Inutile

Ancora un futuro prossimo che spinge una certa visione alle sue illogiche conseguenze

La grande terrazza panoramica era piena di gente.
"Che ne dici tu, Piero, che arrivi da fuori?" chiese Aldo.
"Bè, certamente è una gran bella vista…" replicò Piero, guardandosi attorno.
Il suo sguardo fu attirato da una ragazza. Era male vestita, quasi sciatta. Poteva essere stata anche bella, un tempo, ma adesso il viso era grigiastro e sciupato, con gli occhi troppo grandi cerchiati e pesti. Camminava indifferente, strascicando quasi i piedi, e quando qualcuno l’urtava continuava con il suo passo lento senza neanche voltarsi. La vide avvicinarsi alla balaustra. La vista sulla città era spettacolare, da mozzare il fiato. Piero udì che Aldo gli stava dicendo qualcosa, ma lui non gli prestò attenzione: un presentimento gli attanagliava il cuore. La vide arrampicarsi sul corrimano, con difficoltà. Nessuno di quanti le stavano accanto la degnò di più di un’occhiata casuale, nessuno tentò di fermarla.
Piero si mise a correre. Alle sue spalle Aldo gli gridò qualcosa, ma andò perso nel rumore del sangue che gli rombava nelle orecchie.
Ormai la ragazza aveva scavalcato, e di spalle alla terrazza fronteggiava il vuoto. Lacrime le scorrevano sulle guance. Piero l’afferrò per un braccio.

In seguito Piero non rammentò mai cosa disse in quei minuti. La storia della ragazza era miserevole, malattia, soldi, anche amore, certamente solitudine. Piero offrì, promise, perchè una vita era in gioco. La ragazza piangeva forte, ma la mano di Piero non la lasciava. Poi, lentamente si voltò, e Piero la aiutò a scavalcare ancora la balaustra questa volta verso la salvezza.

"Cosa succede qui?"
Un uomo di media statura, occhialini, impermeabile, scarpe lucide e ufficiali – certo un Funzionario – e due uomini in divisa, robusti come armadi, fissavano con ostilità la coppia accanto al corrimano, la gamba della ragazza ancora alzata a superarne il bordo metallico. Un uomo e una donna di mezz’età, indicando Piero e la ragazza, sussurravano concitatamente all’orecchio del funzionario. Questi alzò la mano a tacitarli.
"Ho chiesto: cosa succede qui?"
Piero sorrise. "Questa ragazza stava…stava per fare qualcosa di disperato. Ma adesso va meglio."
Il Funzionario spalancò gli occhi, come se non credesse a quello che aveva appena udito. "Ho capito bene? La…signora…stava per eutanasizzarsi e lei l’ha fermata?"
"Ma…certo." Piero appariva perplesso. Alle spalle del terzetto Aldo gli faceva strani gesti, come per invitarlo a tacere.
La voce del Funzionario era gelida come i suoi occhi. "E lei ha osato ostacolare la volontà liberamente espressa di una persona?"
"Ma voleva uccidersi!"
"E con ciò? Non ha tutti i diritti di farlo? Evidentemente ha ritenuto di soffrire troppo per continuare a vivere. O crede di essere inutile. In ambedue i casi, impedirle di interrompersi le funzioni vitali non fa altro che prolungare le sofferenze di un essere umano e causare allo Stato una perdita in tempo e denaro. Questo è inaccettabile. Lei è un pericoloso prevaricatore, un violento."
Piero era incredulo. "Ma cosa dite? E’ una vita, ha valore…"
"Ma certo che ha valore. Per questo per lo Stato – per tutti – sarebbe meglio smettere di pagare quel valore senza avere in cambio niente." Il Funzionario fece un cenno, e i due uomini in divisa afferrarono Piero per le braccia.
Il Funzionario si accostò alla ragazza. "Dimmi cara" le sorrise parlando con voce suadente "hai scritto qualcosa per giustificare il gesto che vuoi compiere? Che ne spieghi i motivi?"
Lei annuì. "Certo, signore. Un testamento. Ce l’ho qui. Dice ogni…"
L’ometto con l’impermeabile annuì. "Allora è tutto a posto." Si chinò è afferrò il piede della ragazza, sollevandolo fulmineamente. Lei ebbe appena il tempo di dire "Ma non…" che, sbilanciata, cominciò a cadere all’indietro.
L’urlo sembrò non finire mai, ma terminò anch’esso, con un tonfo nauseante. Il Funzionario si sporse. Il corpo giaceva molto in basso, sul marciapiede. La gente frettolosa ci girava attorno, senza fermarsi.
"Ma cos’ha fatto…?" gridò Piero disperatamente, trattenuto a forza dagli agenti.
Il Funzionario si permise un sorrisetto. "Ho eseguito la volontà scritta del soggetto. Eutanasia. E’ tutto in regola."
"Ma aveva cambiato idea!"
Il Funzionario fece spallucce. "Le opinioni cambiano, gli scritti restano. Portatelo via."
Mentre Piero veniva trascinato verso l’uscita, Aldo si accostò al Funzionario.
"Mi scusi, dottore, che cosa gli farete adesso? Non è cattivo, solo un pò arretrato…non conosce la Legge."
Il Funzionario lo squadrò freddamente. "La Legge non ammette ignoranza. In ogni caso, da quello che sostiene, il suo…amico…è evidentemente pazzo."
Un lento sorriso, che era quasi un ghigno, gli percorse il volto "E i pazzi sono inutili. Un peso per lo Stato e per la comunità". Battè la mano sulla spalla di Aldo. "Al suo amico penseremo noi. Non soffrirà più."

