Cosa vedete?
La domanda è semplice. Cosa rappresenta l’immagine qui sopra?
Non dubito che molti di voi siano in grado di rispondere correttamente, a parte forse quelli un po’ miopi. Forza, allora, ditelo ad alta voce, adesso.
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Allora, siete riusciti a capirlo? Se non ci siete riusciti, ve lo dico io: questa qui sopra è una immagine bianca.
Ah, sì, certo, con un piccolo puntino nero.
Come, voi avete detto “puntino nero”? Il bianco copre 119987 punti, il nero 13. Insomma, il colore scuro è appena più di un millesimo della superficie complessiva, eppure è ciò che avete notato subito.
Immagino le vostre proteste: come ti permetti di ignorare quel nero, salta subito all’occhio, dove andremo a finire…hai una congenita incapacità di comprendere il senso delle obiezioni altrui, quel puntino è l’unica cosa che spicca.
No, non l’ignoro di certo. Non voglio correre il rischio che quel nero si espanda a coprire tutta l’immagine. Quel nero che è crisi, quel nero che è dolore, quel nero che è morte, quel nero che è peccato. Ma preferisco guardare il bianco che c’è piuttosto che concentrarmi su quel poco che sporca, su quel poco ci blocca, quel poco che ci fa inciampare soprattutto se abbiamo lo sguardo fisso su di lui invece che su cosa è realmente importante.
Pubblicato il 30 gennaio 2012 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 23 commenti.



^__^ questo esempio mi tornò utile per due lezioni di catechismo (cresime) e fu un successo di discussione ^__^
un ragazzo di prima media mi rispose: l’equivalente del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
^__^
è bello azionare il cervello!!
Grazie Berlicche, mi fa piacere trovare quando si parla un cuor solo e un anima sola!
P.S. posso chiedere un favore? fate una preghiera per un ragazzo di 19 anni che sta lottando fra la vita e la morte… messo sotto una macchina mentre andava in bicicletta, a lavorare…. ieri è stato operato alla testa, l’intervento è riuscito, ma si attendono le famose 48 ore o addirittura 70….
Ecco, sto cercando di vedere da due giorni il bianco e non il puntino nero, il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto, aiutateci anche con le vostre preghiere!
Grazie
su cosa è realmente importante
. . . .
TUTTO è importante.
Berlic,
se quel puntino nero fosse tuo figlio malato – o quel povero ragazzo di cui parla qui sopra Caterina – ignoreresti tutti i 119987 puntini bianchi che stanno bene per dedicarti a quell’unico che sta male.
Che è poi quello che fa Gesù nella parabola della pecorella smarrita, se vi ricordaste che la vostra fede dovrebbe fondarsi sulle sue parole e sul suo esempio.
Ma, si sa, il messaggio di Gesù l’avete dimenticato da tempo e il cattolicesimo è diventato la religione dell’uniformità amorfa: i puntini neri fanno sempre una brutta fine, con voi.
Massimo
vecchia massima etilica: “se butti un bicchiere di whisky in un barile di merda ottieni un barile di merda; se butti un bicchiere di merda in un barile di whisky ottieni… un barile di merda”.
mi spiace ma è così. aconfessionale, ecumenico…
Prima di tutto, un grazie a DD per “l’idea”.
Assicurate, Caterina.
Grazie, Massimo e Orsopio, per la dimostrazione pratica di cosa voglia dire vedere solamente il nero. Qui non si tratta di riprendere pecorelle smarrite, qui si tratta dell’atteggiamento mentale di chi vuole vedere solo il male. Il male ha una brutta caratteristica: a forza di invocarlo, ti ascolta e ti si appicica.
“…e ti si appicica.” qed
purtroppo nel caso del whisky mi tocca insistere. su, berli’, rendi testimonianza*: berresti dal barile del caso #2?
*il tuo parlare sia… si vabbé ma ormai che te lo ripeto a fa’…
Ah, quindi un caratteristico fenomeno della fisiologia visione dovrebbe significare guardare solo al poco male dimenticando il molto bene. Eh, insieme al bicchiere mezzo pieno/vuoto potrebbe diventare il nuovo test per gli psicanalisti della domenica.
