Teologia Solubile XV – …e si è fatto uomo.

Premessa
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo signore, Gesu` Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori` e fu sepolto. Il terzo giorno e` risuscitato, secondo le Scritture, e` salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verra`, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati, Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Quando si pronuncia il Credo, in corrispondenza di queste parole è prescritto che ci si debba inchinare, come ci si inchinerebbe di fronte ad un Re. Perchè proprio di Re si tratta: troppo spesso, nella banalità in cui anche il fatto più importante della storia sembra talvolta affondare, rischiamo di dimenticarcene.
"Io sono Re, ma non di questo mondo" dice Gesù a Ponzio Pilato che l’interroga. E questo non è l’ultimo degli indizi che Gesù ci dà svelando la sua identità.

Gesù nel rivelarsi usa una pedagogia graduale.
Nessuno agli inizi avrebbe potuto credergli: anche dopo esser vissuti con lui per tre anni, dopo la Resurrezione, a poche ore dalla sua Ascensione ancora gli apostoli non hanno capito un tubo e gli chiedono quando realizzarà il Regno d’Israele.
Così il concetto più sconvolgente mai pensato, che Lui potesse essere Dio, è stato gradualmente suggerito fino a quando non è stato più possibile negarlo senza negare l’evidenza.

Passo dopo passo Gesù dapprima si è fatto notare per parlare come uno che ha autorità, e non come un qualsiasi dottore della legge; poi ha mostrato avere un completo dominio della natura (Mc 4,35-41) ; come nelle profezie il Messia non fosse un semplice uomo ma avesse attributi divini (Mt 22 41-46) ; che lui stesso era la realizzazione di quelle profezie (Lc 4 18-19). Si è esplicitamente attribuito caratteristiche divine come il perdono dei peccati (Mt 22, 15-22) , essere l’origine della Legge (Mt 5, 21ss) ed identificarsi con il principio etico(Mt 25 31-44) ; e ha fatto risorgere dai morti (Lc 7 11-17; Gv 11 1-44).
Alla fine gli apostoli hanno dovuto ammettere che chi stava loro di fronte, che la persona con cui vivevano ogni giorno era qualcosa più di un semplice essere umano (Mt 16, 15-16).
Fino a quando lui stesso lo ha chiaramente affermato di fronte al Sinedrio (Mt 26 47-68).
 
Dio si è fatto uomo. Come diceva un mio professore, anche a Lui, in cui dimora corporalmente la pienezza della divinità, puzzavano i piedi. Infante, bambino, ragazzo, uomo.
Uomo incontrabile, che ha incontrato quelli che sarebbero diventato suoi discepoli, ha parlato e mangiato con loro. E tutti loro hanno speso il resto della loro vita a parlare di Lui e, dopo avere alla fine capito chi era veramente, sono morti per Lui.

Per quel Re, per quel Dio, per quell’uomo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 gennaio 2007 su Teologia solubile, tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    A forza di parlare di democrazia si è perso il concetto di re – rex: Colui che regge, che ha in mano tutte le cose, e questa volta in Gesù il reggere riguarda l’universo delle creature, quelle dei cieli e quelle della terra. Riguarda la nostra vita in particolare, e i generale.
    A Lui la gloria nei secoli dei secoli.

    Renzo

  2. utente anonimo

    Notare un uomo come noi: con la sua incapacità di accogliere l’altro, con la sua incapacità di affermare ciò che pensava, uno che poteva anche non stare a prima vista simpatico ma che dopo un pò che stavi con lui, se ti ponevi veramente il proplema di chi sei e cosa ci stai a fare nella vita bé non si poteva andare da nessun altra parte perchè soltanto con lui e nella sua compagnia tutto acquistava gusto. E questo fatto si ripete da 2000 anni… se non lo vivessi non ci crederei! (Per questo serve la sua pedagogia)
    Davide

    Davide

  3. utente anonimo

    Renzo, se le democrazie funzionano forse il re-rex-: Colui che regge non è del tutto indispensabile, forse non reggeva poi molto!

    Mara nada.

