Giovinezza e amore

Fatevi un favore, ed andate a vedere "Il castello errante di Howl" (Howl’s Moving Castle, Hauru no ugoku shiro) mentre è ancora nelle sale. Non so quanto ci resterà, ancora una volta la distribuzione italiana è abbastanza penosa, ma vale la pena andarlo a cercare finchè c’è. Il film è stato pensato per "una bambina di sessant’anni", quindi portateci la famiglia. A mia moglie è piaciuto moltissimo.
Che io sia un fan di Miyazaki, il creatore della pellicola, è noto: ho recensito su questo blog (qui e qui) i suoi due film precedenti. La settimana scorsa gli han dato il Leone d’oro alla carriera, forse vergognandosi di non avere trovato il coraggio di assegnarglielo per un suo film come invece avevano fatto al festival di Berlino. Ma il consiglio ve lo dò come persona: è un’esperienza visuale magnifica, una storia splendida, una fiaba commovente ed appassionante. Chi trova una cosa bella lo dice agli amici, e io ve lo dico in maniera che anche voi possiate goderne.

Ancora una volta, non è Disney. Niente buonismi. I panorami alpini, le città brulicanti di vita, il fascino dei colori e delle musiche fanno da contraltare all’orrore (non mostrato, ma intuito) di una guerra combattuta con le corazzate aeree e la magia. E’ come se Miyazaki avesse ricapitolato in un solo film tutte le tematiche che gli sono più care: macchine volanti, spiriti buoni e cattivi, pace, natura e ragazze intrepide.
La giovane Sophie vive una vita contratta su se stessa, senza amore, e quando per magia viene trasformata in una vecchia decide di scappare e nascondersi. Con il tempo capirà che fuggire – in un altro luogo o in sè stessi – è quello che ci fa essere vecchi: e che siamo giovani quando amiamo, e diamo. Il che è una verità che ho visto tante volte, su me stesso e su tante persone intorno a me. Che possono avere ottant’anni ma avere il cuore di un ventenne (o viceversa). "May you stay forever young", diceva Bob Dylan qualche anno fa in una delle sue più belle canzoni. Avere il cuore per sempre giovane…difficilmente ce lo diamo da soli. Occorre un incontro con qualcuno che ti mostri come, oltre le quattro mura in cui di solito lo teniamo rinchiuso, esista qualcosa di più vasto; e che i sogni bisogna viverli, e lottare perchè si realizzino prima che ti si avvizziscano nel cuore.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 settembre 2005 su gusto e disgusto, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. sono una fan accanita di Miyazaki e non appena trovero’ un momento andro’ a vederlo. Se mi sara’ impossibile sbolognare la piccolina per un paio d’ore ai nonni, lo prendero’ in dvd :)

  2. Mio figlio penso sia uno dei pochi bambini italiani che hanno visto tutti i film di Miyazaki, compresi quelli che ahimè sono solo in giapponese. Quando aveva tre anni vedeva “Totoro” a raffica, e andava in giro correndo e gridando “Miauuuu! Sono un gattobus!” (Se non siete fans di Miyazaki e non conoscete quella meravigliosa favola che è Totoro, aspettate che finalmente lo pubblichino anche in Italia, poi capirete).
    Comunque, è talmente ricco di particolari e colori che all cinema penso renda dieci volte tanto.

  3. sarebbe curioso conoscere le reazioni dei compagni di asilo a un Miauuuu!…. :)
    a parte gli scherzi, non sarà mica un caso che l’autrice del romanzo da cui è tratto “Howl” sia un’ex alunna di Tolkien e CS Lewis?!

  4. No, non mi dire volevo andarlo a vedere proprio ieri , rimedierò al più presto. Se penso a cosa mi è toccato vedere al suo posto..voglio avere la non democratica decisione finale sui film da condividere con gli amici! ;-)

  5. A casa mia non si può citare Miyazaki se non dicendo “il maestro Miyazaki”. Mia moglie e mia figlia sono state a vedere il film il giorno dell’uscita. Il tuo ricordo della canzone di Dylan è molto commovente per me “May God bless and keep you always…”. L’ho suonata, tanto tempo fa, al matrimonio di due amici, con tanto di armonica (pensa…)! Fra i cartelli che issavo quando Dylan venne a Bologna al concerto col Papa, ce n’era uno con scritto “Forever young”…

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