Nuoce gravemente
Quando venne introdotto in Russia, subito dopo la Rivoluzione d’Ottobre, provocò tali e tanti danni al tessuto sociale che poco tempo dopo fu abolito. Nei paesi dove vige le dannose conseguenze sono ben visibili. Esistono numerosi studi che ne evidenziano le nefaste conseguenze su chi lo pratica e chi lo subisce a breve, medio e lungo periodo.
Di cosa stiamo parlando? Del fumo, dell’amianto? No, stiamo parlando del divorzio breve che, zitti zitti, si sta lavorando per introdurre nella nostra legislazione.
Non ne avete sentito parlare? Nemmeno io. Forse si è concentrati troppo sull’economia e si sono perse di viste queste notiziole secondarie.
Eppure anche di economia si tratta. Non è forse vero che il solo motivo per cui non abbiamo ancora dato il giro, come la Grecia, è che le nostre famiglie risparmiano tantissimo? Che insomma il modello familiare italiano è il solo salvagente che ci ha impedito di collassare?
Quelli che ho descritto sono fatti, non opinioni. Eppure il divorzio breve viene descritto, da coloro che ne vorrebbero l’introduzione in Italia, come una “conquista di civiltà”, un passo necessario per portarsi al livello degli altri paesi. Ma, negli altri paesi, che effetto abbia avuto nessuno se lo chiede.
Forse si vuole solo acriticamente imitare modelli altrui senza chiedersi se siano effettivamente buoni. Oppure, e il dubbio viene, c’è sotto qualcosa di più maligno. Rendiamo più semplice divorziare, si dice, svalutiamo un altro po’ questa famiglia che mette sempre il bastone tra le ruote.
Sì, perché l’uomo solo è molto più facile da sottomettere, da piegare agli interessi, economici e non solo, dei potenti di turno. Che cercano di convincerci in tutte le maniere che non esiste stabilità, che non esiste fedeltà, che questo desiderio di amore vero che abbiamo è solo un’illusione.
Sembra talvolta che la sola stabiltà ad essere intoccabile sia il posto di lavoro, e non la compagnia familiare. Mi sfugge la ragione per cui coloro che vogliono rendere impossibile ad un datore di lavoro mandare via un proprio dipendente siano gli stessi che si battono perché sia il più semplice possibile dare il benservito alla propria moglie o al proprio marito.
Quali siano i disastri del divorzio lo vede chi lavora in ambito educativo. Lo si vede sui figli. Lo si vede sugli amici. E’ una mentalità che si diffonde perché c’è chi ha interesse a diffonderla. Chi della stabilità, chi dell’amore ha deciso che si può fare a meno.
Ieri sera ho visto un film di ottant’anni fa. Tutti fumavano allegramente. Poco per volta si è capito quanto faceva male, quanto costava. Nei film di oggi nessuno fuma, quello che tutti praticano è il sesso senza legami. Quanto passerà prima si riconosca che anche quello “nuoce gravemente”?

Pubblicato il 28 febbraio 2012 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 20 commenti.


Toh, abbiamo fatto quasi contemporaneamente due post, in un certo senso, collegati.
Per quello che ho visto, iniziano ad accorgersene nei paesi dove il divorzio e il free-sex la fa da padrone da tempo… gli stessi anti-tradition inziano a cheidersi:ma è possibile che non esiste l’amore vero? Perchè continuo a cercarlo? Ed il tarlo buono del dubbio inizia a scavare…
Non dico che tutto ciò va preso sottogamba ed accolto come se niente fosse, ma secondo me si stanno preparando tanti eserciti di “tarli buoni”.
E qui siamo ancora una volta sul difendere il concetto che l’erba è verde…
Il parallelo coniuge-datore di lavoro sarebbe da farci una serie di manifesti.
Tempo fa dicevo: ma perchè da una moglie/ragazza non si sopporta e si pretende (fino al punto di rompere), ed invece la stessa persona considera indiscutibile chinare il capo, fare la persona seria, ma anche subire di tutto, se si tratta di lavoro?
