I bimbi sospesi

Mi pare di sentire un pianto angoscioso. Migliaia di vite sospese, congelate, nel buio di un frigorifero.
I bambini sono tutti diversi, chi è padre o madre lo sa. Ognuno è una preziosa gemma, unica.
Mi ha impressionato un servizio televisivo su una famigliola felice, o apparentemente tale.
Due figli nati da embrioni crioconservati, ancora dieci in freezer.
Mi chiedo come fanno quelle persone a guardare i loro bimbi e a non domandarsi: come saranno quegli altri, quelli in attesa, quelli sospesi?
Di che colore avranno i capelli? A che età metterebbero il primo dentino?
Probabilmente non lo sapranno mai. Quegli embrioni avvizziranno, moriranno poco a poco o rapidamente. Non giocheranno mai.
Chi è padre, chi è madre lo sa. Il dubbio, poi la certezza, e la gioia: "Aspettiamo un figlio".
Un padre, una madre, amano subito. Dal primo momento, non al quattordicesimo giorno, non al quinto mese, non alla nascita. Amano tutto. Se lo guardano, quel bambino: "Aspettiamo un figlio".
Se si guarda solo se stessi si ama solo se stessi. Se si guarda un figlio, fosse anche il più deforme dei figli, lo si ama.
Per come è debole. Per come è piccolo. Per come ha bisogno del padre e della madre.
So quel che dico.
Accade.
Nel buio freddo ce ne sono tanti. Che saranno venduti, che saranno perduti.
Una legge per difendere il debole, così è nata la legge 40.
Ma per qualcuno il debole deve solo essere usato.
Staremo dalla parte del più forte?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 8 giugno 2005 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Caro Berlicche,sono un padre di 5 figli,quindi puoi capire,quanto condivida le tue preoccupazioni su quei bambini,nel limbo del congelatore.In questi giorni di pazzia collettiva(in cui la maggior parte pensa di essere libera di avere un figlio,come e quando vuole)l’unica mia risposta è stata la Preghiera.Strano per uno come me,che gli amici definiscono un cattolico integralista,questo atteggiamento,strano perchè è dal febbraio del 2004 che seguo il dibattito e gli interventi di tutti sull’argomento,e non sono uno che tace di fronte a queste o altre cose che riguardano la vita e la fede.Però di fronte a tanta malafede e ignoranza sull’argomento, e dopo avere picchiato e rimbalzato sui muri di gomma della mentalità dominante,ho deciso di lasciare in Mani più grandi questo ennesimo crimine del mondo di oggi.Questo è quello che ci resta da fare,(in questo momento particolare)oltre ad offrire la nostra vita per l’opera di un ALTRO.Un abbraccio MAURO57

  2. Ottimo anche questo, Berlic. ;)
    Friedrich

  3. utente anonimo

    Questa è la lettera di risposta ad un amico che voterà:
    Caro XXXX,
    ho trovato poco fa su un sito una citazione che condivido relativamente al prossimo referendum:

    “Noi diamo una indicazione di astensione attiva, consapevole, forte. Non è un modo ipocrita di nascondere differenze di posizione interne, non è alchimia politica di bassa lega, non è un modo per non scegliere, per neutralità o equidistanza, o per confondere le idee. E’ un preciso modo di scegliere e di indicare una posizione.
    E’ proprio per questo che nei referendum abrogativi di leggi vigenti è richiesto il superamento del quorum. Per evitare che si decida sulla base della prevalenza di indicazioni di voto di una minoranza della popolazione. Per consentire di esprimere una precisa scelta, una volta non condiviso il referendum….L’astensione attiva è una espressione di voto, che evita il pronunciamento qualora si consideri inadeguato o sbagliato sia il voto positivo che quello negativo”.
    “Se un referendum è sbagliato non possiamo che augurarci il suo insuccesso e far mancare il quorum”. (P. Fassino)

    Francamente ho sempre votato ai referendum chiedendomi però una cosa: ma quanto so io veramente in materia di ciò che sono chiamata a votare?
    Il più delle volte o sono argomenti difficili o sono delicati, dove se noi che abbiamo già una certa cultura e preparazione non siamo del tutto preparati , figuriamoci la maggior parte della gente (ovviamente lo dico con rispetto).