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 settembre 2006 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. sei in gran forma, Berlic.
    un po’ Orwell un po’ Matrix.
    e, come questi esempi, anche piuttosto profetico.
    non tarderà molto, infatti, che…

  2. staccano la spina…
    sento di morire…
    ma io…
    volevo ancora dire qualcosa…

    P.S. scusa per il delirio

  3. A me ricorda Brazil, un film quasi profetico.

  4. Se si comincia ora, con l’eutanasia legalizzata, si arriverà prima o poi a questi eccessi che a me hanno ricordato, non so perchè, Orwell di “1984”.

  5. Geniale, come al solito.
    Purtroppo molti “progressisti”, paladini dei “diritti civili”, la pensano già come quel “funzionario”, anche se non si esprimono così chiaramente…

  6. Né Orwell né Matrix, Giorgetto.

    Semplicemente Buzzati …
    Prima di evocare qualche intuizione anglofona, apprezziamo i nostri profeti …

  7. ..anche una spruzzatina di PKD direi.

    Lacuna mia, Buzzati non lo conosco, ma penso davvero che meriti un’approfondimento.

  8. in fondo per chi ha una visione materialistica dell’universo, l’uomo non è altro che un “casuale ammasso di cellule”, un numero nel bilancio dello Stato…

    ho ripreso il tuo racconto sul mio blog.
    Ciao.

  9. I modelli li avete proprio citati tutti!
    Brazil è uno dei miei film preferiti. Per la figura del Funzionario e dei suoi accoliti vi ho pensato esplicitamente.

  10. Mio padre è morto a 95 anni, lo ha preso un piccolo ictus, con il quale perse la sola capacità di deglutire, per nutrirlo fu intubato, e tenuto a letto, legato, che altrimenti si toglieva da solo i tubi, non era più del tutto in se, è rimasto quattro mesi a letto, legato, alla fine con un tubo in ogni braccio oltre che nel naso, due giorni prima che morisse gli hanno fatto una trasfusione, che lo ha mandato addirittura in escandescenze, sudava e si dimenava tutto, aveva i valori del sangue troppo bassi…
    Per me, se raggiungo quella età spero di riuscire ad evitare ricoveri, ammetto però che il post di Berlicche mi ha fatto pensare…

    Nada.

  11. Ottimo post.
    Centra la questione, al cuore.

  12. @trumpkin
    grazie per la segnalazione, anch’io sono un po’ carente su Buzzati e questa è uno spunto interessante

  13. MILINGO: SANTO SUBITO!!!

  14. Complimenti! Veramente bello… dice più ‘sto racconto di tanti bla bla.

    Beppe

  15. Ah riporto il tuo racconto sul blog che gestisco http://www.margheritasangiustino.it.
    Spero che non ti dispiaccia troppo…
    Beppe

  16. Naah. Come è scritto a lato, potete copiare di qui quanto volete.

  17. …dalle mie parti questo lo chiamano sensazionalismo.

