Entopo, cugino di Esopo – Fiaba VI – Cosa rode

Il Re dei roditori tamburellava con le zampette sul sasso che gli fungeva da trono, guardando il suo simile avanzare con uno strano movimento sinuoso. A parte le dimensioni ed il colore del pelo, più cupo nel Re che nel suo suddito, ai vostri occhi i due sarebbero sembrati ammassi di pelo assolutamente identici. Ma d’altra parte voi non siete roditori.

"E dunque, chi sareste voi?" esordì alla fine il Re.
L’animaletto interpellato si rizzò sulle zampette.
"Siamo i Pesci"
Il Re corrugò la fronte. "Pesci? Che strana tribù è mai questa? E perchè vi rifiutate di contribuire allo scavo delle gallerie comuni?"
"Ci rifiutiamo perchè siamo pesci. Come pesci, non vogliamo avere niente a che fare con la terra."
"Non volete…e perchè mai?"
"I pesci sono affini con l’acqua, non con la terra, e quindi non puoi chiederci di scavare gallerie contro il nostro orientamento."
Il Re saltò sulle zampette. "Ma voi siete roditori come me. Siamo uguali dal punto di vista fisico. E i roditori hanno sempre scavato gallerie, se vogliono sopravvivere."
A udire queste parole, Il piccolo mammifero cominciò a muoversi in circolo con veloci movimenti oscillanti. Il Re si rese conto che cercava di imitare le mosse di un animale marino, senza riuscirci troppo. "Potremo sembrare roditori all’esterno, ma la nostra vera natura è di esseri acquatici. Siamo stati attirati dal mare fin da piccoli, ma non osavamo dirlo per paura della mentalità corrente. Ma è ora di uscire fuori, di dichiararsi per quello che siamo intimamente."
Il Re scosse la testa "Mi sembra una follia. Non c’è niente di naturale in questo."
"Niente di naturale? I mari sono pieni di pesci!"
Il Re aprì e richiuse la bocca. "Ma cosa volete dunque?", sbottò.
"Che il nostro essere pesci sia riconosciuto. Ci negano l’accesso alle riserve di semi con la scusa che non li raccogliamo."
"E perchè non li raccogliete?"
"Perchè siamo pesci! I pesci non raccolgono i semi."
"Già, dimenticavo", brontolò il Re. "Ma allora, perchè volete mangiarli?"
"E dovremmo essere esclusi da un diritto di tutti i roditori? Sarebbe discriminazione! O Re, tu vuoi forse discriminarci? Non dice forse la nostra legge che tutti i roditori sono uguali? Vuoi metterti al livello dei predatori?"
"No, ci mancherebbe…"
"E quindi vogliamo che l’attività di nuotare sia riconosciuta equivalente a quella di scavare"
"Ma non hanno niente a che fare!"
"Il roditore di terra scava, il roditore del mare nuota. E’ equivalente. Non immagineresti, o Re, quanti roditori di terra sono in realtà roditori marini che non osano sfidare le convenzioni e i condizionamenti della società…"
"Non immagino, infatti…" provò ad interrompere il Re.
Ma il roditore acquatico continuava imperterrito "…quale di noi non ha immaginato talvolta di nuotare libero? E quanti non sono riusciti a lasciarsi andare per colpa di una sciagurata tradizione? Io non voglio entrare in un buco quando posso tuffarmi tra le onde. Io sogno una società in cui ognuno nuoterà o scaverà liberamente…"
"Basta, basta! Fate quello che volete, per me potete andarvi a gettare tutti in mare!" Gridò il Re, esasperato.
Si prese il capino tra le zampette. "Tra tutti, perchè hanno scelto proprio me per fare il Re dei lemming?"

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 agosto 2006 su Entopo, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Prima che qualcuno me lo segnali, lo faccio io:
    Il suicidio in massa dei lemming è una bufala, vedi http://www.antotranslation.com/eng_htm/dettblog.asp?num=360&lingua=2&pagina=34&currlingua=1

  2. Avessi io il tuo tatto nel descrivere certe cose…

    A proposito, i lemming c’erano già nelle favole: il pifferaio magico.

