Evoluzione nell'accettazione di saggi sull'evoluzione in riviste scientifiche
The evoluzionary acceptation of evolutionary issues in science papers
Evoluzione nell'accettazione di saggi sull'evoluzione in riviste scientifiche
Summary:
Una estensiva analisi sul tasso di accettazione (ar, acceptation rate) di articoli sottoposti a riviste scientifiche dimostra senza ombra di dubbio che un articolo contenente larghe positive affermazioni sull'evoluzione ha una probabilità di essere accettato dal 40% all'80% in più rispetto ad uno critico sul medesimo soggetto. Dimostreremo anche come l'analisi possa essere estesa con esiti analoghi a testi riguardanti altri argomenti di canone diffuso.
Saranno portati esempi di come la forte pressione selettiva (survival of the fittest) releghi le posizioni discordanti in nicchie dalle quali non possono uscire a meno di una qualche catastrofe globale.
Lo scienziato che non si adegua alle posizioni dominanti ha una probabilità fino al 90% superiore di perdere le fonti di approvvigionamento a favore di elementi più aggressivi e conformistici.
Questo ha come effetto la sparizione di molte specie, la riduzione della variabilità genetica e un generale assestamento verso un plateau dove il tasso di germinazione di nuove idee tende verso lo zero.
Full Article:
Abbiamo preso in esame oltre…
Oh no, stanno arrivando!

Pubblicato il 22 luglio 2011 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 25 commenti.


"Questo ha come effetto la sparizione di molte specie, la riduzione della variabilità genetica e un generale assestamento verso un plateau dove il tasso di germinazione di nuove idee tende verso lo zero."
Questo periodo rende molto bene l'attuale atmosfera della scienza evoluzionistica, priva di nuove idee e di dibattito, praticamente sono tutti d'accordo, da Dawkins a Lewontin.
In particolare è stato raggiunto un consenso bulgaro sull'argomento dell'evoluzione di gruppo,
Cachorro Quente
@ Quente
anche sulla legge di gravita' classica il consenso e' unanime – bulgaro, nel tuo linguaggio – e nessuno sente la necessita' di nuove idee e dibattiti al riguardo.
Io credo che la mancanza di dibattito e nuove idee derivi dal fatto che la teoria funziona abbastanza bene da non rendere necessaria l'introduzione di nuovi elementi.
(Credo anche che i creazionisti siano dei folli esaltati, e che il tizio che ha inventato il pastafarianesimo sia a suo modo un genio del diritto, ma questo e' davvero OT)
Eric
Questo post poteva essere fatto anche per i cambiamenti climatici, e per altri argomenti in cui c'entrano gli ecologisti.
Accidenti, il link "read the full article" non mi funziona. Metteresti l'indirizzo per esteso? grazie.
@ Eric: il mio post in realtà era ironico. Tra evoluzionisti ci sono dibattiti anche furibondi; è un campo della conoscenza in continua espansione.
In particolare, motivo di controversia è l'idea della "group selection", cioè il fatto che la selezione naturale operi anche tra gruppi di individui, idea contestata fieramente da Dawkins, e che sta riprendendo piede ultimamente. E' un campo interessante, perchè il darwinismo è alle volte considerato foriero di una visione arida dell'umanità (il "Selfish gene" di Dawkins, appunto), mentre l'idea di un'evoluzione che premia società coese rende oggetto di studio anche l'altruismo, la solidarietà ecc. ecc.
E contrariamente a quello che dice Berlicche, negli ultimi anni nel campo della biologia evoluzionistica sono emerse idee rivoluzionarie che scardinano completamente il "dogma" della trasmissione verticale di caratteri innati: è sempre più rilevante la trasmissione orizzontale di materiale genico (via virus), tanto che l'immagine tradizionale dell'albero della vita ora assomiglia più a una rete da cui esce fuori un cespuglio; e inoltre lo studio dell'epigenetica (le modificazioni funzionali del codice genetico) rende sempre più verosimile l'ipotesi che si possano trasmettere anche caratteri acquisiti.