  4. utente anonimo

    Cara Mara Nada, in politica non sono un monarchico, mi sta bene anche la democrazia, perché so che l’unica maniera per risolvere la nostra esistenza è affidarsi. E io tra le varie possibilità preferisco affidarmi a Gesù. La democrazia anche quando funziona (ma ha mai funzionato?) fa quel che può e non mi risolve certo il problema della mosrte e della sofferenza.

  5. Perdonate la mia domanda, ma se Dio è diventato vero uomo e vero Dio, non ha forse AGGIUNTO la natura umana a quella divina, affermando così che quella divina fosse incompleta? E se era già completa, non doveva avere già quella umana (se è completa ha tutto, no?)?

  6. utente anonimo

    La democrazia anche quando funziona (ma ha mai funzionato?) fa quel che può e non mi risolve certo il problema della mosrte e della sofferenza.

    Perchè le tue credenze risolvono qualcosa?
    Nel caso fammi sapere

  7. @Ago#5. Non ha aggiunto l’umanità alla divinità nel senso di una mescolanza. Vero Dio e vero uomo significa che né la natura divina è cambiata né che la natura umana non fosse completa. I teologi di area alessandrina tendevano a pensare l’incarnazione come il Logos che diviene carne nel senso di “pervadere” la natura umana. Sottolineavano profondamente l’unità: però, pensandolo in modo “fisico” si arriò alla posizione di Apollinario di Laodicea (apollinarismo) che pensava che nell’uomo Gesù (nella tripartizione classica dell’uomo in nous/psiche/corpo) il Logos facesse la funzione del nous, “saldandosi” ad una psiche e ad un corpo umani; oppure quella del monaco Eutiche che pensava la parte umana di Gesù “assorbita” totalmente da quella divina (monofisismo= una sola physis, quella divina). Il risultato è che Gesù non sarebbe pienamente uomo e il Verbo sarebbe mutato nella sua sostanza. I teologi di area antiochena, invece, sottolineavano fortemente la necessità di pensare la divinità del Verbo e l’umanità come complete e autentiche. Sarebbe lo schema conosciuto come “logos/anthropos” opposto all’alessandrino “logos/sarx”. Qui il pericolo era di pensare le due così separate da non saper più spiegare come stessero insieme. La soluzione fu trovata al concilio di Calcedonia grazie anche al lavoro teologico di quell’immenso papa Leone I (nel tomus ad Flavianum) che conosceva bene la teologia di Agostino (se si potesse pensare uno dei mondi possibili, mi piacerebbe immaginare Agostino che non moriva nel 430 e poteva partecipare al Concilio di Efeso del 431… quanti dolori in meno alla Chiesa, forse…)

  8. Oltre ai doverosi ringraziamenti a Cabasilas, vorrei far notare all’anonimo #6 che questo blog serve appunto per “far sapere”.

  9. Insomma, le due nature coesistevano distinte. Insomma, però la natura divina non ha nulla di umano, ma Dio può diventare umano.

  10. Non vorrei essere insistente, però a questo punto mi viene spontaneo chiedere come poter parlare diquesto mistero a chi non è credente. Insomma, qui si tratta di spiegare come si uniscano due cose del tutto divise tra loro. Forse perché la natura umana è una creazione di Dio dunque egli può incarnarvicisi?

  11. @ago: Da che mi sono convertito ho anche io il chiodo fisso di pensare a come dire queste cose a chi non crede.

    Ogni volta mi sono perso in disquisizioni cervellotiche e poco teologiche, che se da un lato potevao anche avere qualche fondamento, dall’altro non hanno smosso di un millimetro il cuore dell’altro che ascoltava.

    Poi mi sono accorto che il miglior modo per parlare di Cristo a chi non crede è essere io stesso più Suo.
    E’ un concetto che ho letto ben spiegato da S.Teresa di Lisieux.
    Non ha caso Dottore delle Chiesa.
    Prova a dare un’occhiata ai suoi scritti. Sono anche online sul monasterovirtuale, linkatoi anche da berlic.

