Rivoluzione

E’ il 1789, siamo in Francia.
I filosofi illuministi e i massoni svolgono una costante propaganda anticattolica, creando un clima d’odio.
Per porre rimedio alla crisi economica (almeno come pretesto), il 4 agosto l’Assemblea Costituente sopprime la decima e blocca ogni versamento della Chiesa di Francia a Roma, "per qualsiasi ragione". Il 28 ottobre l’Assemblea "aggiorna" i nuovi voti monastici. Il 2 novembre l’Assemblea decide che i beni del clero saranno messi a disposizione della Nazione. Il 22 dicembre l’Assemblea toglie ai vescovi la direzione dell’insegnamento. Il 13 febbraio 1790 l’Assemblea sopprime i voti monastici e scioglie le comunità religiose. Il 12 luglio 1790 l’Assemblea impone unilateralmente una Costituzione Civile del Clero che riduce di molto il numero delle diocesi e delle parrocchie, sopprime i capitoli, fa eleggere i vescovi e i parroci dalle assemblee politiche, cioè anche dai non cattolici, separa la Chiesa di Francia da Roma ed esige dai preti e dai vescovi, ormai stipendiati dello Stato, il giuramento di fedeltà alla Costituzione.

"A ricercare cause economiche nei fermenti rivoluzionari, si evidenzia invece che la persecuzione amministrativa della Chiesa aveva come obiettivo non secondario il ridurla ad entità solo «religiosa» (nel senso più sterile del termine), sentimentale, intimistica, in odio alla materia (e pertanto spiritualistica e pauperistica).
Improvvisamente, rei di una gestione totalmente fallimentare dell’economia statale e ideologicamente avversi al cristianesimo non incasellabile in detti termini, i rivoluzionari credono di risolvere tutto spogliando la Chiesa dei suoi beni (più leggendari che reali), a favore di pochi speculatori. Oltre a non ottenere neppure lontanamente i risultati sperati, questo incameramento impoverì ulteriormente la Francia perché privò la Chiesa non solo del superfluo ma anche del necessario per curare, oltre al culto, anche l’educazione e l’assistenza."

Il pontefice Pio VI diffida i vescovi e i parroci francesi dal prestare il giuramento. Una minoranza di vescovi e un buon numero di parroci aderiscono alla Costituzione civile del clero e prestano giuramento, ma una maggioranza obbedisce agli ordini del pontefice e rifiuta di giurare. Cominciano presto a manifestarsi atti di violenza contro i parroci ostili alla Costituzione civile.

"a Bordeaux, i monconi sanguinanti dei sacerdoti massacrati e fatti a pezzi vengono trascinati per le strade, branditi in cima a picche attraverso le finestre semiaperte dei cittadini e sospesi come decorazioni lungo i pubblici passeggi."

"Venne reclutata tra le famiglie borghesi una compagnia di bambini che venivano adibiti a fucilare i prigionieri nel cimitero di Saint-Etienne. Si procedeva a quindici o venti per volta, e se gli apprendisti carnefici miravano male, si ricominciava da capo, come alla fiera"

"In una chiesa si squartano numerosi di questi infelici a colpi di picca per poi finirli con il fucile, altrove vengono sterminati con un fuoco di fila, come si farà nei mesi seguenti ad Avrillé, nei pressi di Angers, davanti a fosse in cui duemila «sospetti» e «sospette» cadono come birilli prima di essere finiti a colpi di baionetta e con i calci dei fucili."

Queste efferatezze sono quasi niente confrontate a quelle che verranno compiute nella regione della Vandea:
«A Montournai, alle Epesses e in numerosi altri luoghi… il generale Amey fa accendere i forni e, quando sono ben caldi, vi getta le donne e i bambini»

Robespierre, nel maggio 1794, propone un decreto sul culto dell’ «Essere supremo» perché per legge sia stabilita la sostituzione della fede cristiana con una filantropica religione dei valori. Tale decreto sostituisce le preghiere e i riti cristiani. Qualsiasi altro culto deve essere represso.

Dal Decreto:
"Atto di carità o d’amore. Rappresentanti del popolo francese, io amo la Costituzione che m’avete dato, perché essa è infinitamente giusta e ragionevole; sì, mi sento infiammato dal sacro fuoco della Libertà. L’amo con tutto il cuore, l’amo con tutta l’anima; l’amo sovranamente e per l’amore che vi porto. Non voglio che la Costituzione, nessun’altra Costituzione, nemmeno una modificazione della Costituzione. Amo anche mio fratello d’armi e mia sorella nel patriottismo come me stesso, e li amo per amor vostro e della Costituzione; confermate in me queste sante risoluzioni e fate sì che non abbiano a cambiare mai."
"Ogni dieci giorni ed anche ogni cinque giorni, verso le ore 10 del mattino i partecipanti al culto sociale si riuniranno in un locale idoneo, scelto a questo scopo. Oggetto di questa riunione sarà quello d’onorare l’Essere supremo e di rianimare in tutti i cuori l’amore della patria, che è l’elemento essenziale di questo culto."

"Il Popolo, il solo Popolo è la sorgente dei poteri tutti civili e religiosi. A lui solo tocca eleggere i suoi Rappresentanti nella Curia egualmente che nella Chiesa. I non eletti da lui sono tutti illegittimi ed intrusi, cominciando dal vescovo di Roma fino al più piccolo parroco del più oscuro villaggio"

Nell’agire contro la Chiesa i rivoluzionari si sono sempre presentati come chiamati a purificarla. Dalle ricchezze, dagli anacronismi, dalle ingiustizie, dal celibato, sembrava che tutti i problemi della Chiesa avessero bisogno di un intervento esterno (cioè statale) che, ovviamente, doveva partire da categorie che proprio religiose non erano. Ridurre la fede a un elenco di valori e di culti implicava necessariamente una burocratizzazione della Chiesa: le «virtù» rivoluzionarie si riducevano (e riducevano la Chiesa) ad un moralismo «patriottico» asfissiante ben lontano dalla Libertà che andava predicando, ed alternativo (fino alla violenza) a quella che era la fede cattolica di gran parte del popolo francese.

Solo nei massacri interni la rivoluzione causò circa 600.000 morti.

The arguments of tyranny are as contemptible as its force is dreadful
Gli argomenti della tirannia sono disdicevoli come la sua forza è terribile.
(Burke)


"La celebrazione in onore dell’Essere Supremo"

Fonti:

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 aprile 2006 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Utilissimo post, sopratutto le fonti da spiattellare in faccia al prossimo che mi viene a fare le storie su cacce alle strghe e galilei vari.

  2. Ma siamo sicuri che era il 1789. Per l’ultimo periodo mi sa che hai sbagliato data, sembra un’Ansa di qualche giorno fa.

  3. Oggi non c’è + bisogno di essere così sfacciatamente truci. Meglio uccidere le coscienze e non i corpi, mettendole in gabbie dorate di relativismo.

  4. Si comincia con il relativismo filosofico, da enunciarsi in comodi salotti sorseggiando un liquore o scivendo un articolo da fare leggere alle signore; si finisce con le teste in cima alle picche.
    Alcuni di quei filosofi (e in effetti, a leggerli, sembrano presi di peso da radicali.it) si sono resi conto del loro errore solo quando hanno appoggiato la testa sotto la ghigliottina. O forse neanche allora.

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