Tu cosa vedi, QUI, berlicche?
“…della fisiologia della visione…”
Ma quanto siete noiosi…
Era una metafora, chiunque ci arriverebbe, certe risposte qui non sembrano altro che risultati di un’isteria da sindrome di peter-pan che vuole crescere, davvero.
“Le favole faranno riflettere molto gli uomini, ma ai bambini bisogna dire la verità.” [Jean-Jacques Rousseau]
qui ha ragione Shostakovich.
Hai proposto una immagine rivolgendoti a chi CI VEDE, non certo ai ciechi !
Tanto è vero che hai detto :”…a parte quelli un po’ miopi ” che evidentemente non vedono bene,e non sempre PERCEPISCONO distintamente , soprattutto da lontano.
Ma allora, è cosa buona VEDERE, tutto ciò che esiste, con TUTTI i dettagli, oppure è meglio essere CIECHI o miopi ?
Vederci bene è un difetto, oppure una facoltà indispensabile a vivere bene, sia nella vita materiale che morale/soprannaturale, essendo CONSAPEVOLI della realtà intera in cui ci troviamo?
Se il Creatore ha fatto i nostri occhi in modo da percepire nettamente il BIANCO distinto dal NERO, si sarà regolato male? sarà stupido ad averci fatti così ?
Noi oggi siamo più sensati e intelligenti di Lui (o anche più buoni, quando decidiamo di non guardare ciò che disturba le nostre convinzioni, se un’amara Verità ci mette in crisi) e diciamo:
meglio non vedere il puntino nero…anzi facciamo finta che non ci sia.
Infatti è risaputo:
occhio non vede, cuore non duole.
vs, io ci vedo (beh, non proprio benissimo, ma…) eppure quando mi hanno fatto il “test” io ho risposto “un gran foglio bianco…con un piccolo puntino nero”.
Non si tratta di sola fisiologia: si tratta anche di educazione. Io quando vedo un foglio bianco mi viene voglia di disegnarci, o scriverci su. Immagino che altri lo butterebbero via, perché sporco.
Orsopio, tu sai vero come (era) fatto il whisky, vero? Sai cos’è esattamente la torba?
Sho, ci vedo il firewall della mia azienda (te lo ridico stasera)
Trovo moltro istruttivo come alcuni si rifiutino, semplicemente, di riconoscere il valore del positivo, del foglio bianco, e di chi siano.
La domanda che mi sorge spontanea è: ma si tratta del riflesso automatico pavloviano per cui tutto quello che dico è da criticare, ideologicamente e a priori, o veramente siete incapaci di cogliere il positivo della vita, tutto ciò che è bello, tutto ciò che non è fastidio e negativo? In ambedue i casi mi dispiace sinceramente – e dico davvero, sinceramente – per voi.
E’ tremendo vivere così.
Probabilmente questa e’ la preghiera personale piu’ importante (dopo quella per la salvezza dell’anima…) :
chiedere al Signore di essere resi capaci di capire, apprezzare e godere tutto il bello, il positivo, il dolce, il commovente della vita senza lasciare che le difficolta’ e i problemi ci schiaccino e ci lasciano a testa bassa, senza speranza. Essere vivi. Amen
non è tremendo, secondo me. si tratta di decidere se accettare o rifiutare la realtà INTERA, che comprende sia il nero sia il bianco, e cercare dic apire CHE COSA sia quel puntino.
Si tratta di CONOSCERE, senza preclusioni: il puntino potrebbe essere una formica che cammina sulla neve ? che sia un’entità buona o meno buona, è cosa tutta da scoprire.