La tua considerazione che vede le cose dall’altro lato, e che oltretutto coinvolge considerazioni politico-legali, è ancora più pregnante e diretta.
Secondo me il problema con il tuo post è che il “divorzio lungo” (tre anni di riflessione obbligatori) non funziona, o almeno così mi pare dicano le statistiche. Nel senso che nessuno “ci ripensa”.
Quindi mi pare assurdo attribuire a leggi che vogliano modificarlo effetti distruttivi sulla società.
Semplicemente, è una perdita di tempo, un mucchio di carte in più e più soldi in avvocati.
Siccome non ho studiato il problema approfonditamente potrei sbagliarmi… però mi pare che tu abbia l’onere di dimostrare che l’attuale legislazione disincentivi effettivamente il divorzio.
“Non è forse vero che il solo motivo per cui non abbiamo ancora dato il giro, come la Grecia, è che le nostre famiglie risparmiano tantissimo? Che insomma il modello familiare italiano è il solo salvagente che ci ha impedito di collassare?”
In realtà, la Grecia è una società molto più tradizionalista dell’Italia, con risparmio privato piuttosto alto in rapporto al reddito pro-capite, dove la grossa parte di economia che non dipende dal pubblico servizio è costituita da piccole imprese a conduzione familiare.
P.S: dando una rapida occhiata a questo documento (http://www.ds.unifi.it/prin2004/contributi/Ferro-Salvini.pdf) sembra che in Italia il tasso di divorzi sia simile a quello di altri paesi dell’area mediterranea, come Spagna, Portogallo e Grecia, dove però il “periodo di ripensamento” non esiste (vedi pagina 8).
P.P.S. non mi pare che sia un modello positivo quello dei film in cui nessuno fuma (o solo i personaggi molto cattivi): semplicemente, non è realistico. Rientra nella categoria delle convenzioni hollywoodiane che fanno più che altro ridere, come il fatto che tutti i personaggi femminili importanti sono donne attraenti, magre e di età compresa tra i 22 e i 35 anni o che le macchine esplodono invariabilmente quando cadono da una scarpata.
Quente, ma sei sicuro di avere letto bene? I dati della ricerca che hai linkato indicano esattamente il contrario di quello che affermi e mi danno invece ragione. Nel documento i divorzi in Italia sono nettamente inferiori al resto d’Europa (cfr tab 3 pg 7); quando, nel 1987, si è passati da 5 anni agli attuali 3 si è avuta un’impennata dei divorzi (fig.3 pg 12); le separazioni restano molte di più dei divorzi.
E poi, scusa, non è ragionevole che prima di intraprendere qualcosa di complicato ci si pensi bene? Sulle strade esistono i dissuasori che impediscono che le auto sfreccino a 100 all’ora per impedire di investire i bambini. Se si potesse agire sul’impulso del momento quanti matrimoni finirebbero alla prima litigata!
Circa l’indebitamento familiare, quello greco stava al 41% del PIL quando quello italiano era al 30, bassi comunque. Ma che sia stato il risparmio privato a salvarci (per adesso) non lo dico certo solo io.
Per il modello dei film, invece sono relistiche trame in cui tutti si accoppiano con tutti in allegria? Se mi guardo attorno la normalità mi pare altra; ma quando avrai convinto una ragazza che non c’è niente di male a tradire il marito con tutti perché “quel personaggio” faceva così non otterrai più felicità. La vita non è un film.
E negli anni ’60 fumavano tutti.
Cara NiteOwl, ne discutevo ieri sera con un certo sacerdote. Lui diceva che forse ormai dobbiamo fare come era un tempo tra i pagani, dove ci si convertiva perché si vedeva che il modo cristiano di vivere era effettivamente migliore; e quindi lasciar perdere le battaglie di retroguardia. Io ho ribattuto che nel frattempo però c’è chi soffre, e se riesco a trattenere il nemico per un po’ a soffrire saranno meno.