  18. Se non ti dispiace, ho copiato il tuo post sul mio blog.

  19. …giusto giusto per strumentalizzarlo un po.
    complimenti maquesta, ottima operazione.

  20. Dio mio… o batman, non dirmi più queste cose perché la prossima volta casco dalla sedia, da tanto ridere… chi è che strumentalizza cosa?
    No, no, non c’è bisogno che mi rispondi. Torna pure nella bat-caverna, accendi quel bel cero sotto il crocifisso e non ti preoccupare. Va tutto bene. Shhhhhh.

  21. Oh Diiiiiooooo!!! Giuro che non l’avevo visto che il tuo blog si chiamava davvero BatCaverna!!!!

  22. Bah, a parte tutto… Berlic, mi appello a te. Dici che ho portato il tuo post sul mio blog per strumentalizzarlo? (tieni conto che non ho cambiato neanche una virgola, l’ho solo commentato)

  23. bah, la solita magalomane che pensa di essere tanto colta, evoluta, intelligente, invece ha un cervello piccolo piccolo,
    anche se, udite udite, studia addirittura medicina.

    Accetta un consiglio, sgonfiati, che sennò arrivi in orbita.

  24. :-)))

    e come poteva chiamasi?

    it’s a long story…manco mi piace così tanto batman.

    e del resto “bollapestifera” non è che sia questo granchè.

  25. Bruce….no flame please…
    Maquesta, quello che NON hai fatto è stato confrontarti con il post.
    Hai tentato di squalificarlo partendo da un pre-concetto. Quello che sarebbe stato interessante sarebbe stato un confronto, una spiegazione del perchè lo consideri uno spauracchio irrealizzabile.
    PS: se pensi veramente che sia irrealizzabile, hai mai letto Solzenicyn? il Grossman di “Vita e destino”?

  26. Mi sembra di avertelo spiegato sul mio blog, perché è uno spauracchio irrealizzabile… non l’ho fatto? O devo farlo anche qui?

  27. Da me invece lo chiamano “anticipazione in chiave allegorica di un possibile futuro che, stando a voi materialisti, è più prossimo che mai” :-D

  28. Allora, spetta che riporto la spiegazione qui:

    “[…] la situazione da te descritta, col concetto di eutanasia, non c’entra nulla. Come se io, per descrivere i possibili effetti negativi del cattolicesimo, scrivessi un racconto parlando – che so io? – di un futuro dove ogni bambino appena nato viene immediatamente crocifisso per condividere la passione di Gesù Cristo.”

    Okay così?

  29. lo so Berlic da cristiano dovrei porgere l’altra guancia…visto che non ho iniziato io a fare dell’ironia pesante su di me, ma la tua gradita nuova ospite.

    Però non ho più voglia di farlo.
    La signorina ha preso il tuo post e lo ha assunto come manifesto dei nemici che vuole combattere, che parole sue “soverchiano numericamente” la sua elite di pochi illuminati che “sono ancora in grado di ragionare”, che addirittura “hanno anche capito 1984, non solo letto”.

    Beh, come megalomania e presunzione sta messa bene, complimenti.

    Un delirio insomma.

    E il colmo è che, personalmente, l’idea di mettere fine a delle atroci sofferenze di un malato non mi trova pregiudizialmente contrario.
    Ma per la signorina tutto si risolve in un referendum pro o contro la Chiesa. E nel mettere etichette ai sui interlocutori.

  30. Allora facciamo così, batman… mettiamoci un momento uno davanti all’altro.
    Sinceramente, da dentro di te. Tu non pensi che questa estremizzazione che ha fatto Berlic sia esagerata e fantasiosa?

  31. Come ti ho risposto sul blog, mi pare che c’entri eccome. Se non avessi colpito un nervo scoperto non si giustificherebbe una reazione così scomposta.
    Permettimi di citare qui parte dell’ultimo commento che ho fatto da te:
    “se veramente fai Medicina, ti servirà a poco ignorare il problema, perchè prima o poi probabilmente incontrerai veramente qualcuno solo e disperato che vorrà morire, e dovrei decidere come aiutarlo.
    E allora dovrai rispondere alla domanda che ti ho fatto prima, e decidere chi vorrai essere. Piero, un passante, il Funzionario.”