  3. utente anonimo

    Scrivo un argomento O.T per esprimere un mio personale punto di vista.
    Leggete questo articolo:http://www.novellara.net/prova/index.php?option=content&task=view&id=274&Itemid=2

    Si tratta di una intervista a Vittorio Messori di Michele Brambilla su Libero.
    In pratica come già da tempo io vado sostenendo la guerra in medio oriente va v ista in una prospettiva religiosa.
    In pratica come sempre ho affermato anche se qualcuno mi chiamava troll, isterico, psicotico ecc ecc la gente si ammazza per immaginarie divinità.

    Mr nulla quello vero

  4. Geniale.
    Speriamo che la nostra società non faccia la (presunta) fine dei lemming. La direzione pare proprio quella.

  5. Bellissima. Proprio quello che ci vuole prima di iniziare a lavorare.

  6. “Ma d’altra parte voi non siete roditori”. Un tocco da maestro. Grande!

  7. utente anonimo

    Il senso dell’alienazione

    Da padre Angelo De Liguori
    a Sua Eminenza Cardinal Rupestri.
    Arcivescovado di Perugia.

    Eminenza,
    spero che si riprenderà presto dalla sua rovinosa caduta: per fortuna niente di rotto.
    Sa cosa urlò Santa Teresa d’Avila al Buon Dio quando cadde in un ruscello gelato, a causa di una rottura di un asse di legno? “Quando si vede, Signore, come tratti i tuoi amici non stupisce che tu ne abbia così pochi…”
    Ho parlato a lungo con Padre Balaban e sono rimasto profondamente scosso.
    Avevo letto dei massacri in Croazia ma una descrizione dettagliata sul ruolo dei francescani nei campi di sterminio non l’avevo mai ascoltata. Il mio amico Federico, che si lamenta continuamente dell’esistenza di francescani – cacciatori, nel sentire queste cose resterebbe inorridito.
    Se si organizzano i campi di sterminio immagini se non si possono massacrare i poveri passeri.
    Padre Balaban mi diceva che suo padre, un uomo che detestava Pavlevic, gli aveva raccontato che alcuni francescani, nel settembre del 1941, giravano armati in quelle tristi terre, e in certi casi provvedevano direttamente alle esecuzioni. Padre Balaban mi ha descritto il famoso frate Bozidar Bralow, detto “mitra” che saltellava felice tra i corpi massacrati di 180 scismatici – così li chiamavano – in un luogo chiamato Alipasin – Most e mi ha raccontato dell’ira del cardinale Tisserant quando ha saputo degli attacchi di padre Simic di Knin contro gli ortodossi e le loro chiese e degli orrori commessi dai francescani in Banja Luka e in Bosnia. Lo sterminio è stato grande in Croazia: 490.000 Serbi Ortodossi, 27000 Zingari, 30.000 Ebrei.
    Questi mostri cattolici che hanno infangato il nome della Chiesa distruggendo villaggi, bruciando case, invitavano le bande di fascisti Ustascia al massacro agitando crocifissi.
    Quando penso alla beatificazione di Stepinac ricordo il suo appoggio all’orrendo regime e il suo immondo, diabolico desiderio per le conversioni forzate di massa.
    Alojzije Stepinac, beatificato nel 1998, sapeva tutto e definì lo sterminatore, il suo duce croato, il Poglavnik Pavelic: “un sincero cattolico” e mentre invitava il clero ad essere fedele al regime, il 28 aprile del 1941, 250 serbi venivano massacrati a Bjelovar e cominciavano le danze.
    Il Delegato apostolico Marcone che trottarellava beato tra Zagabria e Roma senza capirci un tubo beveva champagne con il Poglavnik mentre gli Ustascia massacravano.
    Pacelli era, minuziosamente, informato dagli inglesi delle atrocità e sapeva che Stepinac non faceva nulla per frenarle, ma benediceva, allegro, le grandi parate degli Ustascia.
    Il Vescovo di Mostar, Miscic, di cui parlò a Siena Padre Rebaud, è stato tra i più attivi nel recupero forzato degli “scismatici”. Questi prelati hanno ideato con i loro amici filonazisti una pulizia etnica su basi confessionali. Più padre Balaban parlava e più mi sentivo a disagio.
    Il silenzio complice di Pacelli e del suo entourage non mi ha sorpreso; se qualcuno ha il modello della Spagna di Franco o del Portogallo di Salazar conficcato, come una scheggia di vetro, nel cranio perché sorprendersi?
    Certo vivere con Pasqualina Lehnert e le altre due suore non deve essere stato facile, e deve avere inficiato la povera psiche di Pacelli: un po’ va compreso.
    Aggiungiamoci la famiglia: mamma Virginia e papà Filippo e la comprensione per il povero pontefice aumenta. Spesso i volti dicono molto ed essere accudito dai quei dragoni tedeschi deve avere lasciato, inesorabilmente, il segno.
    E che dire del pusillanime silenzio sulla Shoà? Che dire del miserabile calcolo di salvare Roma?
    Questi non sono più i rappresentanti di Cristo in terra, ma grandi acrobati della diplomazia politica, sono fini saltimbanchi dei giochi del potere temporale.
    Eminenza, quello di Pio XII è stato un pontificato nefasto, in linea con la scellerata linea che da Pio IX conduce sino a Giovanni Paolo II, con alcune eccezioni. Wojtyla sarà un Papa pellegrino senza pretese grottesco – faraoniche, ma gratta gratta è un continuatore della vecchia, lacera ortodossia ed un astuto seppellitore del Vaticano II.
    Dicono che i regimi di Papa Doc, di Pinochet, Jaruzelski, Stroessner siano crollati dopo le sue visite, ma io trovo il suo pontificato come espressione del più assoluto assolutismo e della più completa chiusura verso il sogno di Giovanni XXIII che desiderava una Chiesa più aperta e più democratica. Dietro la facciata barocca delle grandi masse adoranti c’è il piedistallo marmoreo dell’Infallibilità. E Wojtyla saldamente seduto sul blocco di marmo.
