Teologia Solubile – X – Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero

Premessa
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo signore, Gesu` Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori` e fu sepolto. Il terzo giorno e` risuscitato, secondo le Scritture, e` salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verra`, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati, Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Qui si chiariscono un po’ di equivoci.
E’ Dio e arriva da Dio. Gesù non è solo un profeta come dicono i maomettani. E’ Dio-con-noi.
E’ la luce che dà la vita, perciò non contiene tenebra. Niente di cattivo, di male (che è l’ombra che regna dove la luce non arriva). Non ha in se niente di malvagio, nè come Dio nè come uomo.
Dio vero e non avatar, contenitore fasullo, immagine falsa, angelo, figlio d’angelo, uomo comune, illusione, mito o quant’altro.
Sapete cos’è un avatar? Nella religione induista è un contenitore che un Dio abita. In informatica, è quel simbolino che indica l’identità di una persona, ad esempio il mio occhietto qui di fianco.
L’avatar non è la persona reale. Se io chatto con Giuseppe da Milano, il suo avatar non è Giuseppe: non è Giuseppe spiattellato contro il vetro dello schermo che vedo, ma un "link" a Giuseppe. Gesù non è una icona, un "collegamento": è Dio stesso.
E’ generato e non è creato, perciò non è una creatura ma è consustanziale a Dio (fatto della stessa sostanza di Dio), niente di meno. Tu generi una cosa che è uguale a te, crei una cosa che è diversa da te. Volendo, io posso fabbricare oggetti. Ma non posso fabbricare un figlio. Un figlio è qualcosa d’altro rispetto a me, ma condivide con me la stessa sostanza, il "materiale" di cui è fatto. E Dio è Colui che fa esistere le montagne e le nuvole, le stelle e ogni edificio lì fuori, e il computer e noi, in ogni istante.

Quando vi dicono "Gesù è venuto a portare dei valori", oppure "Gesù è il primo socialista", oppure "Gesù è stato un grande uomo", sappiate che è una immensa riduzione di quello che Gesù è veramente. Come dire che il Titanic era una barchetta perchè andava in mare. Un pochino più riduttivo di così.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 dicembre 2006 su Teologia solubile, tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Giri e rigiri, commenti ma non arrivi mai al dunque!

    1)Quali prove hai per dimostrare che era Dio?
    Anche il Sai Baba dice di essere Dio dobbiamo credergli?

    2)Anche ammettendo che è Dio cosa cambia per me in questo preciso istante?

  2. Io arrivo a parecchi dunque, Asmodeo. Se non sono quelli che hai in testa tu al momento, ci posso fare poco.
    Sul 2 ti abbiamo già risposto in tutte le salse. Sull’1, come già ti dissi, arriverà a suo tempo.

  3. Berlic ti riformulo la domanda diversamente: Per te cosa cambia sapere che un uomo è Dio?
    Per caso nn lavori più? Non ti ammali più?

    No perchè se è così fammi sapere.
    Immediatamente crederò anche io..

  4. Se il tuo obbiettivo ultimo è non lavorare più e non ammalarti più hai sbagliato forma. Dovevi essere un sasso.
    Se invece vuoi capire il perchè lavori, e far sì che non sia la malattia e il male l’ultima parola sulla tua vita, allora sì che importa.
    Ma se non ci vuoi credere, come hai più volte affermato, e le tue domande sono solo provocazioni fini a se stesse e non reali curiosità e desideri, è inutile che te lo dica. E quindi, de hoc satis.

  5. berlic ci sei cascato: hai risposto.
    E sei stato ripagato subito.
    :-)))

    Non mi ricordo a che proposito, ma qualche giorno fa ho ripensato al dialogo tra Gesù e Filippo.

    “Signore, mostraci il Padre, e ci basta…”
    “da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?”

  6. Bruce almeno distingui quando faccio il troll e quando no.

    Berlic il tuo discorso l’ho compreso. Però spiegami l’ultima cosa: Perchè devo lavorare e perchè devo ammalarmi?
    Ho fatto qualcosa per meritare questo?

    E bada bene che non mi riferisco solo al lavoro o alle malattie, ma anche a tante sofferenze. Ad esempio anche una mancata aspettativa può essere una sofferenza.