    Sostengo semplicemente (e anche Kant lo diceva) che la vita umana deve essere considerata un fine e mai un mezzo, allora l’astensione è sia una forma per affermare che temi come questi non vanno messi ai voti, sia (brutalmente) una via per far saltare il quorum. Qualora il referendum passasse certamente mi aspetterei ovviamente la maggioranza di SI’ e a quel punto non mi stupirei più di tanto.
    Sarà curioso invece vedere la reazione degli italiani, sia di fronte alla delicatezza del tema, sia di fronte allo strumento referendum.

    Da ultimo ti aggiungo solo una cosa: al di là di qualunque opinione morale e/o di fede mi ha veramente colpito vedere i freezer dove vengono tenuti gli embrioni.
    Sai un conto è decidere se avere o meno un altro bambino che non esiste ancora, ma sapendo che quegli embrioni congelati sono dei piccoli Marco, Simona, ecc. tu cosa faresti?
    Li lasceresti lì? Deve essere una scelta molto difficile.
    Forse è bene non forzare troppo la mano a Madre Natura….

    Buon lavoro e a presto.
    M.B.

  4. In posizione purtroppo minoritaria sui blog, mi sono espresso anch’io sul tema referendum

  5. utente anonimo

    Ma per qualcuno il debole deve solo essere usato. Staremo dalla parte del più forte?

    NO, CAZZO!

    Io e ben oltre il 50% dei cittadini italiani (dicesi “maggioranza”) abbiamo dimostrato col referendum che tutti insieme stiamo dalla PARTE DEL PIU’ DEBOLE.

    E’ stato un nuovo ANTAGONISMO paradossalmente dimenticato da chi aveva un tempo fatto dei diritti umani la propria battaglia.
    Siamo più a sinistra della sinistra che propone il referendum e tratta la vita come un “meccanismo di produzione”. E ugualmente siamo più a destra di certa destra che semplicemente se ne frega e pensa solo al business e alla convenienza.

    Noi siamo CONTRO.

    CONTRO il desiderio del singolo che per rispetto della persona (quella più forte, eh già …) deve essere smisurato: l’embrione è mio e ne faccio quello che voglio io; l’embrione è come un prodotto che acquisto all’ipermercato se mi va bene lo tengo se no non compro se compro e non mi garba lo butto.

    CONTRO la banalizzazione della vita umana. Io sono io. Tu sei l’altro me. Io conto tantissimo perché sono io. Tu conti tantissimo perché sei l’altro me.
    Anche se puzzi, anche se non ti posso sopportare e mi fa schifo la tua vicinanza, anche se magari in qualche modo ti farò fuori bang bang.
    Ma tu sei l’altro me, quanto meno qualcosa (o qualcuno?) di importante.

    CONTRO la cultura dei paesi consumisti-liberalisti basati sulla tecno-scienza e sul potere del business (USA, Inghilterra, alcuni paesi asiatici). Abbassano la sensibilità per la vita, rendono l’essere umano un numero, un oggetto, un elemento meccanico di un sistema (economico, sociale). You’re in, you’re out.
    Essi sono la “cultura ok” per il futuro dell’umanità? PAURA

    GLI ITALIANI CON IL REFERENDUM HANNO PRATICATO UN ANTAGONISMO NUOVO RISPETTO ALLA CULTURA DOMINANTE CHE PROPAGANDA AD ALTA VOCE BEN ALTRE IDEE.

    Di solito gli antagonisti sono una minoranza, ora invece fanno maggioranza.
    Promotori dei referendum, mi dispiace per voi ma fatevene una ragione:
    CONTROMANO CI SIETE VOI.

    Giorgio

  6. Gli intenti sono giusti, ma personalmente ho un diverso approccio:
    io non sono contro il più forte, io sono PER il più debole. Altrimenti il rischio è di spostarsi più giù di quelli che stanno in basso ;-)

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