    E dietro al baldacchino di Wojtyla, la Curia, così profondamente ostile in passato a Papa Roncalli, ha lavorato per umiliare Schillebeeckx, per distruggere Hans Kung, che la sfrucugliava con attacchi continui sull’Infallibilità, per imbavagliare Charles Curran e il Vescovo di Seattle, Raymond Hunthausen e per poi scomunicare il povero Balasuriya che in effetti si era spinto oltre i limiti con i suoi dubbi sul peccato originale.
    Ed eliminando Lei e i suoi amici ispirati dalla “Teologia della liberazione”, Eminenza, con chi vi ha sostituiti il Papa pellegrino?
    Ma con Hans Groer il vescovo ultra conservatore di Vienna, accusato più tardi di pedofilia e con Pio Langhi, con l’ordine di disciplinare la Chiesa Americana (e vedremo con che bei risultati) e con altri conservatori che mirano chiaramente a mantenere lo “status quo”, astutamente protetto da Wojtyla, che pur abbandonando l’immagine faraonica di Pacelli resta comunque legato alla visione vetusta dell’assolutismo papale.
    E gli uomini che come Lei, Eminenza, hanno difeso i poveri e cinguettavano, secondo Ruini, con i Sandinisti ed i rossi, dove sono finiti? Dove li ha relegati il Papa pellegrino? Ma nella pattumiera oscura della storia ecclesiale… non è vero? Si ricorda la scenetta della Messa di Managua?
    Attacca il capitalismo selvaggio? Ma il crollo incontrollabile del Comunismo dove ha portato?
    Dice che il vero liberatore delle masse è Gesù Cristo e non Karl Marx… ma dimentica orrendi secoli di storia… non siamo stati legati al potere dei potenti e dei ricchi, e al mantenimento dello “status quo”, come istituzione, dai tempi di Costantino?
    Ma non poteva vincere Massenzio? Non poteva trionfare il dio Mitra e relegarci nelle catacombe?
    L’altro giorno ho sentito un professore radicale parlare dell’olocausto causato dalla mancata regolamentazione delle nascite e dalla mancata assistenza abortiva.
    Accusava Giovanni Paolo II di responsabilità verso i milioni di morti a causa dell’intransigenza papale. Parlava di un olocausto più grande di quelli causati dai regimi nazisti e bolscevichi.
    Diceva che i bambini che vengono al mondo per questa scellerata ingiunzione papale divengono spesso i donatori forzati di organi per il ricco Occidente.
    Ma Wojtyla non ci sente: ha altre preoccupazioni. Wojtyla crea i santi, canonizza tutti quelli che gli capitano sotto tiro: Pio IX con il suo Sillabo e il suo “Quanta cura”, Pacelli e la sua Shoa, Escrivà de Balaguer e la sua Opus Dei, Stepinac e i suoi Ustascia… beatifica, santifica tutti e ci concede anche Papa Roncalli, obtorto collo, nella sua infinita, polacca bontà. Sì, ci concede il Papa buono ma a patto che ci digeriamo anche la beatificazione del Papa dell’infido, piccolo giudeo Mortara.
    La beatificazione di un Papa che tuonava contro il suffragio universale, considerato una piaga orrenda, che scriveva al Re cercando di frenare l’istruzione obbligatoria, che era contro la libertà di culto. E speriamo che non muoia Andreotti, Eminenza, altrimenti rischiamo di avere un altro santo in questo Pantheon stregato. Wojtyla sta relegando sugli altari larve intrise di antisemitismo, come se la santità comporti solo il vivere austero distaccato da scelte e da atti.
    Monsignor Saraiva Martinse lo ha spiegato in maniera in
    effabile: ciò che contano sono le virtù personali di santità. E lo stesso ha fatto Peter Gumpel, il postulatore della beatificazione di Pio XII: va tutto a gonfie vele, fratelli: ci ha rassicurati. Così avremo il pontefice silenzioso dell’olocausto sugli altari. Eccoci serviti, Eminenza: Roncalli, Mastai e Pacelli nello stesso piatto con contorno di fagiolini. Gli atti non contano ma “solo le virtù personali di santità”.
    Se non altro l’iter di Pio IX è stato tormentato; è dal 1907 che vanno avanti.
    Ricorda quello che affermò padre Sonetti a Modena? Ci disse che aveva sentito più volte ripetere dallo storico gesuita padre Giacomo Martina che quella beatificazione non si doveva fare perché “sconveniente”. Ma dopo l’Olocausto, Eminenza, come si fa a beatificare un pontefice che chiamava gli ebrei “cani che sentiamo latrare per tutte le vie”?
    Come si fa a beatificare il Papa del sequestro del piccolo Mortara, forzatamente battezzato contro il parere della famiglia?
    E c’è stato anche il miracolo della suora francese, ma lei sa, Eminenza, che i miracoli dopo morto li farà anche Maradona.
    Ma vorrei chiedere a Peter Gumpel: se ti sei flagellato per anni ma hai taciuto sulla Shoa e sulla deportazione degli stessi ebrei di Roma come puoi accedere al Regno di Dio?
    Altro che essere beatificato!
    Lo sa Eminenza che l’Alto Comando tedesco a Roma era sbalordito per il silenzio di Pacelli durante la deportazione degli ebrei romani?
    Ricorda quello che disse Padre Mayor riguardo l’intervento del generale Rainer Stahel che convinse Pacelli ad utilizzare i contatti di Padre Pfeiffer?
    Ricorda quello che mormorò, scuotendo la testa: furono Kassel e i tedeschi a dettare la lettera di protesta che firmò il vescovo Hudal, che più tardi si…