    Grazie

  7. Cavolo Berlic..Hai cancellato il mio post in men di un secondo. Eppure questa volta come non mai avevo postato una cosa interessante senza fare il troll.

  8. cos’è, stai ammettendo che a volte provochi gratuitamente?

    qui sarebbe bene non farlo mai il troll.

    Cresci Asmodeo, fa questo favore a te stesso.

  9. Volevo ringraziare l’autore di questi fantomatici post.

    Una mia amica proprio non riusciva a capire come ci potesse essere un Dio così strano. Tanto strano da condividere la Sua Onnipotenza con Suo Figlio e renderLo come Lui (per parlare di Dio ci vogliono troppe maiuscole!).

    Le darò questo post (tanto si può fare), mi sarà di aiuto.

    Grazie ancora…

    Eugenio

    p.s. Con te non sarò un caro rompipalle… ne hai uno affezionato che non ti lascerà mai (oh ASMODEO!)

  10. Asmodeo, non ho cancellato niente.

    Si lavora per capire meglio chi si è. E’ il mestiere del creatore. Si capisce chi si è da quello che si fa, e per questo che chi non fa niente si perde ed è infelice. E ci si ammala perchè non siamo dèi, ma creature finite. Che hanno bisogno di essere salvate, e che sono salvate perchè amate. Può anche non piacere, scoprire di non essere dèi, ma quando si capisce questo fa un bel po’ meno male.

    Eugenio, non ci sono abbastanza maiuscole per parlare di Dio…

  11. “e per questo che chi non fa niente si perde ed è infelice.”

    Berlic cosa intendi con questa frase?

  12. Chi non lavora perde l’immagine di se stesso, non capisce più chi è, il suo senso. Chi siamo lo capiamo da quello che facciamo, altrimenti sono solo illusioni, paranoie e pippe mentali.

  13. Ma lavoro inteso in che senso? Lavoro materiale?

  14. Fare cose, impiegare energie in una attività che abbia uno scopo. Esiste un lavoro immateriale? Anche progettare sistemi complessi, che è il mio lavoro, è materiale, perchè implica una realizzazione pratica.

    Capisci chi sei da quello che fai. Altrimenti ti illudi di essere. Il bambino si illude di essere un agente segreto, l’adulto…

  15. – Fare cose, impiegare energie in una attività che abbia uno scopo. Esiste un lavoro immateriale? Anche progettare sistemi complessi, che è il mio lavoro, è materiale, perchè implica una realizzazione pratica.
    Capisci chi sei da quello che fai.-
    Stai dicendo che sei quello che fai?
    I disoccupati allora? i cococo? Non sono?

    Scherziamo vero?

    nada.

  16. Forse non mi sono spiegato.
    Se tu non fai niente dalla mattina alla sera ma, poniamo, navighi solo su internet, allora perdi il senso della realtà. Non sai più chi sei, perchè vivi nella realtà di altri, e puoi giungere a pensare che la realtà non esista e tutto sia illusione.
    Anche solo una mattinata a lavare piatti o spalare sabbia ti riporta con i piedi per terra.

  17. Sono il lavapiatti di famiglia…!

    Mara Nada.

  18. Ed ho tanto tempo per girare in internet perchè hanno dato in appalto il lavoro che facevo a ditte private, siamo già al terzo appalto….
    Cioè secondo te stanno cercando di cancellarmi l’identità reale!
    Ciao.
    Mara Nada.

  19. Hai ragione Berlic. Aggiugerei: Il non fare niente ti porta a perdere il senso della tua vita.
    Ti alzi la mattina e non hai uno scopo. Ti addormenti la sera e non hai uno scopo.

    Con il tempo poi la persona diventa anche soggetta ai vizi.
    Perchè l’ozio è il padre dei vizi.

    Poi per uscirne fuori….ai voglia….

  20. Comunque fate attenzione!
    Voi non siete le vostre proprietà, ve lo dice uno che le proprietà le ha lasciate in Istria, e che nonostante questo esiste.
    Voi non siete il vostro lavoro, che può esservi tolto in un attimo, basta cambi governo, e ne sorga uno che dice che a guadagnare devono essere i privati (o viceversa, che il lavoro se lo fanno all’ interno gli enti pubblici…)
    queste sono solo cose accessorie….