Il problema della critica "religiosa" alla teoria dell'evoluzione non è che è per forza sbagliata. Noi non possiamo escludere che sia stata un'intelligenza suprema a guidare la differenziazione delle specie. Il problema è che il cosiddetto "intelligent design" (non tiro in ballo il creazionismo puro di chi crede che la terra sia vecchia di settemila anni e che gli esseri umani abbiano convissuto con i dinosauri, perchè l'interpretazione letteralista protestante-evangelica della Bibbia non è certo condivisa dal padrone di casa) è un modello sterile.
Cosa intendo? Che se dico: l'occhio è una struttura troppo complessa per essersi creata per caso non perseguo nessuna conoscenza ulteriore; mi pongo delle colonne d'Ercole intellettuali. E invece se studio il modo in cui strutture fotosensibili diverse si sono evolute indipendentemente in vari organismi nel corso di milioni di anni, imparerò qualcosa di più sulla natura.
Cachorro Quente
Eric, ha ragione Quente. L'evoluzionismo non funziona ma guai a dirlo. Ho giusto in corso una discussione su questo nel blog di Claudio.
E sì, vale per qualsiasi argomento: non solo in scienza ma in ogni altro campo, dalla letteratura alla politica. Si chiama ideologia.
…più che altro sono tutte le obiezioni al darwinismo che sono ideologiche. Cito in particolare quello scienziato sovietico che, ritenendo più socialista il lamarckismo, mandò in rovina l'agricoltura ai tempi di Stalin. Lysenko credo si chiamasse.
Per piacere Berlicche, su questo mi scadi decisamente. Anche la Chiesa Cattolica accetta l'idea di evoluzione. Poi è diritto di chiunque pensare che la provvidenza l'abbia guidata fino alla nascita di una creatura senziente, ma contestare che le specie si siano differenziate per un meccanismo in cui sono coinvolte le mutazioni casuali e la selezione naturale è fuori dal mondo.
Cachorro Quente
P.S. ho solo scorso rapidamente la discussione che hai linkato. Vedo grandi dibattiti sul concetto di caso, e il fatto che l'evoluzione può spiegare il corso degli eventi ma non il loro significato. Non provo grosso fastidio ad accettare una posizione del genere (sono concezioni filosofiche dopo tutto, il problema è che non condizionino il rigore scientifico), ma da cosa dovrei desumere che l'evoluzionismo "non funziona"?
P.P.S. leggendo un po' di più la discussione, viene fuori che la vostra critica all'evoluzionismo è legata proprio a quelle teorie rivoluzionarie (la trasmissione orizzontale dei geni e l'ereditarietà di caratteri acquisiti) che io citavo per dimostrare la vitalità della biologia evoluzionistica… questione di prospettive! E' ovvio che le idee nuove ricevano un po' di resistenza all'inizio, ma il tono apocalittico e polemico del tuo post è proprio fuori luogo. Il New Scientist, una delle più diffuse e autorevoli testate divulgative, che ha sempre sbeffeggiato allegramente intelligent design e creazionisti, ha dato ampio spazio a queste teorie in svariate occasioni, compresa una issue che si intitolava "Darwin was wrong". Dunque non è vero che L'evoluzionismo non funziona ma guai a dirlo: piuttosto, l'evoluzionismo è perfettibile come tutte le teorie, e ben venga chi lo dice.
Quente, sono abbastanza d'accordo con quello che dici (tranne quando dici che sto scadendo ;-)
Sono emerse nuove idee, dici, ed è assolutamente vero: ma, sii onesto, quante di queste sono in qualche modo arrivate al grande pubblico? Com'è possibile che io, che di riviste scientifiche ne bazzico, abbia sentito per la prima volta parlare di retrotransposoni in un romanzo di fantascienza?
Sii onesto: quanti contributi ottieni se spieghi che lo scopo della tua ricerca è dimostrare che l'evoluzionismo non funziona?
NB: con evoluzionismo, qui, intendo la teoria classica che ci viene propinata a scuola e la sola che il 99% dei miei interlocutori conoscono…e, del resto, nessuna delle sue varianti funziona molto di più. Finora almeno.