  8. Io ci aggiungerei un bella manifestazione del “Fish prode”!

    Ciao
    Corrado

    ps per Mr nulla: ti ricordo che nel 900 (e ancora adesso) hanno massacrato milioni di persone per il dio “scienza e progresso”

  9. utente anonimo

    Mr. Nulla non perde occasione per dire vaccate.

    Lampisterio

  10. utente anonimo

    Spunti per ragionamento Lampisterio, solo spunti per ragionare e confrontarci…

  11. utente anonimo

    O, Lampisterio, preferite lasciar perdere il confronto come tutti i blog linkati qui che consentono il commento solo a chi è autorizzato?
    O meglio ancora preferite lasciar perdere ogni ragionamento?

  12. utente anonimo

    So che parlo con un muro, ma voglio rispondere comunque ai commenti 12/13.

    Se uno rimane anonimo non posso nessun confronto, figurati un ragionamento.

    Se vuoi postare sul mio blog ti crei un nick e ti logghi.
    Se sei tra coloro che ho bannato ho le mie ragioni e non devo renderne conto a te come a nessuno.

    La verità è che tu non cerchi nessun confronto.
    Tu stai sfruttando il blog di Berlicche che è molto letto, per sfruttare la sua visibilità e dire le tue vaccate.

    Punto.

    Lampisterio

  13. utente anonimo

    Lampisterio, certo! le vaccate firmate sarebbero molto più saporite!!!

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