Il compito di servire

Norman Rockwell è da sempre uno dei miei artisti preferiti. Uno dei suoi quadri, intitolato "Il problema con cui tutti dobbiamo vivere" (quello in coda all’articolo), mi ha sempre colpito in modo speciale.
Qualche giorno fa, ho letto su un libro alcuni particolari relativi all’episodio a cui quel quadro si riferisce.

Siamo a New Orleans, l’anno è il 1961. Le scuole dei bianchi vengono aperte anche ai neri, è la fine della segregazione. Ma sono ben pochi – quattro in tutto – i bambini di colore che accettano di recarvisi. Ogni giorno per mesi questi bambini sono scortati dagli sceriffi federali nelle loro classi. Il percorso avviene tra ali di folla che urlano loro oscenità e li minacciano di morte.
Lo psichiatra di Harvard Robert Coles è affascinato dal coraggio dimostrato da questi bambini di fronte all’odio. Si chiede da dove Tessie, una di loro, prenda la sua grazia e la sua fortezza. Trova la risposta in ciò che la nonna di Tessie, Marta, spiega alla bambina.
"Vedi, bimba mia, devi aiutare il Buon Dio con il Suo mondo. Ci ha messi qui, e ci chiede di aiutarLo. Tu appartieni a quella McDonough School, e ci sarà un giorno in cui tutti lo riconosceranno, anche quei poveretti. Signore, ti prego per loro, quella povera gente che si sgola a forza di urlare contro di te. Sono tutta gente spaventata, e al momento in cui tu lascerai quella scuola si saranno calmati, e non ti presteranno più attenzione, te lo garantisco, sarà così. Tu fai parte del popolo del Signore; Lui ha steso le Sue mani su di te. Ti ha chiamato, ti ha chiamato a servirLo – nel Suo nome."
Tessie era, secondo le sue parole, "una bimba con il compito di servire un popolo nel bisogno".
Settimane più tardi Coles intervistò la bambina e le chiese cosa avesse appreso da quell’esperienza. Tessie replicò (e, badate, aveva solo sei anni!) "Se tu tieni gli occhi fissi su cosa dovresti fare allora arriverai là dove vuoi andare. Gli sceriffi mi hanno detto: "non guardarli; cammina a testa alta, e guarda dritto davanti". Così ho cercato di farlo."

Se i bambini avessero risposto all’odio con l’odio sarebbe tutto finito nel sangue. Se avessero risposto all’odio con la paura non sarebbe accaduto niente, niente sarebbe cambiato. Hanno risposto con il coraggio e con l’amore: bambini di fronte ad un compito impossibile, secondo il metro umano.
Ma il metro umano è sempre stato troppo corto. Dice il Cantico di Zaccaria: "E tu, bambino, sarai chiamato Profeta dell’Altissimo, perchè andrai innanzi al Signore a preparaGli le strade."; e il Salmo 8 "perchè piccoli hai scelto a Tua difesa, per confondere e umiliare i tuoi nemici".

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 ottobre 2006 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Dove sono finite le nonne come quella? Mi verrebbe da dire “Come sarebbe migliore il mondo se ce ne fossero di più! Come sarei più facilmente migliore se ne avessi avuta, io, una così”.
    Invece il punto è un altro, come dicevi qualche post fa: che io sono chiamata ad essere così. Ad educarmi per essere così. Cominciando con il guardare fisso quello che dovrei essere. Cioè Gesù Cristo.

  2. Ci sono tratti di questo tuo post he dovrei attaccarmi in un post-it sul pc.
    Adoro Rockwell, d’altronde è della razza degli illustratori, e mi chiedo come ogni volta tu trovi qualcosa di grande da scrivere senza mai cadere in un’aria retorica e saccente, di cui io ho estremo terrore..per questo tengo il mio blog com’è.
    Posso dirti che santamente ti invidio?
    Grazie.

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