  12. Premesso che parlo dal basso della mia ignoranza teologica e filosofica, io credo che, se ho ben afferrato il senso del discorso, dire che la natura divina non condivide nulla con quella umana sia improprio. Se Dio ci ha creati a Sua immagine e somiglianza, qualcosa in comune con la natura divina ce lo dobbiamo avere per forza, non foss’altro per il fatto di avere un’anima immortale e per l’essere il nostro corpo tempio dello Spirito Santo. E’ come dire che nel Figlio la natura divina si è resa umana rinunciando temporaneamente ad alcune delle Sue prerogative, ad esempio accettando di essere limitata in un corpo corruttibile (al quale poi ha restituito dignità divina con la Resurrezione, donando la possibilità di recupero di questa dignità anche a tutti gli altri esseri umani). Non dimentichiamo che in Cristo siamo anche noi figli di Dio. Attendo sempre che qualcuno mi dia un’amichevole pacca sulle spalle se non ho parlato a sproposito o che mi corregga se ho detto sciocchezze :)

  13. utente anonimo

    Se facevo anche io una domanda del genere subito ero tacciato di troll e cose simili.

    Quello che voglio sapere è:

    -Voi dite che Gesù era Dio. Ma era Dio per la parte spirituale o umana?

    -Gesù aveva una conoscenza umana o divina? Aveva ricordi di quando era Dio spirituale?

    -Quando Gesù era sulla terra gli altri 2 membri della trinità dove erano?

    -Perchè si è incarnato il figlio e non il padre o lo spirito santo?

    -Materialmente a chi era figlio Gesù?

    -E poi scusate la domanda….ma era uomo in tutti i sensi? Mangiava beveva andava in bagno ecc ecc? Ma se era vero uomo doveva provare attrazione anche per l’altro sesso o no?
    Non era strano che a 30 anni ancora era sposato? Chissà se aveva amici d piccolo se giocava se insomma faceva tutte le cose normali.

    -Adesso Gesù è uomo o Dio?

    ASMODEO80

  14. Amodeo, sei un troll non quando fai domande, ma quando fai quel genere di osservazioni con il quale hai cominciato il commento scorso, e che già fanno venire poca voglia di continuare a leggerti.
    Per quanto riguarda le tue domande credo che tu confonda umano con materiale e divino con spirituale. L’uomo è anima e corpo, Gesù è Dio e uomo. Vero Dio con la conoscenza che può entrare in un corpo umano. Dio non è limitato nè dallo spazio nè dal tempo, quindi la domanda 3 non ha senso. Il Figlio si è incarnato perchè questo è il suo ruolo nella Trinità. Materialmente era figlio di Maria, e questo è quanto sappiamo.
    Era vero uomo, e quindi faceva tutto quello che facevano gli uomini. Gli puzzavano anche i piedi, come diceva un mio vecchio prof.
    Circa l’attrazione per l’altro sesso, è la nostra epoca che è strana per la sua ossessione per il sesso. Io ho comunque parecchi amici che a 30 anni non sono sposati (e non si sposeranno) senza per questo essere “strani”.
    Gesù è uomo e Dio.

    xAgo: han detto bene Crosta e Lampisterio. Occorre partire dall’inverso, cioè dal dato di fatto: era Dio e uomo, se non molto non si potrebbe spiegare. Come ha fatto? Boh. Non so se è più difficile che il creare a mantenere un miliardo di galassie.
    Un fiore di questa primavera, osservato da vicino, è un autentico miracolo. Com’è fatto? Boh, a meno che io non sia un botanico impallinato mi limito a sentirne il profumo.

  15. utente anonimo

    Scusa Berlic ma nn riesco a capire.

    Allora cerchiamo di ricapitolare:

    Gesù per la parte materiale era figlio di Maria mentre la sua anima era Dio giusto?

    La scienza dice che per formare un essere umano ci vogliono un Padre e una madre.
    Facciamo una ipotesi assurda. Gesù viene sottoposto ad un esame del Dna. La madre risulta Maria e il Padre?

    Gesù è nato come un bambino normale?
    Se si, come può Maria aver preservato la verginità?

    Cmq pensare Gesù come Dio mi viene strano. Penso alla mia vita passata…ripenso alle varie epoche e a tutte le esperienze.
    L’adolescenza, le prime magagne con gli amici, le prime cotte, le prime esperienze erotiche ecc ecc ecc

    Accostare tutto questo ad un uomo-Dio non mi è facile.

