa dei nostri peccati.
    E’ morto affinché capissimo.
    E’ morto al posto nostro.

  3. PS: le ultime due parole però mi terrorizzano. Cosa vuol dire per te “esserne degni” in questo caso?

  4. …L’inizio della lotta contro l’odio, non è il comandamento dell’amore, ma quello che necessariamente lo precede per renderlo sopportabile e comprensibile, cioà quello di credere. La radice dell’amore cristiano non è la volontà di amare, ma il credere che si è amati, credere che Dio ci ama, credere che Gesù ci ama anche se siamo indegni – o meglio, che Gesù ci ama indipendentemente dai nostri meriti! In una visione puramente cristiana dell’amore di Dio, con concetto di dignità perde ogni significato. La rivelazione della misericordia di Dio riduce tutto il problema della dignità a qualcosa di quasi irrosorio: la scoperta che la dignità è di poca importanza (perchè nessuno potrebbe MAI, di per se stesso, essere degno di essere mato di un simile amore) è una vera liberazione di spirito. E, fintanto che non si giunge a questa scoperta, fintanto che questa liberazione non è stata operata dalla misericordia divina, l’uomo rimane prigioniero dell’odio….

  5. Amigagio ha ragione: non potremo mai essere realmente degni di un amore così grande da valere una vita. E la vita di Dio, poi, liberamente data.

    Ma permettetemi un esempio minore.
    Di me, umile impiegato, si innamora una donna bellissima, intelligentissima, ricchissima, il meglio che si può immaginare. Miss Italia, o la vostra attrice o modella preferita, se vi pare. Io non ho fatto niente per meritarmi quell’amore. Ma, secondo voi, cosa devo fare? Mi comporto come un buzzurro, non vado agli appuntamenti, o arrivo tardi, vado dietro ad altre donne, sono sempre in disordine, la insulto, puzzo?
    O cerco di essere degno di lei?

  6. utente anonimo

    Di fronta a un dono, per di più così grande, non resta che la gratitudine, e il ringraziamento costante. Forse esserne degni significa proprio questa continua gratitudine, tanto un dono così non sarà mai ricambiabile, a meno di non fare quello che ci ha detto lui: Fate questo in memoria di me”. Eucarestia non vuol dire ringraziamento?
    Renzo

  7. utente anonimo

    l´esempio non regge, caro berlic.
    infatti nella vita reale, agli umani quelle cose li´ non capitano praticamente mai.
    invece quell´altra si, continuamente…
    g2r

  8. Scusa Berlic posso farti una domanda?

    Come sai che Dio è buono? Lo hai visto?

  9. Scusa Berlic ma non posso non risponderti sei troppo simpatico.

    E se nela vita ti capitasse una brutta, grassa, con l’alito puzzolente e un carattere schifoso chi ringrazieresti?

    Nel tuo caso preparati nona ringraziare ma ad essere un bel corn…

  10. @ amigagio: “La radice dell’amore cristiano non è la volontà di amare, ma il credere che si è amati, credere che Dio ci ama, credere che Gesù ci ama anche se siamo indegni – o meglio, che Gesù ci ama indipendentemente dai nostri meriti!”

    Cavolo!!! Non sapevo di essere così amato. Mi vengono le lacrime.
    Anche Babbo Natale ti ama anche se tu nn lo sai. Infatti ti porta tanti regali gratis.

  11. Ok Ok voglio fare il serio.

    Ecco la domanda: Supponiamo x un momento che scomparissero la Bibbia e il Vangelo.

    Come fareste a dire che Dio è amore e che ci ama?

  12. Asmodeo,
    l’esempio è un esempio per chi vuole capire. Per chi non vuole, anche qui va tutto sprecato.
    E non c’è senso a dare le cose a chi le spreca. Quanto sei stato amato lo capirai un giorno, ma come spesso accade sarà tardi.
    Circa la Bibbia e il Vangelo, sparissero in questo istante non mi farebbe problema. La Chiesa NON si fonda su parole scritte, ma su persone vive. La Chiesa esisteva anche quando i Vangeli erano ancora da scrivere, e della Chiesa può far parte pure un analfabeta.
    Dove hai trovato scritto che tua madre ti ama?

  13. Ne saremo degni con la sua Grazia, faremo tutto il possibile ma non basterà.
    “Senza di me non potete fare nulla”.
    Ma se non facciamo il possibile la Grazia sarà vana, è uno scambio intenso.