Mi pare che sulle corna nei film abbiamo già discusso… a me pare che nei film mainstream di Hollywood i tradimenti coniugali sono rari e sono tutti condannati, e idem nei telefilm (salvo quelli per un pubblico più maturo tipo i prodotti HBO).
Per quanto riguarda i dati: sì ho visto che nel nord Europa ci si divorzia molto di più (però, ho letto da altre parti, il tasso di infedeltà è più alto da noi!), difatti il confronto va con società culturalmente più simili alla nostra come spagnoli, greci e portoghesi. I loro tassi di divorzio sono paragonabili ai nostri, anche se mancano i “dissuasori”.
Io non contesto che la famiglia abbia un ruolo sociale importante, ma che serva il “divorzio lungo” che alla fine della fiera sono solo soldi in più per gli avvocati.
Tra l’altro: proprio il fatto che la famiglia abbia un ruolo anche economico al di là della procreazione è un argomento spesso usato da chi vuole allargare il diritto familiare a coppie non convenzionali (ad es. omosessuali)… butto lì la provocazione.
“Mi pare che sulle corna nei film abbiamo già discusso… a me pare che nei film mainstream di Hollywood i tradimenti coniugali sono rari e sono tutti condannati, e idem nei telefilm (salvo quelli per un pubblico più maturo tipo i prodotti HBO)”.
Cosa intendi per “pubblico più maturo”?
By the way, Mad Men non è HBO è lì… fumano tutti…
Nell’anno duemila, Quente, il tasso di divorzio per l’Italia era al 7, in Portogallo era al 26 e in Grecia al 18. Dopo è anche peggio. Tre volte e passa è “paragonabile”? Non mi sembra tanto. Certo che sono meno degli altri, ma la differenza è comunque notevole.
Che differenza fa 3 o uno nella parcella degli avvocati? Non è che lo mantieni per tutto il tempo. Il costo è esattamente lo stesso.
Facciamo un attimo il conto di quali siano i film e telefilm in cui i protagonisti aspettino a consumare dopo essere legittimamente sposati, non si tradiscano e non si separino dopo un po’. Anche HBO a parte.
MI viene in mente solo “il gladiatore”…
La famiglia mette da parte perché ha dei figli, una discendenza a cui pensare. Esattamente, una coppia omosessuale a chi lascia il proprio?
Non ho mai letto una statistica su quante siano le coppie che dopo il divorzio tornano insieme, per la mia esperienza non dovrebbero essere poche, qualcuno ha dati più precisi?
Di nuovo, non ho avuto il tempo di studiare la questione in maniera più approfondita.
Il discorso del costo degli avvocati è per la distinzione tra separazione legale e divorzio (che c’è anche in altri paesi, dove però non c’è l’obbligo di far passare del tempo), quindi ammetto che la riforma in esame da quel punto di vista non cambierebbe niente.
Su quanto dici tu del fatto che in Italia non tutte le separazioni esitino in divorzio: questo non vuol dire che le persone che sono solo separate e non divorziate tornino insieme!
Difatti, guarda caso, il nostro tasso di divorzio è UGUALE a quello spagnolo, dove c’è anche la differenza tra separazione legale e divorzio, ma SENZA l’obbligo di attesa!
In sostanza il disincentivo a divorziare (per coppie che comunque sono separate definitivamente) viene dai soldi dell’avvocato… non dal divorzio lungo o breve.
Se uno ci ripensa, può ripensarci anche dopo un divorzio. In sostanza, secondo me il discorso dei 2 o 3 o 5 anni di attesa è puramente ideologica.
Per quanto riguarda film e telefilm: quando parlo di differenze di pubblico il discorso è presto fatto. Se si dice la parola “fuck” o vengono ripresi dei capezzoli femminili, stiamo parlando di un film per pubblico limitato (le produzioni americane vanno a compartimenti stagni). Nei film e telefilm mainstream l’infedeltà coniugale è sempre connotata molto negativamente. Poi ovvio che ci sono storie di corna: qualcosa bisogna mettere nelle trame! E’ come per i telefilm di polizia, i poliziotti sono coinvolti in sparatorie tipo ogni puntata quando nella realtà questo succede molto raramente (unica eccezione che mi viene in mente, di altissimo livello, è “The Wire”: in cinque serie i poliziotti protagonisti tireranno fuori la pistola forse tre o quattro volte).