  32. Oddio… non sapevo di trovarmi davanti uno psicologo… “Se non avessi colpito un nervo scoperto non si giustificherebbe una reazione così scomposta“… cosa mi ha diagnosticato, dottore?

    (Ti prego, perdonami il sarcasmo ma questa proprio mi è scappata!!!)

  33. Uno davanti all’altro?
    Ma che sei n’omo?
    Peccato in foto sembravi carina…

    Per prima cosa, comincia col non storpiare i nomi di chi parla con te,
    miss presunzione 2006.

    Quello di berlic è un racconto.
    Solo un racconto. Un’iperbole. E neanche il primo, visto che ad esempio un autore ben più grandi di lui, di Orwell, di te e di me, come Philip K. Dick, ha scritto romanzi e racconti che dipingono società future in modo iperbolico, semplicemente estrapolando ed estremizzando concetti legati all’attualità del tempo presente.

    Estremizzando, certo. Lo scopo è solo quello di far pensare.
    Fantasiosa? Parecchio. E allora?

    La critica assurda che tu ne hai fatto rivela purtroppo la tua limitatezza e chiusura mentale, permettimi la franchezza.

    Sai che Philip Dick ha scritto un racconto (“Il caso Rautavaara”) ove si estremizza all’ennesima potenza il concetto cattolico dell’Eucaristia?
    Cioè il mangiare Dio?
    Ne viene fatta un’ iperbole letteralmente assurda, capovolgendo le cose, in cui è Gesu Cristo che letteralmente divora i suio discepoli.

    Per qualcuno sarebbe blasfema, ma basta aprire un po la mente, per trovarla geniale.

    Ma lo stesso Dick ha scitto il racconto più antiabortista che io abbia mai letto, “Le pre-persone”.
    Iperbolico, ultra-fantasioso, disturbante.
    Ma geniale.

  34. Maquesta, il problema è che proprio non sai chi ti sta davanti. Presumi che sia o un “baciapile” che brandisce la croce come una mazza ferrata o un ignorante con il cervello all’ammasso.
    Non potrebbe essere una persona come te che ha fatto certe esperienze, anche dolorose, ha visto casi ancora più dolorosi e si è fatto certe domande? E ha dato certe risposte?

    Ma adesso stop flame, please, discutiamo sul merito.

    Da te dici che saresti Piero. Me lo auguro. Riporto quanto da me risposto:
    “Non è affatto ovvio che faresti Piero, Maquesta. Se è così, non capisco perchè ti arrabbi.
    Vorrebbe dire che se un malato con una malattia incurabile dice che vuole morire tu fai di tutto, ma realmente di tutto per salvarlo, e non gli prescrivi semplicemente pillole. Vuol dire che se c’è un paziente con il cervello danneggiato ma che respira autonomamente non sospendi acqua e cibo per farlo morire. Vuol dire che se c’è un neonato con la spina bifida non lo sopprimi. Vuol dire che se c’è un malato di mente non metti troppe pastiglie nella sua cena.
    Ti do una notizia: quello che ti sto descrivendo avviene a poche ore di macchina da qui. C’è chi non fa il Piero, ma il Funzionario.
    E la chiamano eutanasia.
    Qual’è la differenza, Maquesta? buttarsi da un terrazzo o bere un bicchiere, è questa la differenza?”

  35. Ho risposto sul mio blog, così ci togliamo il pensiero.

  36. Mein gott, diavolaccio, come sei caduto in basso…
    E’ così difficile cogliere la differenza tra “diritto” e “obbligo”?
    Un minimo di onestà intellettuale, suvvia…

  37. IO ho ben chiara la differenza. L’esperienza insegna che non è così chiara a tutti.
    O meglio: c’è chi ci è, c’e chi ci fa.