  14. Berlic.non stò facendo il troll almeno adesso.

    Cerchiamo di ragionare. Tu ami i tuoi figli?
    Come gli esprimi questo amore?

  15. Anzi Berlic ti dirò di più. Cosa è L’amore?

    E come fai a sapere che tua moglie o i tuoi figli ti amino veramente?

  16. Ah Berlic poi che io sia amato lo voglio capire ora non un giorno.
    Perchè non posso capirlo ora?

  17. cerco di essere degno di lei…mi vesto ordinato, mi presente pulito, le compro i suoi fiori preferiti, arrivo all’appuntamento con un po’ di anticipo e sono emozionato già da un po’….parlo con voce pacata, ascolto con attenzione ogni cosa che ha da dirmi e ne faccio memoria, la metto come sigillo sul mio cuore in modo che niente possa cancellarla più…me ne prendo cura e la custodisco come il dono più prezioso che mi sia mai stato donato…

  18. Esatto, Amigagio.
    Una definizione di amore che ho sentito una volta è “Se pensi a lei più volte di quanto pensi a te, allora è amore”. Bè, Dio pensa a te continuamente. Ti fa esistere, pensandoti.
    Vedi, Asmodeo, per i miei figli potrei anche sacrificare me stesso, morire. Da questo si capisce che li amo.

  19. utente anonimo

    Quando Gesù veniva interrogato dai farisei per essere messo alla prova, immagino provasse la stessa amarezza che anche Berlic sente nei confronti di Asmodeo, che fa delle domande che non sono di uno che cerca.

    Gesù una volta si era messo a scrivere per terra, se non sbaglio.
    A significare quanto sentisse sprecato il suo parlare nei confronti di questa gente.

    Lampisterio

  20. Senti Lampistero non ho tempo da perdere con te….

    Berlic ma si può amare quando l’oggetto dell’amore non si vede, non si sente, non si tocca?

    Io Dio lo sento come una cosa astratta, lontana, come un mito una leggenda.
    Non lo sento presente, vivo e reale nella mia vita.
    Un detto dice: Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Questo è verissimo. L’affetto, l’amore si costruisce giorno per giorno con la presenza, anche nelle piccole cose quotidiane.
    Ma se Dio non lo sento presente come faccio ad amarlo?

    E poi Berlic ad essere sincero il fatto di essere amato da Dio (non da pinco pallino) mi mette un pò di paura.
    Paura perchè penso: Se questo è vero la sproporzione tra me e Dio è infinita. Dunque se Lui mi ama di un amore Divino con cosa ricambierò questo amore?

    Non so se riesci ad afferrare il senso.

  21. e come no??
    il senso si afferra benissimo.
    ma siccome tu non hai tempo da perdere con noi ma, eventualmente, solo con berlic, non starò a perdere tempo neanch’io a raccontarti di come da bambini si cerchi sempre il padre, di compiacere il padre, di farsi vedere dal padre, di farsi dire bravi dal padre, di sentirsi dire bravo dal padre, di sentirsi proteggere dal padre contro i cattivi.
    i bambini desiderano che il padre viva la vita per loro, al posto loro, che faccia lui le scelte difficili e li lasci giocare, anzi che giochi con loro, ma che tenga lontani i pericoli, che alzi la voce ma solo un po’, etc. etc….
    questo è l’amore del padre, secondo un bambino. ed è giusto, non ha mica torto, un bambino!
    no, non me ne frega niente di perdere tempo a raccontartelo.
    se ne ha voglia te lo racconta berlic, la 46esima volta, più o meno….
    ah, per inciso, lo sai qual è il desiderio di un padre? che il bambino diventi un uomo.

  22. Ritorniamo all’esempio dell’innamoramento. Come faccio a sapere se sarò degno di lei? Non lo so, ma tento di esserlo – altrimenti è sicuro che non lo sarò.
    Come giustamente diceva Giorgetto, un padre c’è anche se non c’è. Puoi sentirlo lontano solo se scegli di ignorare quanto fa, ha fatto per te.
    Guarda in casa tua, e pensa se tuo padre non fosse mai esistito tutte le cose che non ci sarebbero. In prima battuta, tu.