    ASMODEO80

  16. Asmodeo, ci sono testimoni oculari che hanno visto più volte con i loro occhi l’uomo Gesù annullare le conseguenze del secondo principio della termodinamica: se questo non è Dio, dimmi tu come lo chiami.
    Ora, o tu credi a questi testimoni e allora i particolari che tu vuoi conoscere perdono d’importanza (così come siamo non possiamo capire né sapere proprio tutto, ma soddisferai ogni tua curiosità dopo il passaggio alla vita eterna), o tu non credi a questi testimoni e questi particolari perdono ugualmente importanza perché conoscerli non ti cambia assolutamente nulla.
    Secondo me Asmo, tu hai il desiderio di lasciarti andare ad un atto di fede, ma non riesci ad accettare di dover conseguentemente togliere all’uomo il primato su sé stesso e su tutto ciò che lo circonda e, anzi, ti vergogni di questo tuo desiderio, cerchi di tenerlo a bada perché ti fa sentire ridicolo. Ti auguro di trovare prima o poi un equilibrio stabile in te, che ti dia pace in un modo o nell’altro (spero naturalmente nel migliore :)). Con simpatia, C.

  17. xAsmo: 1-sbagliato. Vero uomo e vero Dio, tutto quanto.
    2-Boh. Ma se Dio ha creato l’uomo, gli è così difficile creare il DNA che vuole? Niente gli è nascosto. Se gli scienziati pacioccando con il DNA riscono ad ottentere i risultti che sappiamo senza in fondo capirne niente, Dio che lo ha progettato?
    3-E’ un mistero. Non più grande degli altri. Un segno da parte di Dio.
    4-E’ così incredibile che solo standogli vicino Pietro ha potuto capirlo. Ma ne ha dato prova sicura risorgendo. E’ proprio questa l’unicità e la straordinarietà del fatto cristiano.

  18. Crosta #12. Un’amichevolissima pacchetta! Tra creatura e Creatore c’è un “abisso ontologico”. Ogni “contatto diretto” con Dio è panteismo. Ma questo “abisso” è stato superato dall’unico che poteva farlo: Dio stesso, con l’Incarnazione. Il nostro “essere uniti” a Dio passa attraverso l’essere uniti a Cristo, cosa che fa il Battesimo e che alimentiamo ogni giorno con l’Eucaristia. Noi viviamo la vita di Dio in quanto siamo uniti a Cristo. Gesù è la nostra via a Dio, la porta che ci conduce al Padre per mezzo dello Spirito. Questo è possibile perché Cristo è veramente uomo (e così possiamo essere uniti a lui) e perché è veramente Dio (e così, per mezzo di lui, abbiamo per grazia ciò che lui è per natura). Per quanto riguarda l’incarnazione del Verbo, questi non può aver “rinunciato temporaneamente” alle sue prerogative divine (altrimenti non sarebbe più Dio. “Spogliò se stesso non vuol dire “rinunciò per un po’ ad essere Dio”). Una cosa del genere sarebbe gnostica: è ciò che si trova nel famoso “Inno della Perla”, un testo gnostico contenuto nell’apocrifo “Atti di Tommaso”. Per scendere a riprendere la perla perduta il Figlio del Re sveste gli abiti di gloria e indossa quelli sudici degli uomini (=materia). Finito il suo compito, si leva gli abiti sudici e si riprende quelli della domenica una volta tornato a casa. Perché si sia salvi bisognava che Cristo fosse, al contempo, veramente Dio e veramente uomo. Se smette di essere Dio, ci ha salvato chi? Se non fosse stato veramente uomo, che valore avrebbe avuto questa salvezza? “Ciò che non è stato assunto dal Verbo, non è stato salvato”, dicevano i Padri. Nota che nelle concezioni di Dio e dell’uomo nel milieu dove l’avvenimento Cristo si è presentato, sarebbe stato facile (e per molti accadde così) semplificare la tensione: Cristo è divino, ma non può essere uomo! (idea “greca”); Cristo è uomo, ma non può essere Dio! (idea “ebraica”). Invece i cristiani, a costo di fondersi il cervello sentivano che nessuna delle due semplificazioni dava ragione della loro esperienza dell’avvenuto-con-Gesù. Il percorso che va dall’esperito con Gesù dopo la resurrezione, fino a Nicea nel 325 , fino a Efeso nel 431, fino a Calcedonia nel 451 (e via, fino al VII secolo almeno) è stato un rendere ragione, a livello di intelligenza, di ciò di cui si era fatto, e si faceva, esperienza. Quindi, detta la stessa cosa con la formula di Calcedonia: “due nature, senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili”, non essendo venuta meno la differenza delle nature a causa della loro unione [cioè non come l’acqua mischiata al vino, per esempio)] ma essendo stata, anzi, salvaguardata la proprietà di ciascuna natura, e concorrendo a formare una sola persona e ipostasi; egli non è diviso o separato in due persone, ma è un unico e medesimo figlio, unigenito, Dio, Verbo e Signore Gesù Cristo…” . Scusate la lunghezza…