  38. Maquesta perchè chiudi il blog?
    Anche a me queste discussioni stanno portando via molto tempo che potrei dedicare allo studio.
    Purtroppo come scrivi nel blog questa è la realtà: Chi non pensa con la testa del Papa viene considerato un criminale pericoloso.
    Ma non ti scoraggiare le cose stanno cambiando.
    I signori dall’abito talare sono consapevoli della loro prossima fine ecco perchè si oppongono con tutte le loro forze.
    L’ultima loro roccaforte purtroppo è ancora questa nostra nazione a dittatura vaticana. Negli altri paesi molto più avanzati non contano un fico secco.
    Ma il loro tempo oramai è giunto. La scienza la ricerca scientifica, la genetica ecc metteranno fine una volta per tutte alle loro favole.
    Favole che insieme alla minaccia di punizioni eterne sono riuscite a rendere acefalo il popolo per millenni.
    Già ora si rendono conto delle cavolate che hanno sparato in questi millenni e cercano di raddirizzare il tiro eliminando il limbo.
    Ma il popolo oramai non si farà più soggiogare.

  39. Giusto! Com’era già…
    “Avanti popolo…alla riscossa…bandiera rossa…bandiera rossa…”
    Viva Stalin e il progressismo!

  40. utente anonimo

    Pur non essendo così a sinistra mi permetto di spezzare una lancia a favore del popolo russo e di Stalin.
    Un cristianissimo popolo, quello russo che per non essere più servo della gleba, cioè comperato e venduto con le terre o singolarmente come animali, ha dovuto fare la rivoluzione, non solo la rivoluzione contro i suoi principi e re, ma anche contro la chiesa, che come al solito appoggiava lo status quo, considerandoli anch’essa come animali. Provate immaginare come sarebbe possibile che accadesse qualcosa di simile in Italia.
    Nello spazio di una generazione poi, dal medioevo il popolo russo è riuscito ad evolvere, culturalmente e tecnologicamente al punto di fermare le truppe tedesche, perchè disponevano di migliori carri armati e di migliori aerei.
    Non mi pare trascurabile!

    Nada.