  23. Ho letto qualcosa di Asmodeo a proposito di Sara e Tobi…è un demone?

  24. #22
    E’ verissimo questo, ho avuto bambine in affido con il padre assente e che forse gli ha fatto parecchio male, ma guai a toccargli il padre, sono state volute bene da lui da piccole non se lo sono mai scordato anche se in seguito non è stato all’altezza.
    Quello che è rimasto è il positivo, per me è stata una prova in più che siamo fatti per un positivo.

  25. Quello che voglio esprimere non è facile ma ci proverò ugualmente.

    Dio se veramente esiste non è “umano”. Dio è puro spirito, il Signore l’Onniptente.
    Chi sarebbe in grado di accogliere tutto il suo amore o di contraccambiare nella stessa quantità?

    Un rapporto Padre-Figlio è un rapporto grosso modo paritario fatto da soggetti grosso modo uguali.

    Non così con Dio. Berlic dici bene: “Come faccio a sapere se sarò degno di lei? Non lo so, ma tento di esserlo – altrimenti è sicuro che non lo sarò.”

    Questo è vero per noi umani. Ma con Dio è già tutto scontato. Nel senso che Lui è talmente superiore che neanche il miglior uomo esistito può pensare di essere degno di Lui.

    Avete una fidanzata onnipotente. Non vi sentireste inadeguati? Non avreste paura di contraddirla, e soprattutto sareste degni di Lei?

    Insomma io di questo Dio se veramente esiste ho un pò paura.

  26. Il Dio a cui tu ti riferisci è l’Allah dei musulmani. Il Dio dei cristiani si è fatto uomo, ha vissuto e mangiato e scherzato con i suoi amici, ed infine è morto per loro.
    E, come ricordo nel post, il primo santo è stato un delinquente incallito.

  27. Don Giussani se non sbaglio ha spiegato questa paura con un bell’esempio: se tu cammini su di una corda stesa per terra non hai paura e non cadi, prova a mettere la stessa corda a venti metri di altezza, non cammini più con la stessa speditezza e sicurezza.
    E’ vero fa un po’ paura, per questo devi usare la fede, se non la tua quella di chi si è già fidato, di chi ha già camminato sulla corda.

  28. Berlic
    Ti ho clonato un post, se passi da me…

  29. utente anonimo

    E voi che avete imparato, sareste pronti a rischiare di morire per qualcuno?

    Perchè è questo l’insegnamento che se ne trae!

    Mara nada.

  30. @a mara mente
    come al solito hai ragione tu.
    io non ho imparato assolutamente niente.
    sono solo stato ipnotizzato….

  31. utente anonimo

    Ciao berlic, ciao a tutti. Seguo il tuo bel blog da un po’ (l’ho trovato per caso cercando il testo di una canzone :) ). Ora ho deciso di registrarmi per poter partecipare anche io. Mi chiamo Alessandro e sono uno studente di ingegneria a Taranto. E sono anche io un povero ciellino! :) Scusate l’off topic ma mi sembrava doveroso presentarmi.

    E’ dura riuscire a capire che Gesù è morto PER NOI, io non riesco a capirlo a pieno.

    Volevo dire ad asmodeo (che comunque ringrazio, senza di lui e senza le sue provocazioni questo blog sarebbe un tantino meno vivo secondo me) che un po’ lo puoi capire se qualcuno ti vuole bene non dando per scontato niente. Ricordo perfettamente l’esempio che ci fece Carron quest’anno alla vacanza del CLU: tua madre ti prepara ogni mattina la colazione, ma questo non è scontato!! E se lo capisci cominci anche a guardare tua madre in maniera diversa. Capisci che ti vuole bene. Correggetemi se ho detto fesserie

  32. No Perchè uno che mi insegnava religione è arrivato una mattina in aula, tutto eccitato a sparare lodi, una macchina era caduta in un fiume, sulla strada del mare, dalla macchina che la seguiva è sceso uno, si è buttato, e sotto acqua uno alla volta ha fatto uscire tutti gli occupanti, salvandoli , è risalito in macchina e se ne è andato tranquillamente, senza neanche farsi riconoscere, essendo perciò soggetto di sperticate lodi.