    Mara nada

  21. @ Mara Nada # 18
    esatto: la disoccupazione è un attacco grave alla dignità della persona, perchè non la mette in grado di capire chi è. Ma il lavoro non è solo il posto di lavoro. Se uno è disoccupato, e il suo tempo lo usa (anche, perchè bisogna mangiare, ed un lavoro dovrà pure cercarlo! O inventarlo) per fare volontariato, portare a spasso i cani del canile o aiutare i vecchietti o pulire le aiuole, lavora. E quando uno pensa, o crea, o parla, o scrive commenti… lavora. Impiega la sua energia per cambiare, poco o tanto, il mondo, e questo è il lavoro. Solo che più il tuo lavorare si incontra concretamente con la realtà, più il tuo io esce fuori. In questo senso, si impara di più su di sè spaccando legna che spaccando un capello in quattro…
    @ 20
    dipende dalla tua definizione di lavoro. Se lavoro è il posto di lavoro hai ragione tu. Se lavoro è tutto ciò che fai, allora ha ragione Berlicche. Perchè i tuoi pensieri, se non diventano azioni, chi li sperimenta a parte te? Chi sei, oggettivamente, lo si vede da cosa fai. Uno può anche dire di essere generoso e altruista, ma se nei fatti non fa altro che i suoi interessi, come potremmo credergli? Uno può dire di essere cristiano, ma se….

  22. Secondo me, per capire che chi non lavora vive male, guardarsi il film “About a Boy” non farebbe male.

    Lampisterio

  23. Su ogni cosa nella vita bisogna usare moderazione.

    Non fare nulla porta una persona a depravarsi.

    Lavorare troppo ti fa essere schiavo del lavoro e del relativo guadagno.

    Si lavora per vivere non si vive per lavorare.

  24. Grazie nihilalieno:
    Splendido concreto utile commento!
    – E quando uno pensa, o crea, o parla, o scrive commenti… lavora. Impiega la sua energia per cambiare, poco o tanto, il mondo, e questo è il lavoro. –

    Lo dicevo che questo di scrivere commenti sul blog di Berlicche è un lavoro
    ed è volontariato, cerco di aprirvi nuovi orizzonti, e cerco di allargare i miei.

    – Solo che più il tuo lavorare si incontra concretamente con la realtà, più il tuo io esce fuori. In questo senso, si impara di più su di sè spaccando legna che spaccando un capello in quattro…-

    Potresti approfondire per favore?

    – Perchè i tuoi pensieri, se non diventano azioni, chi li sperimenta a parte te? Chi sei, oggettivamente, lo si vede da cosa fai. –

    Un pubblicitario non saprà mai chi è?
    Trovo che il lavoro più sottile lo fa chi suggerisce nuove idee e modi di pensare…

    Mara nada.

  25. @22, lampisterio

    ora comincio seriamente a “preoccuparmi” (tutto il contrario)…troppe coincidenze.

    Proprio ieri sera ho visto, per l’ennesima volta, e apparentemente per caso, “About a Boy”.
    Ogni volta mi piace di più, tanto è dolce, profondo, divertente, commovente.
    In questo momento ne ho una copia sulla scrivania, ed aspetto che arrivi un mio collega per dargliela. Lui ha bambini, per cui sono sicuro che gli piacerà.

    Ma come giustamente ricorda Lampisterio, è decisamente indicato anche per chi, per motivi vari, si trova nella condizione di “non fare niente”.

    E la cosa mi tocca, poichè il lavoro, in questo, momento, è la mia croce.

  26. Bruce a presto lo vedrò anche io. Mi hai incuriosito. Mi sa che x il periodo che stò attraversando mi serve proprio.

  27. Teologia solubile XXXI – …e apostolica.[..] Premessa Il sacerdote che celebra messa nella mia parrocchia è stato ordinato dal vescovo della mia diocesi. So perfettamente chi è il predecessore del vescovo attuale, e chi era vescovo qui prima di lui. E’ possibile risalire indietro n [..]

  28. utente anonimo

    ciao! mi è piaciuto un sacco il tuo post, e prenderò spunto per farci una lezione di catechismo ai miei bimbi domattina.. volevo chiederti se in caso di crisi, posso farti qualche domanda su come spiegare alcuni concetti ai bimbi del catechismo. grazie mille a presto.
    gallegg@libero.it

  29. Certo, nessun problema, a parte il fatto che potrei anche non saperlo…

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