  19. Ops! L’esempio dell’acqua col vino è per dire la non confusione, non per esemplificare il fatto che le due nature dopo l’incarnazione sono in qualche modo cambiate: questa era la posizione dei monofisiti tipo Eutiche. Ho sbagliato il posizionamento dell’esempio

  20. Non una riga troppo lungo, Cabasilas…grazie ancora.

  21. Cabasilas… contavo su di te!:)))
    Grazie mille! Vedi, come dicevo, non ho una grande cultura teologico-filosofica (e neanche una piccola…) ma ragionando sul significato dell’esistenza, anche partendo da zero, mi rendo conto ogni volta di più, che la fede in Dio (Padre-Figlio-Spirito Santo) è l’unica risposta coerente e logica (mi viene in mente il principio antropico). Solo che c’è sempre bisogno di un confronto con qualcun’altro, specie se più esperto.
    Mi rendo ora conto, grazie a te e a Berlicche che ci ospita, dei difetti del mio ragionamento del #12 ed ho le idee più chiare, anche se vorrei precisare che quando ho parlato di “rinuncia del Figlio alle prerogative divine” non intendevo “tutte” le prerogative, ma solo quelle che avrebbero consentito la Sua incarnazione. Ora però capisco che non è così. Forse potrei tentare di spiegarmi la coesistenza delle due nature con un esempio un po’ terra terra: se consideriamo la categoria dei rombi (figure piane con quattro lati uguali e gli angoli uguali a due a due), e quella dei quadrati (quattro lati uguali e quattro angoli uguali) possiamo dire che un quadrato possiede sia la natura del rombo che quella del quadrato, mentre il semplice rombo no. Funziona?
    Grazie ancora, C.

  22. Scusate, il link che ho messo nel precedente commento non è esatto. Il link giusto è questo
    http://www.disf.org/Voci/31.asp

  23. Crosta, mmmh, penso proprio di no, perché rombo e quadrato sono la stessa “natura”, al massimo con proprietà diverse. Tra la natura umana e quella divina non c’è una differenza specifica dentro lo stesso genere, come potrebbe essere tra uomo e animale: l’uomo ha in comune una cosa con l’animale e in più ha l’intelletto che l’animale non ha. No, la differenza è proprio un “abisso” intrasponibile (a noi). E la differenza va mantenuta: in Cristo si ha un ponte, ma senza con-fusione. Potremmo dire, poeticamente, che Cristo è il talamo delle nozze tra noi e Dio. Ma noi restiamo creature, non c’è nessuna “bambolina di sale che si scioglie nell’oceano infinito”. Dio resta Dio e noi creature, anche in Paradiso!
    La questione storicamente ebbe una risoluzione a Calcedonia proprio perché, sulla scorta della interpretazione da parte di Leone della teologia antiochena, si comprese che l’unità delle due nature del Verbo non poteva essere pensata “fisicamente” ma ad un livello differente: e da qui continuò a svilupparsi il concetto di persona, iniziato implicitamente già con la questione della consustanzialità di Cristo col Padre, a Nicea nel 325.

  24. Credo che Cabasilas abbia ragione, anche se sto ancora rimasticando quella cosa su uomoanimale alla luce di Genesi 1 e 2.
    Perdonate se non intervengo tanto, ma mi sento intimorito a dare risposte veloci su questi temi. Ne ho da studiare.