    Io ragazzo che sapeva nuotare non trovavo niente di strano in quel comportamento, ho appreso così che tale comportamento non è per niente considerato normale, anzi, è talmente eccezionele da venir notato, ho appreso che se fossi finito in acqua avrei avuto ben poca speranza di essere soccorso, ho scoperto che la gente tende a non bagnarsi, e farsi i fatti suoi.

    Mara nada

  33. @AleRock85: Finalmente qualcuno che mi apprezza almeno un pò.
    E’ vero senza di me questo blog sarebbe piatto.
    Se tutti sono d’accordo su una cosa la cosa diventa noiosa.
    Invece io porto una ventata di freschezza, provocazioni, trollaggio ecc ecc che ravvivano il blog

  34. @nada
    Non so se lo farò al caso, ma da cristiano ho una ragione in più per farlo.

  35. xFactum: La prova di Lauzi (che già conoscevo) è sicuramente più appetitosa della mia…che mi fa rimanere come un carciofo ;-)

    xAleRock85: Un altro Rock! Siete parenti? ;-)
    Capire quel per noi è una delle cose più difficili immaginabili. Non perchè sia complicato, ma perchè lascia così feriti che si tenta in tutte le maniere di svicolare. Il giorno che lo capisci bene, in tutte le sue implicazioni, ti lascia le gambe molli e voglia di piangere.

    xNada: se è difficile trovare qualcuno disposto a rischiare, figurati qualcuno disposto consapevolmente a morire. Non dico combattere fino alla morte, ma morire.

  36. …del resto il rock è diabolico…
    se non scriviamo nel blog di un diavolo, dove diavolo mai potremmo…

  37. Parenti no…ma siamo accomunati dalla stessa passione! :)
    “Long live Rock ‘n’ Roll” cantavano i Rainbow, sapete come si chiamava il cantante….? Dio!!!! eheheh :)

  38. “Senti Lampistero non ho tempo da perdere con te…. ”

    ROTFL senti chi parla….

  39. ciao,
    anche a me colpiva, quel “per noi”.
    All’elenco di poemen (nr 2), aggiungerei che quel per noi è la risposta ad un’altra domanda.
    Qual è il guadagno di Cristo a morire in croce? E’ una domanda che mi gira in testa da un po’. Colgo l’occasione per tentare una risposta.
    Il Suo guadagno siamo noi, anche se non ho ancora capito (come AleRock85), cosa vuol dire: ha guadagnato il nostro cuore?
    Si è sacrificato per noi, come si può dire che io ho fatto un sacrificio per ottenere soddisfazione, che so, per andare ad un concerto.
    “non c’è amore più grande di chi dà la vita per i propri amici”: non ha trattenuto niente, ha investito tutto ciò che aveva per mobilitarci a Lui, fino ad investire la propria stessa pelle. Pur sapendo che molti nella loro libertà non lo avrebbero accolto (è bellissima l’ipotesi di Peguy del grido sulla Croce: ha gridato del dolore di non poter salvare coloro che non lo accettavano: vedi Giuda).
    Ha guadagnato noi che accettiamo di farci eccitare da Lui (ec-citare=chiamare), farci mettere in movimento. Il fatto che si è sacrificato anche se non ne siamo degni, vuol dire che ci ha imputato la possibilità di soddisfazione prima che ce lo meritassimo, affinché degni lo diventassimo per i Suoi meriti. Essere degni significa quello che diceva amigagiò e berlicche, cioè “nulla anteporre all’amore di Cristo”: se sei invitato a cena, ti presenti vestito adeguatamente, altrimenti quello che ti ha invitato ti manda a spigolare…
    Certo che se per riparare quello che si è rotto col peccato originale, e rimetterci in grado di camminare, c’è voluto il Suo sangue, deve essere stato qualcosa della’ltro mondo! Il peccato originale è la rottura del rapporto di fiducia tra la creatura e il Creatore, e per riparare questo c’è voluto l’attraversamento dell’abbandono di Dio. Incredibile.
    E come contraccambierò? Non c’è paura, perché l’amore non è quantificabile, non ti viene chiesto più di quanto puoi dare, altrimenti scadiamo nel moralismo: il peccato non è dare poco, perché l’obolo della vedova che dà senza riserve è più apprezzato di quello di chi vuole misurare i suoi meriti. C’è chi incomincia a lavorare presto, chi all’ultima ora, ma viene dato “ad ogni uomo un soldo”. Il vero peccato non è l’incoerenza misurata su un insegnamento da trarre e poi applicare nella nostra solitudine. Il vero peccato è non lasciarsi colpire, rimanere, se non addirittura cercare, l’impassibilità, l’impenetrabilità, l’indisponibilità ad un rapporto. La vera paura è in realtà la paura di non controllare l’esito di questo cammino, se la mia soddisfazione dipende dalla libertà di un Altro, come faccio ad assicurarmela? Devo fidarmi, di Qualcuno che non posso controllare.
    E’ questa la paura. Ed è anche la nostra speranza.
    Certo che se non ne posso fare esperienza personalmente, come dice Asmo, non è che tutto ciò mi serva a molto: non si può amare un’assenza, ma “chi ha visto Me ha visto il Padre”. Io se non avessi incontrato una serie di persone nella mia vita, probabilmente direi le stesse cose di Asmo.
    E se uno non era lì 2000 anni fa? Come fa a fare esperienza della Sua presenza? per questo esiste la Chiesa (Cattolica) e la missione, affinché tutto il tempo e lo spazio sia un’opportunità per tutti per poterlo toccare, ma questo immagino sarà l’argomento di un altro post di berlicche.