Chacorro Quente:
...più che altro sono tutte le obiezioni al darwinismo che sono ideologiche. Cito in particolare quello scienziato sovietico che, ritenendo più socialista il lamarckismo, mandò in rovina l'agricoltura ai tempi di Stalin. Lysenko credo si chiamasse.
Ma bravo, che meravoglioso autogol. I darwiniani ci provano sempre, a spacciare Lysenko per un anti-darwiniano, ma non lo era per niente.
Cfr. J. Wells, Le balle di Darwin pp. 238-242:
Secondo il filosofo Robert T. Pennock, “nell’ex Unione Sovietica l’evoluzione darwiniana venne respinta su basi ideologiche. Poiché il Partito Comunista deninciò la visione darwinista in favore del lysenkismo, una variante del lamarkismo che era più in linea con l’’deologia del partito, la ricerca biologica venne ritardata di una generazione. Gli ideologi del disegno intelligente potrebbero riprodurre lo stesso effetto in questo paese, se i loro sforzi lobbistici avranno successo”. (…) Le affermazioni di Robert Pennock e Christopher Scott secodo cui Stalin respinse il darwinismo sono false. (…) Lysenko aveva una scarsa preparazione in biologia, e ancora meno nella genetica mendeliana. All’inizio negò perfino una parentela fra le sue idee e il lamarkismo, ma dopo che Isaac Prezent, presidente della società dei biologi marxisti, gli presentò la teoria evoluzionista, abbracciò entusiatsicamente l darwinismo, copresi i suoi elementi lamarkiani. Negli anni Trenta Lysenko stava fondendo il processo fisiologico della vernalizzazione con l’ereditarietà lamarkiana. Quando i biologi mendeliani lo criticarono, egli evase semplicemente i loro argomenti e dichiarò che la genetica mendeliana era inaccettabile, peché contraddiceva l’evoluzione darwiniana (cfr. N. Roll-Hansen, The lysenko Effect, 1994). A quel tempo molti biologi occidentali stavano accettando la “moderna sintesi” dell’evoluzione darwiniana con la genetica mendeliana, ma ma il ministro sovietico dell’agricoltura Jakov Jakovlev sostenne Lysenko dichiarando il mendelismo incompatibile col darwinismo. Nel 1937 Prezent elogiò Lysenko per “aver marciato (…) sotto la bandiera della ricostruzione della scienza biologica sulle basi del darwinismo elevato al livello del marxismo”, mentre demonizzò i mendeliani come “potenze delle tenebre”. (…) Quindi, contrariamente a quanto affermano Pennock, Futuyama e Critopher Scott, il conflitto scientifico implicito al lysenkysmo non era tra lamarkismo e darwinismo, ma tra darwinismo classico (che aveva innegabilmente degli elementi lamarkiani) e nuova genetica mendeliana. L’attuale conflitto tra neo-darwinismo e disegno intelligente ricorda il lysenkismo nel senso che i darwinisti si stanno ancora opponendo alle nuove idee”.
P.S.
VI INVITO CALDAMENTE A GUARDARE IL DOCUMENTARIO "DARWIN' DEADLY LEGACY" SU YOU-TUBE Finalmente vi sarà chiaro che la teoria di Darwin è alla base non soltanto dell'anti-teismo più intollerante, ma anche del nazismo e dello stalinismo. Infatti non solo Hitler, ma anche Stalin era entusiasta della teoria di Darwin.
Bè credo che in tantissimi campi la scienza divulgata ai profani, rispetto a quella conosciuta da chi opera nel campo, sia in ritardo di venti-trent'anni. Che poi il mondo della biologia evoluzionistica possa mostrare dogmatismi e resistenze alla novità, non deve sorprendere; la scienza è sempre funzionata così. Chi ha delle idee contro corrente rischia di più a portarle avanti, ma guadagna di più se alla fine riesce a dimostrarle giuste o comunque degne di attenzione.