  25. Grazie Cabasilas. Ma quindi in cosa consiste l’essere fatti a immagine e somiglianza di Dio? Forse proprio nell’avere in più, rispetto all’animale, intelletto, spirito, volontà e la capacità di amare?

  26. I Padri direbbero sì, è questo: libertà, intelligenza, possibiltà di amare ed essere amati… Essi distinguono immagine (che è quello che dici tu e questa non ce la toglierà mai nessuno) e la somiglianza, che abbiamo perso col peccato. Tutta la vita spirituale sta nel recuperare, in forza del nostro essere immagine, la somiglianza perduta. Questo avviene cristificandoci, divenire come il Cristo. Non con una imitazione esteriore (Cristo modello da imitare: pelagianesimo!) ma lasciarci tras-formare dallo Spirito nell’Immagine perfetta stessa che è Gesù Cristo.

  27. Mi rendo conto che usiamo le parole in modo superficiale, non ci viene insegnato (o non più?) e non lo insegnamo, il loro significato più profondo e vero. Me ne accorgo quando scrivi con-fusione o tras-formare e quando separi in modo così netto immagine da somiglianza. Penso all’immagine come il riflesso di uno specchio: figura identica all’originale ma senza spessore. Invece non riesco a definire meglio la somiglianza.

  28. Hai ragione, Crosta. Quando guardo un dipinto (non moderno) o ascolto una composizione musicale antica, o leggo Dante, mi rendo conto a malapena che sotto la superficie della prima impressione ci sono strati e strati più profondi che parlano un linguaggio che non conosco. E’ da tempo che sto lavorando ad impararlo, perchè solo così posso capire la – per così dire – anima di quello che mi sta davanti. Lo stesso vale per il cristianesimo. Grazie a Cabasilas, che fa teologia con la moka.

    La gente dice che somiglio a mio padre. Vuol dire che riconosce in me qualche tratto che anche lui possiede…

  29. Il tema dell’essere a immagine e somiglianza di Dio è centrale nella riflessione dei Padri orientali (greci soprattutto). La distinzione è biblica: ma non è obbligatorio prenderla come assoluta. I due termini “selem” e “demuth” possono venir tradotti come sinonimi. Nella traduzione greca dei LXX, in ambito ellenistico, alcuni Padri lasciano eikon e omoiosis come sinonimi (I Cappadoci, ad esempio); altri invece ne fanno il principio di bellissime conseguenze spirituali (Ireneo, Origene). L’immagine sono tutte le potenzialità che abbiamo ricevuto da Dio: la somiglianza, il processo di con-formazione (altro trattino!) a colui che per amore ha assunto “forma” umana, (appunto Fil 2). Da non dimenticare Agostino, per il quale essere a immagine di Dio vuol dire essere a immagine della Trinità e basa il suo potentissimo De Trinitate proprio su una analogia trinitaria delle facoltà dell’uomo: come se ne portassimo il sigillo impresso nella nostra coscienza… Grazie di questa chiaccherata, Crosta! E grazie a Berlic che ci ospita, davvero…
    Suggerisco per approfondire, se ti va, qualche testo di Tomas Spidlik, ed. LIPA.

  30. utente anonimo

    @ Crosta: Esatto. Come ho sempre ripetuto sono anche disposto a lasciarmi andare ma vorrei capire.

    Beati voi che avete chiari tutti questi misteri!!!
    Da quando Berlic ha scritto il post sulla trinità, per quanto ci stia pensando e ripensando non cavo un ragno dal buco.
    Come può Dio essere Uno e Trino???

    Avevo pensato che il Padre ha creato il figlio, ma poi Berlic dice nel post “generato e non creato”. Ipotesi esclusa.

    E poi scusate come può l’amore tra il padre e il figlio essere una persona?

    Può darsi che Dio stesso si è in un certo senso “diviso” formando un altro Dio. Poi l’amore tra questi due è diventata una persona.

    E poi scusate ma queste tre persone hanno una propria volontà e intelligenza o queste sono separate?