  41. utente anonimo

    Ciao a tutti.
    Entro in questo blog che scopro solo oggi per dire anche la mia sull’argomento. L’ingresso è libero per cui ne approfitto. Io ho pensato molto all’eutanasia, e continuo a pensarci, ma sinceramente non riesco proprio ad accettare che in qualche modo sia meglio terminare di vivere piuttosto che continuare la nostra vita così com’è. Per me, se dovesse accadermi qualcosa come rimanere immobilizato a vita, od in coma dichiarato irreversibile, o che la mia vita fosse completamente dipendente dalle macchine… beh! non vorrei proprio avere la possibilità di una scappatoia che permettesse a me, o a chi per me, di decidere di rinunciare a vivere: basterebbe un po’ di debolezza e … poi no si torna più indietro. Certo che sto parlando da persona sana fisicamente per cui non posso argomentare come chi ha vissuto questa esperienza vicino a se, ma riguarda molto anche me, sia personalmente (un domani potrei essere nelle condizioni della ragazza o di Piero), sia per “responsabilità” sociale. E parlo da cattolico, o almeno da uno che sta cercadno di convertirsi. D’altronde nessuno sa come potrà reagire in certe situazioni, e questo vale sia per chi vorrebbe essere “terminato” sia per chi non lo vorrebbe essere…. ed anche qui ci sarebbe molto da dire.
    Ci ho pensato se in quell’occasione potrei riuscire ad accettare di essere
    mantenuto in vita “artificialmente” e nel pensarci mi sono accorto che poi
    le macchine non possono farmi vivere in eterno e che , ognuno nel suo momento, tutti passeremo a miglior vita, indipendentemente dalle stesse (le macchine possono togliere la vita o mantenerla , ma non darla). Ed io è proprio questo momento che non voglio forzare se già c’è Qualcuno che sta pensando a me…. o no?! L’interrogativo poi è sempre quello : ma c’è o non c’è, perché il mondo dice che non c’è, e se c’è che fa, perché sembra non
    accada nulla?! Ma il Capo c’ha un modo tutto suo di operare….
    Certo la sofferenza mette paura, nessuno dice il contrario, ma dicono anche che il volto di Cristo si manifesti nei poveri e nei sofferenti: sarà per questo che il mondo cerca sempre di cancellarlo. E poi pensavo al fatto che moltissime persone sono mantenute in vita dai farmaci, appunto detti “salvavita”, come i diabetici, i cardiopatici e chissà quanti altri, così come ci sono persone che non riescono ad alimentarsi da sole e vengono
    giustamente alimentate artificialmente. Ma se la medicina non si usa per questo a che serve? Tempo fa, ho avuto modo di parlare con l’oncologo che teneva in cura un amico a me molto caro, e mi diceva che per lui lo scopo della medicina era riuscire a guarire o almeno a migliorare la vita restante del paziente (come oncologo mi confessava che le guarigioni erano
    proprio poche) e questo magari permetteva anche di allungarla un pochino. Per me l’accanimento terapeutico deve essere valutato su questi due fattori: quello che ti stanno facendo ti può salvare la vita o può migliorarla? Se si, ben venga, anche se per me potrebbe voler dire restare immobile per tutta la vita dentro un polmone d’acciaio, ma la mia vita verrebbe preservata (se poi è questo che non si accetta allora è un altro discorso); se no, allora è inutile farlo (inutile stare in ospedale se le stesse cure le puoi avere a casa; inutili gli interventi che non possono
    portarti giovamento; etc…). Mi accorgo che c’è un punto in cui mi devo fermare perché non conosco il mistero della vita e non posso giudicare se è giusto o meno tenere in vita “artificialmente” qualcuno O NON tenerlo in vita e, appunto per questo, in questo punto devo cedere il controllo a qualcun altro. Capire fin dove è giusto che io posso arrivare non è una scelta statica ma porta a dover entrare sempre dentro le cose e i fatti
    della vita ogni giorno, ogni momento, ed infatti non se può fare una legge (la legge sarebbe certamente comoda per non pensare al problema). Se fosse anche solo uno il caso in cui non è giusto vivere allora in tutti i casi non è giusto vivere. La mia depressione passata avrebbe potuto essere uno di questi casi. Immaginatevi il primo incontro dallo psicoterapeuta ad esporgli il mio disagio e lui che tranquillamente e pacatamente mi risponde: “Caro T. hai ragione! in effetti la tua vita è ben più che penosa, me ne rendo conto e provo pena per te. PER QUESTO ti consiglio caldamente la “punturina” … In fondo….a che pro continuare così?…. e poi…. chissà per quanto tempo ancora…? invece così ti sciacqui subito dalle
    p_lle e non sei di peso né a te stesso né agli altri…. Sarebbe anche un atto di doveroso e profondo senso civico (…e poi a me darebbero 1.500 euri).Pensaci su!”. Pensate come avrei potuto dormire quella notte!?
    E chissà, magari domani, se passa la legge, mi vedrò recapitare a casa il kit del self-euthanatos (perché hanno rintracciato il mio nome da chissà quale archivio medico) e che riporta sopra la scritta: ….

    ciao
    t.

    p.s.
    perdonate l’invasione

  42. utente anonimo

    Conclusione del messaggio precedente–
    ….che riporta sopra la scritta: ….
    Già, bel progresso….

    ciao
    t.

    p.s.
    perdonate l’invasione

  43. Figurati, grazie a te, t.

    Nada, dovresti proprio leggere “Vita e Destino”, o “Processo a Stalin” di Corti, o Solzenicyn.
    Storicamente quello che dici non sta in piedi. Al momento della rivoluzione la Russia era già una potenza industriale (se non non sarebbe stata una “rivoluzione operaia”, ti pare?)
    Il tracollo della produzione seguito alla rivoluzione e alla guerra civile fu sanato di fatto deportando gente dalla campagne, con i campi di lavoro forzato (gulag) e lo sterminio di una intera fetta della popolazione. Ciò nonostante la Russia avrebbe ceduto di fronte alla Germania se non fosse stato per gli aiuti da parte degli Stati Uniti e alleati (proprio così!) che rifornirono di mezzi meccanici Stalin fino a che l’onda si invertì. I carri armati e aerei russi erano nettamente inferiori a quelli tedeschi (come del resto tutti gli altri).
    E’ tutto documentato.
    E su questo basta così, siamo già OT…

  44. Ciao! Ho letto questo bel racconto e ti chiedo: l’hai inventato tu oppure l’hai trascritto da un libro? Grazie!

  45. Tutto in questo blog è scritto da me, salvo dove esplicitamente indicato.

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