Gli uomini sono curiosi di sapere ciò che ignorano, sono FABBRICATI per conoscere (e poi amare ciò che è giusto amare, ciò che è buono e merita di essere amato) ; ora, nel campo bianco, la curiosità è attratta dal piccolo elemento di contrasto: esso potrebbe essere un neo sul volto niveo di una dama del ’700, che le dona un tocco di grazia,…o una goccia di caffè o cioccolato sulla panna, no ? e cento altre cose che la fantasia immagina, e che l’INTELLETTO desidera conoscere, per esercitare il suo discernimento. Non siamo esseri neutri e inerti di fronte ad una realtà che non ci fa nè caldo nè freddo: siamo sempre predisposti per una eventuale scelta, a favore del bene e/o del meglio, come tu stesso -naturalmente- stai palesando.
Orientarsi a “tutto ciò che è bello”, come stai dicendo potremo farlo solo DOPO aver fatto il discernimento, secondo retta ragione, che illumina la coscienza: sceglieremo il bello DOPO aver distinto il bene dal male, il vero dal falso, non prima.
(e chi ti dice che il positivo non sia proprio QUEL punto nero, in mezzo ad un bianco-bene ingannevole ? chi ci dà il criterio vero/falso, bene/male?…questo è il grrande problema da risolvere, per uscire dal relativismo sempre in agguato, dai tempi dei sofisti fino ad oggi e oltre).
“E se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la tua attenzione sul più bello.
http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2012/01/29/e-se-unazione-avesse-cento-aspetti-tu-ferma-sempre-la-tua-attenzione-sul-piu-bello/
I meccanismi della percezione non invalidano quello che, secondo me, è un vedere già come elaborazione cognitiva: personalmente ho interpretato il titolo in questo senso.
Che cosa vedete?, cioè: come reagite emotivamente a quel puntino nero che in prima battuta focalizza l’attenzione di tutti?
Come indirizza la vostra successione interpretazione? – nel caso in cui magari si osservi un’immagine, o una situazione reale, più complessa…
… anche se a giudicare dall’ultimo tuo commento, Berlicche, forse includi nella tua considerazione anche la percezione in sè e per sè.
Io credo però che il tuo valutare l’immagine nella sua interezza (sfondo compreso) ed attribuirle valore positivo avvenga necessariamente dopo che l’hai percepita “e basta”, e – salvo tue particolarità neurofisiologiche – così come di norma la si percepisce: come un puntino nero che spicca su uno sfondo altrimenti neppure “vedibile” dalla nostra mente, che lo considererebbe vuoto.
* successiva interpretazione.
vs: Appunto perché si tratta di aprirsi alla realtà totale c’è prima il foglio bianco, e poi il puntino nero. Dire che c’è solo il foglio bianco sarebbe altrettanto parziale di coloro che dicono “un punto nero” e basta. Ma il foglio bianco c’è! C’è la vita, prima della morte; e la gioia prima del dolore. Se c’è la paura, è perché temiamo di perdere qualcosa che già abbiamo. E tutto questo troppo spesso lo dimentichiamo.
PS: “fabbricati” sa di atto senza amore. Preferisco di gran lunga “creati”, o “generati”. Perché c’è l’amore, prima dell’odio.
Grazie, Maturin, per la segnalazione…vorrei averlo più spesso presente.
“Cosa vedete”, Denise, implica il ricorso alla ragione ed al cervello. Il resto della risposta a te è diventato il post di oggi…
Sì, Alex, “salvaci dall’indifferenza”.
Grazie del chiarimento. Cognizione, dunque, oltre che percezione.
Attendo il nuovo post.
Postato :-)
xSho: Ah, adesso ho visto. Sai cosa vedo? Che ti dai molto da fare per cercare di dimostrare qualcosa che tu pensi sia il mio punto, ma non lo è.
Dai un’occhiata al post di oggi, che magari chiarisce.
Vedo che ti stai concentrando sul cogliermi in fallo, e non approfondisci il motivo per cui il post l’ho scritto. In un certo senso tanta dedizione è ammirevole, ma non sarebbe meglio impiegata ad approfondire invece la questione?
Quanto sei esagerato, berlì. Cercavo solo una scusa per mettere la faccina mogia del diavoletto.
Questo post denota una certa genialità.
Oh, vabbè Sho, l’avevo capito ;-)