    La singola persona è Dio o solo 1/3 di Dio?

    Potrei continuare fino a domani mattina ma mi fermo quà.

    Gentilmente qualcuno di voi può chiarirmi questi dubbi? Io proprio nn ci riesco a capire.

    ASMODEO80

  31. Asmodeo, tenti di applicare categorie umane a Dio.
    Pensa ad una ameba, come ci vede (se ci vedesse). Tutte quelle cellule…e quella strana cosa della riproduzione sessuata…non ci capirebbe una cippa.
    Ora, in paragone c’è molto più spazio tra noi e Dio che tra le amebe e noi.
    Dio è tre. Insieme. Generati. Fuori dal tempo, quindi non in una successione, ma eternamente.
    E questo è Dio, e potremo spaccarci al testa ma non possiamo riuscire a capirlo più di quanto le amebe non capiscano noi. Ma non è questo il punto.
    Il punto è amare Dio. Qui ci si può arrivare tutti. Da questo arriva una vita migliore: il resto è meno importante, e verrà poi.

  32. utente anonimo

    Berlic ma è proprio questo il punto.
    Come posso amare una cosa che non conosco ed è non umana?

    Poi Berlic se tra noi e Dio c’è veramente questo abisso di tutto, figurati tu se Dio pensa a me, te o qualunque essere umano.

    Perchè dovrebbe amarci? Per lui siamo niente e “non interessanti”.

    Se lui è tutto e tu sei zero, può mai interessarsi?

    Ti faccio un piccolo esempio: Prendi una donna famosa ad es. Nicole Kidman. Supponiamo che questa ti cerchi, ti ami, ti voglia bene ecc ecc ecc.
    Berlic dici la verità non ti sembra una cosa irrealizzabile?

    Quella con tutti gli uomini che può permettersi, con tutti i soldi e la fama che ha, figurati se viene a cercare te o me.

    E rimaniamo nel campo umano. Ora tra noi e Dio c’è un abisso. Ma se con Kidman ti sembra impossibile, figurati con Dio.
    Ma anche supponendo che ciò fosse possibile cosa darai in cambio?

    Se kidman ti invita nella sua sfarzosa villa con una cena da migliaia d’euro tu con cosa ricambierai?
    Ora immagina Dio. Lui è tutto tu zero cosa darai in cambio?

    Spero solo che Dio sia una invenzione (come è probabile) perchè di un Dio così io ho una paura tremenda.

    ASMODEO80

  33. Vedi, Asmodeo, tu la Kidman non te la farai mai perchè pensi sia impossibile…ti tagli volontariamente fuori da una possibilità.

    E se la Kidman ti venisse a cercare?
    Perchè Dio è questo che ha fatto. Ti è venuto a cercare. Tu la rifiuteresti perchè dici “è impossibile?”

  34. Sì, Cabasilas, è davvero una bella chiacchierata, mi fa piacere che lo pensi anche tu. Il tuo ultimo commento è illuminante. Grazie del suggerimento.

    @Berlicche: Io credo che questo linguaggio non lo conosciamo ma lo sentiamo affine in qualche modo alla nostra sensibilità, e ci attira per questo. Cosa che, dici bene, non succede, almeno non spesso, con opere moderne.

    @Asmo: Quando tento di spiegarmi questi misteri straordinari, mi sento come alcuni dei miei alunni quando cercano di spiegare, ad esempio, il teorema di Pitagora ma non ci riescono perché, purtroppo, molto spesso mancano loro gli strumenti linguistici adatti a descrivere quello che dentro di loro percepiscono come verità evidenti. Non sanno esprimere i loro pensieri. Così è per me quando parlo di Dio, ho dentro di me molte certezze, so, e non so come, che misteri come quello della Trinità, o dell’Incarnazione, o del fatto che esiste un “fuori-dal-tempo”, sono veri, perfetti, logici, coerenti tra loro e con la mia stessa esistenza, eppure non ho le parole per spiegarmeli. Ci provo e ci riprovo ma alla fine qualcosa sempre sfugge. Non li ho chiari, altrimenti saprei spiegarli, eppure so di non averne bisogno. Però più ne parlo più mi sento bene. Ciao, C.

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