Il modello classico darwinista è molto importante e validato da tantissime osservazioni, alcune delle quali anche sul campo. Recentemente si è visto che la speciazione è un processo potenzialmente più rapido e frequente di quanto non si credesse. La verità è che noi sappiamo ancora molto poco di come dal genotipo si arrivi al fenotipo, se non per la limitata sequenza DNA-RNA-Proteine. Il grosso dell'informazione genetica è regolatoria, e il modo in cui i geni controllano l'ontogenesi, la differenziazione degli organi, ecc. ecc. è ancora misterioso.
Però se parliamo, che ne so, di evoluzione dei primati, o dei cavalli se per questo, le vaste informazioni che abbiamo dai fossili e dagli studi genetici descrivono bene le discendenze comuni, e selezione naturale e mutazioni casuali sono state sicuramente un'idea geniale per spiegare come e perchè le specie si sono differenziate.
Cachorro Quente
Povero Darwin insomma…
JJ
Sai, vero, Quente, che la storia dell'Eoippo, Mesoippo ecc che abbiamo studiato a scuola era una solenne bufala?
Veramente più approfondisco l'argomento più mi rendo conto di come, di fronte ad alcune figure veramente grandi, ci sia un immensa distesa di travet della scienza incapaci di distaccarsi dalla vulgata. Purtroppo (come sempre) sono loro che hanno in mano il potere: che, perpetuarsi, deve rischiare il meno possibile e quindi favorire lo status quo. Oppure, più banalmente, difetta di metodo e fantasia.
Come dici tu, è tutto ancora molto misterioso. E quindi certe certezze in un certo senso mi fanno tenerezza…
Scusa se sono ot, ma non se ne può più di sentire dire che l'assassino di Oslo è un "cristiano":
http://lugopress.wordpress.com/2011/07/24/introvigne-breivik-massone-non-fondamentalista-cristiano/
Geniaccio d'un diavolo.
io sinceramente non ho mai capito perchè Darwin sia considerato incompatibile con DIo e con la Creazione.
Neanche io.
eppure, qualche blogger ultracattolico – che ha commentato in questa sede - sembra considerare uan missione la denigrazione di Darwin. Boh.
(Devo asssssolutamente decidermi a pubblicare la mia personale teoria dell'evoluzione, che parte da Darwin…)
Berlic, per una volta non siamo d'accordo.
Anche se lo spirito critico che ti anima è in genere utile, e sicuramente avrai incontrato esempi di pressappochismo e di travet della scienza, questo purtroppo è vero in tutti i campi, e non ha senso isolare la teoria dell'evoluzione come fosse un caso speciale (un caso speciale è semmai la "crisi" del riscaldamento globale, ma questo è un altro discorso).
Ma venendo alla teoria stessa, manca ancora qualcosa, è vero. Ma la prima preoccupazione di un cattolico che si interessa di scienza dovrebbe essere quella di far capire che assolutamente non si vuole nemmeno far sospettare di avere qualcosa in comune coi creazionisti.
Se scrivi una cosa che può piacere a chi si intestardisce a negare il concetto di evoluzione, per quanto bene sviluppi poi la tua critica, hai toppato.
Ci vuole un senso preciso di cosa si sta criticando, e in che chiave.
La prima cosa è criticare gli atteggiamenti antiscientifici.
Poi, semmai, una volta messo bene questo paletto, criticare tanta scienza fatta male.
Ed infine, fatto questo, si può discutere sulle lacune di una teoria attuale.
Certamente altra cosa è parlare delle interpretazioni abusive di parte avversa. Non ci sono solo i creazionisti, ma anche gli scientisti che hanno preso a modello l'evoluzione per applicarla dolorosamente ad altri campi, come ha detto Reginadistracci.
E' importante non mescolare i piani.
Per rispondere a Cinas: non sono gli ultracattolici che sentono la missione di denigrare Darwin. Sono i creazionisti, che erano un fenomeno peculiare di certo protestantesimo americano; ma la globalizzazione fa sì che si creino collegamenti impensati, e quindi oggi (cosa impensabile 7-8 anni fa) anche alcuni cattolici ci cadono, per inerzia (dire il contrario di una cultura dominante che di solito sbaglia).
xAlphaT: l'ho scritto nei commenti, ma guarda che sono d'accordo con te: se ho preso l'evoluzionismo come "tag" è perché veniva troppo bene per la "cattiveria".