    Ciao,
    diavoletto di Maxwell.
    p.s.
    poche idee ma confuse :-)

  40. xDiavoletto: Poche? ;-)
    Comunque eccellenti.
    Sì, su questo posterò prossimamente (maggio, credo…)

    Un innamorato farebbe di tutto perchè l’oggetto del suo amore stesse vicino a lui…

    xAsmo: anche la diarrea movimenta la giornata, ma non è che uno si auguri di averla.

  41. utente anonimo

    Allora diavoletto maxwell hai visto la profondità delle mie idee..altro che troll sono cose che voi nemmeno vi immaginate di pensare o mettere in discussione.

    Il tuo discorso fa acqua nell’ultima parte quando dici:”Come fa a fare esperienza della Sua presenza? per questo esiste la Chiesa (Cattolica) e la missione, affinché tutto il tempo e lo spazio sia un’opportunità per tutti per poterlo toccare, ma questo immagino sarà l’argomento di un altro post di berlicche.”

    E li che casca l’asino. Analizzando la Chiesa Cattolica, la sua storia e il comportamento di alcuni suoi membri quel poco di fede che si ha va a finire nel cesso.

    La sofferenza di Gesù sulla croce è un controsenso. Nella sua onnipotenza era in grado di “vedere” attraverso i secoli. Dunque perchè soffrire o meravigliarsi di una cosa che già si sa?

    Dio nessuno lo ha visto. Il libero arbitrio è solo parziale. Una scelta può essere messa in atto solo quando si conosce l’oggetto della scelta e la conseguenza di questa scelta.
    Gli uomini su tanti punti sono inconsapevoli e quindi non colpevoli.

  42. “sono cose che voi nemmeno vi immaginate di pensare o mettere in discussione”: umile ed amabile come al solito, vero? E poi ti meravigli se la gente non ti apprezza.
    Ti abbiamo risposto tante di quelle volte su questi punti che non penso ne valga la pena di farlo ancora.
    Comunque, due sole osservazioni: primo, immagino che quando devi fare una puntura il sapere che soffrirai ti esoneri da ogni dolore; e non vedo perchè non ti cospargi di benzina e ti bruci, sapendo che tanto morirai.
    Secondo, visto che sei intelligentissimo e hai ben presente le conseguenze della tua scelta, visto che ti abbiamo informato, sei colpevole…

  43. “non c’è patto senza sangue” sostenevano gli Ebrei, e indovina chi ci ha messo il sangue nel patto un po’ particolare fra uomini e Dio?

    In ogni caso Asmo il tuo discorso ha tratti patetici, mi sembra infatti di aver notato che, quando ti viene risposto ad un’iniziale critica, cominci a dire che non ti sei spiegato bene…. che è difficile esprimere quello che volevi intendere….. e così via, è un atteggiamento che rivela confusione, incertezza e produce critiche vaghe , degne del peggior laicista, del tipo: “chi te l’ha detto che Dio è buono? E che l’erba è verde?”. Oppure “analizzando la Chiesa Cattolica, la sua storia e il comportamento di alcuni suoi membri quel poco di fede che si ha va a finire nel cesso.”