Ci sono argomenti dinanzi ai quali viene difficile discernere se si è favorevoli o contrari, e questo post, nell’ambito indagato, chiarisce entrambe le facce della medaglia con ragguardevole efficacia! Mi ha fatto ricordare la vicenda del tagliagole inglese di nome William, che compiva una giustizia totalmente sommaria avvalendosi di un affilatissimo rasoio, col quale recideva in un colpo solo le giugulari di quelli che credeva i nemici giurati del popolo! Anche lì arduo decidere da che parte stare, o no?
Quente, il salto in Italia quando si è passati da 5 a 3 anni parla contro la tua tesi. In Spagna, il divorzio breve introdotto nel 2005 ha raddoppiato il numero di divorzi.
Circa il fatto che il tempo sarebbe solo ideologicco, mi permetto di dissentire vigorosamente. Non ho statistiche, ancora (mi spiace don Fabio), ma l’esperienza mi insegna che ci sono. E, come ognuno sa, è più facile incollare cose che si stanno per rompere che riaggiustarle dopo che si sono rotte.
Tra anni possono raffreddare ua sbandata dovuta al calore. Lasciare che la ragione e altro si riaffermino.
Negativamente l’infedeltà? Più o meno. Ma è proprio l’atteggiamento verso l’atto sessuale e il matrimonio stesso che fa “cascare l’asino”. Ripeto ancora: quali sono gli esempi recenti di coppie che decisono di sposarsi e nella fedeltà e astensione vanno al matrimonio, Twilight a parte?
Sono d’accordo, credo che le coppie divorziate che tornano a stare insieme siano parecchie e per i motivi più vari, anche non molto nobili come quello economico.
Per questo mi sembra autoevidente che un supplemento di riflessione può solo venire a vantaggio di tutti.
Mi viene in mente quello che diceva un amico tornando dalla moglie dopo dieci anni di separazione: “a lei la conosco e lei mi conosce, con lei non devo fingere, giochiamo ad armi pari”. Chi oserebbe dire che questo non è amore? Ma lui ha avuto bisogno di dieci anni per capirlo…
Berlic, mai detto o pensato che non si deve trattenere il nemico :P
Non ho scritto a caso “non va preso sottogamba”… cioè non van fatte spallucce e dire “vabbè tanto poi se ne accorgono della ca**ata che fanno”.
Se vuoi, il mio è un voler dare speranza. Un extra a quel che dici.
Ero ben lontana dal dire “stai dicendo fesserie/perdendo tempo”.
C’è chi come te può combattere il nemico.
C’è chi come me può “solo” provare a contrastare gli effetti dell’azione del nemico, nelle retrovie stando accanto ai feriti.
Ad alcuni feriti va mostrata L’Alternativa.
Da altri feriti invece si può apprendere ancor di più il valore di quell’Alternativa… insomma, spero non doverti ricordare l’inferno della separazione+divorzio che sta passando, contro la sua volontà, una delle mie più care amiche e quanto proprio questa sua esperienza mi stia insegnando molto sul valore del matrimonio.
La prossima volta scrivo in inglese, magari riesco a farmi capire :P
No, no, scusa NiteOwl, la colpa è mia…il tuo commento l’avevo capito ed era giustissimo, ma ero andato “avanti” con il ragionamento per mie terre.
Stavo scrivendo giusto su quello (un pezzo che dovrebbe uscire prossimamente) e ho fatto mischione nella testa. Non avrei dovuto legarlo alla mia risposta a te, sorry.
no worries, ma ora mi hai messo curiosità…
Lo pubblico domani, se riesco. In realtà è stato già pubblicato dal mio interlocutore, ma devo fare “aggiustamenti editoriali”
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