Che io non sono creazionista si può capire, spero, dal blog e dai commenti. Non è la prima volta che ne parlo. Non posso mettere le mani avanti su ogni cosa: tanto, se c'è qualcuno che vuole capire male ci sarà a prescindere.
Tre video per Berlicche ad ispirazione di nuovi entusiasmanti post:
I neofarisei
Non abbiamo bisogno del Papa
Cambiando argomento:
Evoluzione?
Non leggo nessun commento e appiccico il mio semplicemente così, per pigrizia.
Lo spunto è interessante, ma contiene secondo me un errore di fondo assai pericoloso, che contribuisce non poco alla confusione dell'argomento e a renderne impossibile (o impensabile) la soluzione.
A. L'evoluzione. Se per evoluzione si intende il fatto che nel tempo le specie mutano, verosimilmente elaborandosi (mi si passi il termine, anche se ovviamente non sussiste alcuna intenzionalità o volontà nelle specie o nei processi) l'una dall'altra, questa non è una teoria, ma una evidenza scientifica; con ciò intendo che la scienza non ha a disposizione altro, allo stato di fatto, per interpretare le sovrabbondanti serie paleontologiche, tassonomiche od ecologiche. Non c'è dubbio: le specie sono mutate nel tempo e negli habitat e questo ci testimonia tutta la cosiddetta "storia naturale" [peraltro mi stupisce sempre considerare: 1) perché ci si affatichi a tentare, talora e soprattutto da parte cristiana, di negare questo e non, ad esempio, l'evoluzione stellare o robe del genere, che credo assai meno documentate; 2) che problema apporti mai la constatazione dell'evoluzione alla fede religiosa cui aderisco: la maggior complessità mi affascina assai di più anche in specifico riferimento all'atto creatore dell'Onnipotente, ed anche in rapporto a considerazioni di tipo estetico].
B. L'evoluzionismo. Accennato con inevitabili approssimazioni quanto sopra, il secondo spunto necessario e complementare: l'evoluzionismo (ad esempio e soprattutto: il darwinismo o l'ultradarwinismo o la cosiddetta "Nuova sintesi") non è un fatto ma una teoria, in quanto tale opinabile e falsificabile alla Popper. Vado oltre: nessuna delle attuali teorie, a quanto mi risulta, è in grado di spiegare esaurientemente i meccanismi dell'evoluzione rendendo conto dello stato di fatto. Vado ancora oltre (in questo sposando la tua tesi per come la capisco e reinterpreto): l'insistenza stupidamente ideologica sul darwinismo sta ostacolando il progresso scientifico nella comprensione dei meccanismi dell'evoluzione, di fatto censurando ogni deviazione dalla ortodossia dominante. Il caso di P.P.Grassé è al riguardo assai illuminante (guarda ad esempio qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Pierre-Paul_Grass%C3%A9 come uno dei maggiori zoologi moderni venga sbrigativamente -e del tutto a sproposito- tacciato del peccato mortale di "lamarkismo" solo perché sottolinea dandone evidenze scientifiche alcune falle del darwinismo).
In sintesi, continuare a confondere evoluzione ed evoluzionismo partecipa di un gioco ideologico abbietto in cui c'è spazio solo per faziosità ascientifica ed irrazionale.
P.S.: non c'è alcun dubbio che uomo e primati siano più affini geneticamente, anatomicamente e tassonomicamente che uomo e funghi: che problema ci crea, questo?
Come ho già scritto tempo addietro a me nessun problema, anzi. Credo che la negazione "da parte cristiana" a cui accenni sia in parte un riflesso condizionato di fronte ad un innegabile attacco da parte dell'evoluzionismo e in parte ad una cattiva interpretazione, in larga parte protestante, di cosa significhi realmente la creazione.
Come mi sono trovato recentemente a discutere questa cecità è speculare a quella dei sacerdoti evoluzionisti che non si rendono conto di quanto bene farebbe alla scienza il potere mettere in discussione alcuni dogmi.
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