    Ce ne vuole per buttare tutto nel cesso in tre righe…… mi dispiace per te

  44. scusate non mi ero loggato sono io de l #43

  45. Berlic come al solito riuscite sempre a stravolgere le parole.
    Il mio discorso non voleva dire: io sono intelligente e voi no, ma voleva dire questo: Voi essendo cattolici alcuni interrogativi non ve li ponete proprio ma li “acquisiste” per fede.
    Tutto quà.

  46. Io, essendo cattolico, mi domando il perchè di tutte le cose.
    Credi che questi post vengano di scienza infusa? Che non li soppesi, non li mediti, non svisceri e approfondisca e che non vengano dal riscontro con l’esperienza?

  47. >> Allora diavoletto maxwell hai visto la profondità delle mie idee..altro che troll sono cose >>che voi nemmeno vi immaginate di pensare o mettere in discussione.

    Vabbèh… adesso non ti montare la testa… nèh… :-)

    >> E li che casca l’asino. Analizzando la Chiesa Cattolica, la sua storia e il comportamento >>di alcuni suoi membri quel poco di fede che si ha va a finire nel cesso.

    Pensa che c’è stata gente come il cardinale Newmann che si è convertita dall’anglicanesimo al cattolicesimo (con grande scandalo in patria), studiando la storia della Chiesa (e si era messo a studiarla al fine di trovare argomenti corroboranti la posizione protestante!)

    >> La sofferenza di Gesù sulla croce è un controsenso. Nella sua onnipotenza era in grado >>di “vedere” attraverso i secoli. Dunque perchè soffrire o meravigliarsi di una cosa che >>già si sa?

    Hai una concezione del tempo, della storia e della libertà così cristallina… che è praticamente immobile. Mannò, non siamo predestinati a niente, il tempo ci è dato affinché possiamo scrostarci sempre di più da ciò che ci impedisce di cogliere l’occasione di incontri convenienti per noi.
    “il signore usa pazienza con voi, non volendo che alcuno perisca”

    >> Dio nessuno lo ha visto.
    “18Dio nessuno l’ha mai visto:
    proprio il Figlio unigenito,
    che è nel seno del Padre,
    lui lo ha rivelato.” Giò, 1,18
    Ma risponderà berlicche più avanti

    >>Il libero arbitrio è solo parziale. Una scelta può essere messa in atto solo quando si >>conosce l’oggetto della scelta e la conseguenza di questa scelta.
    >>Gli uomini su tanti punti sono inconsapevoli e quindi non colpevoli.
    Mhmmmm….
    anche questa è una questione che potrebbe sviscerare berlicche come solo lui sa fare.

    Alla prossima,
    diavoletto di Maxwell

  48. utente anonimo

    Ecchè, devo fare tutto io? ;-)
    Comunque su questi punti ho già scritto e riscritto in passato (e temo scriverò ancora e ancora…)

  49. Sto riguardando in questi giorni il film “Jesus” del 1999. Ingenuo qua e là, ma il regista interpreta i Vangeli in un modo personale ed interessante, inserendo il personaggio del diavolo in dippiopetto. Nel Getsemani il diavolo dice (grosso modo) a Gesù: perchè vuoi morire? Non servirà a nulla. Anzi, per colpa tua ci saranno crociate e gli uomini si uccideranno, non hanno già abbastanza motivi per odiarsi? Gli uomini non sono capaci di amare come vuoi tu, perchè stiano buoni devi prendere tu il potere. Se sei buono, se il Padre è buono, devi togliere il male dal mondo togliendo loro la libertà.
    E Gesù risponde: io sono disposto a morire per la bontà del cuore dell’uomo creato dal Padre. Io li attirerò a me, e quelli che vorranno troveranno in me la forza di amare “fino alla fine”.
    Se avete tempo, guardatelo!
    @ Asmodeo
    Si vede ciò che si vuole vedere. Tu guardi la Chiesa e vedi solo nefandezze. Io vedo alcune nefandezze di cui capisco le cause e tanta santità la cui causa può essere solo Dio.

  50. sta di fatto che se anche puzzo, arrivo tardi, priva di venire faccio del male a qualcuno e maltratto la bella bionda….lei mi amerà comunque è sufficiente che nell’ultimo istante sia veramente pentito e creda…
    è questo che mi fa cambiare non il prepararmi ma il credere
    L

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